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Casa Castagna, 3 generazioni e 1 bottega degli anni ’60: il piccolo eden dei formaggi in Piemonte

di:
Manuel Marcotti
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Hanno trasformato una mini-bottega degli anni ’60 nel paradiso dei formaggi: da 3 generazioni i Castagna attirano i gourmand sul Lago di Mergozzo. Ecco come.

C’e’ un modo tutto ossolano di raccontare il cibo. È un racconto fatto di silenzi, di gesti ripetuti, di attese che hanno senso. Uno stile asciutto, profondo, antiretorico, che ricorda quello di Benito Mazzi, capace di parlare di montagna senza trasformarla in cartolina. È da qui che bisogna partire per capire Castagna.

Una valle che pensa

La Val d’Ossola È terra di confine, di passaggio, di scelta. Lo è stata nella storia, lo è stata nella Resistenza, lo è ancora oggi nei mestieri che resistono al tempo. Anche nel cibo. In Ossola mangiare non è mai stato solo nutrirsi. È sempre stato un modo per restare, per dare continuità a ciò che altrimenti si perderebbe. È in questo contesto che, negli anni Sessanta, prende forma la visione di Eligio Castagna.

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Eligio Castagna: cercare formaggi come si cercano storie

Eligio Castagna non era un semplice commerciante. Era un uomo che attraversava le valli con curiosità e rispetto, alla ricerca di formaggi che avessero un carattere, un’origine riconoscibile, una voce propria. Formaggi prodotti da piccoli casari, spesso invisibili al mercato, ma profondamente radicati nel territorio. La Ditta Castagna nasce così: da un atto di fiducia nei confronti della montagna e di chi la abita. Latte, tempo, mani. Nessuna scorciatoia.

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L’arte dell’attesa: affinare senza forzare

Nel 1981 nasce lo stabilimento attuale, con sei locali di affinatura dove temperatura e umidità sono controllate con precisione. Qui avviene il lavoro silenzioso: rivoltare, spazzolare, aspettare. Un lavoro che non accelera, ma accompagna. È in queste cantine che i formaggi trovano equilibrio e profondità, ed è qui che il nome Castagna diventa, nel tempo, sinonimo di affidabilità e competenza nel settore lattiero-caseario.

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Giuseppe e Raffaella: continuita’ e misura

Con il passare degli anni, la visione di Eligio viene raccolta dal figlio Giuseppe, affiancato dalla moglie Raffaella. Giuseppe rappresenta la continuità: attenzione al prodotto, rispetto per i produttori, solidità. Raffaella porta uno sguardo elegante e concreto, capace di tenere insieme tradizione e presente, gusto contabilita’ e funzionalità. La ricerca si estende a tutta Italia, ma il criterio resta immutato: prodotti unici, legati a un luogo preciso, frutto di piccole realtà famigliari. L’innovazione entra senza strappi: nuove linee di confezionamento, porzionatura in atmosfera protettiva, incartamento delle forme. Nel 2013 arriva la certificazione FSSC 22000, che apre definitivamente le porte ai mercati esteri, rendendo Castagna un punto di riferimento anche per l’export di DOP e formaggi freschi di capra. Ma la sostanza non cambia: prima il prodotto, poi il mercato.

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Andrea, l’Harry Potter ossolano

E poi c’è Andrea, figlio di Giuseppe e Raffaella. Giovane, determinato, con quella somiglianza evidente che gli ha fatto guadagnare un soprannome affettuoso e ormai inevitabile: l’Harry Potter ossolano. Ma qui la magia non è fantasia: è studio, passione e cura quotidiana. Andrea porta avanti con entusiasmo Casa Castagna 1620, che è insieme ristorante e struttura ricettiva con camere. Un luogo che riflette perfettamente la filosofia di famiglia: accoglienza autentica, mai ostentata.

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Il lago che non ha bisogno di stupire

Il lago di Mergozzo e’ uno di quei luoghi che parlano sottovoce. Raccolto, intimo, lontano dall’enfasi. Dalle stanze di Casa Castagna 1620 lo sguardo incontra l’acqua con naturalezza. Gli interni, curati da Raffaella, mescolano antico e moderno con equilibrio, materiali caldi e linee pulite, senza compiacimento. La bellezza qui è discreta, abitabile, pensata per restare.

La cucina: bonta’ senza artifici

La cucina segue lo stesso principio. Non cerca effetti speciali, ma piatti pieni, generosi, rassicuranti, che parlano di territorio e convivialità.

  • Battuta di Fassona, pan brioche e caprino. Morbida, dolce, succulenta, franca, immediata. Un inizio che mette subito a proprio agio.
  • Flan di cipolla di Careggio, fonduta di Bettelmatt, pane ossolano. Squisitezza e profondità, una montagna che si scioglie lentamente.
  • Risotto al rosmarino, toma del Mottarone, riduzione al vino rosso. Cremoso, rotondo, al dente, senza incertezze.
  • Raclette della Latteria Vigezzina, speck del maso Pretzhof (prima o poi vi parlero’ anche di questa magnifica realta’)
    Un piatto che invita alla condivisione, sfacciatamente conviviale, senza timidezze.
  • Cheesecake all’americana con amaretti e salsa all’espresso. Golosa, piena, senza eccessi zuccherini stucchevoli .

Qui non si analizza: si gode. Due formaggi, due anime della montagna. Tra questi piatti, due formaggi meritano una pausa di attenzione, perché non sono semplici ingredienti, ma racconti condensati.

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La raclette della Valle Vigezzo è una rarità italiana. Non una copia, ma una traduzione locale di un gesto antico: fondere il formaggio, metterlo al centro, aspettare. È una raclette pensata per la tavola, per il calore condiviso, per quella convivialità che in montagna non è moda, ma necessità. Morbida, setosa, avvolgente, generosa, parla una lingua semplice e sincera.

Il Bettelmatt, al contrario, è severo e verticale. Nasce solo in alpeggio, solo d’estate, solo sopra i duemila metri. Le forme sono poche, i produttori pochissimi. Ogni Bettelmatt è figlio di pascoli alti, di erbe alpine, di mani esperte che lavorano il latte appena munto. È difficile da trovare non per scelta commerciale, ma per limite naturale. E proprio per questo, quando arriva in tavola, chiede rispetto.

Sceglierli, raccontarli senza enfasi, è una dichiarazione di identità. È la stessa coerenza che attraversa tutta la storia Castagna.

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Vini e bollicine: lo sguardo lungimirante di Andrea

Andrea ha una passione autentica per il vino, in particolare per le bolle e gli champagne, che seleziona con attenzione quasi maniacale. Ma non perde mai il legame con il territorio: conosce e segue i produttori del Nord Piemonte, valorizzando anche il Prunent, vino schietto, minerale, profondamente ossolano. Una chicca che racconta la montagna nel bicchiere, senza mediazioni.

Castagna è  un’azienda a filiera radicata nei valori: territorio, tempo, famiglia, persone. È l’Ossola che non si mette in vetrina, ma resiste, lavora, affina. Ed è forse per questo che qui il cibo porta ordine, come farebbe una buona storia raccontata con misura. Un piccolo piacere di montagna, sì. Ma di quelli che restano.

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Casa Castagna

Piazza Cavour 8
28802 | Mergozzo VB

t.+39 0323 19 91 082

info@casacastagna1620.it

Sito web

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