A Graz, una cena ispirata ai dessert diventa esperienza gastronomica totale, oltre il dolce e oltre le regole.
La storia
Nel caso di Jaimy Reisinger, più che dulcis in fundo viene spontaneo dire dulcis fin dall’inizio. A 26 anni, la pasticcera austriaca firma una visione personale che scardina le convenzioni del dessert, muovendosi con naturalezza tra sperimentazione, tecnica e un approccio gastronomico che rifiuta ogni schema prestabilito. Il suo ultimo progetto si chiama BIJA: un pop-up che prenderà vita a Graz e che propone una cena di sei portate ispirate al mondo del dessert, ma concepite come un’esperienza gastronomica a tutto tondo. Non un menu di dolci in senso classico, bensì una sequenza di piatti che sovverte la struttura tradizionale della cena, mescolando con precisione dolce e salato.

“BIJA è una sorta di serie pop-up, uno spin-off a tempo limitato. Non vuole essere un tipico menu di dessert, ma piuttosto un menu ispirato ai dessert. Voglio che i miei ospiti vivano una cena che rompa con la struttura classica del menu”, racconta Reisinger a Rolling Pin. Il prezzo per vivere questa esperienza è di 195 euro a persona. Nonostante la giovane età, Jaimy Reisinger vanta un percorso formativo e professionale di altissimo livello. Da bambina sognava di diventare grafica, ma col tempo ha indirizzato la sua creatività verso la pasticceria.

Nel 2023 è stata nominata “Pasticcera dell’anno” alla Rolling Pin Convention e, nello stesso periodo, ha conseguito il Diploma in Patisserie Innovation and Wellness presso Le Cordon Bleu London, specializzandosi in una pasticceria senza zucchero, vegana e gluten free. Le sue esperienze professionali includono collaborazioni con Hubert Wallner sul lago Wörthersee e con il Coda Dessert Dining Bar di Berlino, guidato da René Frank e Julia A. Leitner: tappe che hanno rafforzato un talento già solido e una visione fuori dagli schemi. Oggi Reisinger affianca lo chef stellato Richard Rauch nello sviluppo di dessert e concept su misura.

La sua pasticceria nasce dall’osservazione, dall’esperienza e da un dialogo costante con la natura e ciò che la circonda. Il gusto, però, resta sempre al centro. “Per me un dessert deve essere convincente soprattutto dal punto di vista del sapore. Il coraggio di essere creativi è fondamentale, ma prima di tutto deve essere buono”, spiega. E aggiunge: “Il pesce può essere un ingrediente entusiasmante, purché il sapore non sia troppo invasivo. E sì, riesco davvero a immaginare la pancetta in un dessert”.

Prima di sviluppare un menu, Jaimy si pone una domanda chiave: come posso sorprendere davvero i miei ospiti? Il risultato sono creazioni che ribaltano le aspettative, in cui metodo, sperimentazione e sensibilità personale trovano un equilibrio preciso. BIJA va oltre il concetto di cena, trasformando il dessert in un linguaggio autonomo, capace di interpretare il presente senza regole prestabilite.