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Suzette Gresham da Acquerello: chi è la chef fra le prime bistellate al mondo

di:
Sveva Valeria Castegnaro
|
NUOVAC1 2026 01 17 01 36 17

Tenacia, curiosità e una voce fuori dal coro: la storia della chef che ha conquistato l’alta cucina americana.

“Tieniti gli amici vicini e i nemici ancora più vicini”: una frase che sembra racchiudere il percorso umano e professionale di Suzette Gresham, chef del ristorante Acquerello di San Francisco, una delle pochissime donne negli Stati Uniti ad aver conquistato due stelle Michelin – la prima nel 2007, la seconda nel 2014. Una filosofia che ha forgiato il suo carattere, sostenuta da una tenacia incrollabile e da una passione per la cucina nata in modo spontaneo, dalla vita quotidiana, dalla famiglia, dai viaggi, dagli hobby e da una curiosità profonda e radicata. “Per una volta la mia testardaggine (o stupidità) e la mia tenacia hanno dato i loro frutti. Mi rifiutavo di fallire. In qualche modo, ho iniziato a capire che le “avversità” non erano il nemico, anzi, mi hanno offerto diverse opportunità a cui altrimenti non avrei avuto accesso.

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Man mano che avanzavo nel mio percorso ho cercato sempre più il confronto con “l’elefante nella stanza”.. Ho cominciato a pensare: se sono già indesiderata o il bersaglio di qualcuno, perché non dare a questa persona una buona ragione per esserlo? Agire in questo modo mi ha aiutato a raggiungere un certo livello di rispetto e considerazione, anche quando gli altri non erano d’accordo con me, ho imparato ad avere voce. Mi ha aiutato a far emergere gli argomenti importanti e mi ha dato credibilità. Anche se non avevo le risposte, almeno potevo porre le domande. Così ho sviluppato la capacità di vedere qualsiasi problema da altre prospettive. Assumermi la responsabilità quando qualcun altro non lo avrebbe fatto, mi ha dato potere. Ho imparato  a rimanere realista, ascoltare, essere vulnerabile e umana anche quando i fatti mi avrebbero fatto agire diversamente…”, racconta alla Guida Michelin.

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Quella della chef Gresham è una carriera lunga e intensa, costellata di successi, ma anche di avversità; un percorso che l’ha portata a entrare nel mondo delle cucine professionali negli anni Settanta, quando le donne chef erano ancora una rarità. All’epoca, per una giovane californiana, immaginare di diventare chef sembrava un traguardo lontano, forse persino impossibile. Eppure proprio quella che poteva apparire come una debolezza si è trasformata nella sua forza, nella sua marcia in più. “Non voglio entrare in una battaglia di genere. Sono una sopravvissuta e sono molto grata ai tanti chef uomini che hanno contribuito alla mia formazione, ma per comprendere le sfide reali, bisogna ESSERE una donna”, confida. Una femminilità che Suzette Gresham non sente il bisogno di rivendicare come bandiera e che auspica diventi sempre meno oggetto di distinzione o discriminazione, sia da parte degli uomini sia, in primis, da parte delle donne stesse. Quando le si chiede un consiglio per le nuove generazioni, infatti, non fa alcuna distinzione di genere: “Innanzitutto, mi rivolgo a tutti, uomini o donne che siano. E’ tempo di cancellare questa sciocca linea di demarcazione tra i sessi, dovremmo smettere di menzionarla. Voglio dire a ogni aspirante chef semplicemente: Cucinate. Studiate. È questo che volete fare? Se sì, impegnatevi. Siate passionali. Ammette i vostri errori e imparate da essi. Siate concreti e umili. Alle ragazze dico: non nascondetevi dietro la femminilità, è una risorsa, non uno scudo. Siete voi i responsabili del vostro futuro, non dovete  aspettarvi che vi piova dal cielo”.

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Uomini e donne coraggiosi, grandi nomi e figure più defilate sono stati i suoi mentori: modelli da cui apprendere e, talvolta, esempi da non seguire. Tutti hanno contribuito, nel bene e nel male, a costruire la sua identità professionale e a dare una direzione precisa alla sua cucina. Anche ciò che non le piace diventa spesso una scintilla creativa, una fonte inattesa di ispirazione: “A stimolarmi in cucina è davvero tutto. Soprattutto le cose che non mi piacciono… il mio primo pensiero è: come potrei migliorarle? Spesso l’ispirazione mi arriva anche al di fuori del mondo del cibo. Nella natura, in un museo, viaggiando, visitando un mercato agricolo in un paese straniero, leggendo la storia del cibo, studiando le tradizioni e le loro origini, interrogandomi su nuove combinazioni e su cosa le faccia funzionare e poi mangiare formaggio!”. Una visione curiosa, colta e instancabile, che ha trasformato ogni ostacolo in un’occasione di crescita e ogni esperienza in materia creativa. Così, tra rigore, passione e umanità, Suzette Gresham ha costruito una carriera che non solo le ha valso due stelle Michelin, ma ha contribuito a ridefinire il ruolo delle donne nella grande cucina americana, con una voce autentica e una determinazione che continua a ispirare.

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