Turin Palace Hotel: chef Stefano Sforza lascia e apre Opera

Il Ristorante Opera si trova all’interno di una struttura bellissima caratterizzata da alti soffitti a botte, muri in pietra, una nuova e splendida cucina a vista e 300 mq complessivi di locale su due piani.

0
960
La Notizia

Aprirà a inizio aprile il nuovo ristorante di Stefano Sforza.

Si chiama Opera e si trova nelle vicinanze della stazione di Torino Porta Susa che poco alla volta sta diventando una delle nuove mete gourmet della città. Qui il giovane chef, che ha trascorsi al Bellevue di Cogne, al Del Cambio di Torino, al Trussardi alla Scala di Milano e, da ultimo, a Les Petites Madeleines del Turin Palace Hotel sotto la Mole, ha deciso di scommettere insieme alla famiglia Cometto, da anni nel settore della ristorazione ma nel cuneese. Opera si trova all’interno di una struttura bellissima caratterizzata da alti soffitti a botte, muri in pietra, una nuova e splendida cucina a vista e 300 mq complessivi di locale su due piani. Grandi spazi ospiteranno però, pochi coperti, per dare la possibilità di seguire alla perfezione il rapporto con il cliente che sarà il vero protagonista della sala. “Una trentina di posti a sedere al piano superiore – spiega lo chef – e un tavolo reale da dieci persone in quello inferiore raccontano della nostra idea di ospitalità e di un ristorante che si evolverà poco alla volta prendendo la forma del nostro pensiero e del nostro modo di intendere la cucina e l’accoglienza”.

Tre i menù tra cui scegliere che saranno dedicati rispettivamente alla cucina piemontese, a quella vegetariana e un percorso degustazione più creativo di cinque portate. Oltre alla scelta alla carta ci sarà una proposta ad hoc per il pranzo e anche qui si potranno assaggiare i piatti iconici dello chef come il risotto limone, prezzemolo e bottarga, i tortellini di foie gras o la “mela”. Proprio il dessert avrà un’attenzione particolare: “Amo la pasticceria – prosegue Sforza che in cucina lavorerà con Claudio Lochiatto e Nicola Pizzulli – perché è un ambito di grande precisione ma anche di grande creatività e voglio che il cliente esca ricordandosi bene e con piacere tutto, anche l’ultima cosa che ha mangiato da noi”.