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Dareen Akkad, da futuro medico a miglior pizzaiola d’Egitto: “La mia tonda ora è premiata”

di:
Sveva Valeria Castegnaro
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copertina Dareen Akkad

Definita, a ragione, la pioniera della pizza napoletana in Nord Africa, Dareen Akkad si è reinventata numerose volte, senza mai mollare la presa sui sogni. Oggi vola alto con premi e riconoscimenti.

La storia

Quella di Dareen Akkad è una storia fatta di dubbi, incertezze e difficoltà, ma a cui talento e determinazione hanno indicato la giusta rotta, portandola a divenire l'unica pizzaiola araba classificata tra i 50 Top Pizza's World's 100 Best , nonché proprietaria di una delle due sole pizzerie guidate da una donna nella lista (l'altra è in Argentina). Questi riconoscimenti mi stanno causando una sorta di crisi esistenziale. In Egitto la gente mi riconosce come “la signora della pizza". Un tempo non avrei mai pensato di avviare un’attività in proprio. I miei genitori erano accademici. Mio padre è un fisico e ha conseguito il dottorato in Francia, dove i miei genitori si sono conosciuti…in una famiglia araba, come nella maggior parte delle famiglie di immigrati, “devi” essere un medico, quindi studiavo medicina, ma ero depressa anche se stavo andando bene. Alla fine, ho abbandonato il corso e mi sono laureata in arte senza avere l’appoggio di nessuno”, confida Dareen a PMQ Pizza.

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Spaesata, dopo la laurea, Dareen si trasferisce nel Regno Unito per lavorare prima come cameriera e barista, poi come direttore di un ristorante; era brava, ma quella non era la sua strada. L'illuminazione, infatti, arriva quando si trasferisce in Kuwait per lavorare come account manager e copywriter. Proprio lì la vita professionale e privata di Dareen cambia radicalmente.Ho incontrato mio marito mentre lavoravo in Kuwait, lui aveva a che fare con alcune start-up, cosa che mi ha fatto scattare la scintilla. Ho realizzato che potevo avere un'attività tutta mia”. Non è stato, però, solo l’incontro con il marito ad aver fatto chiarezza nei progetti di Dareen, ma anche quello con un ragazzo kuwaitiano che gestiva una pizzeria napoletana. “Nel 2012 quando vivevamo in Kuwait c'era una pizzeria napoletana da cui ero ossessionata. Era di proprietà di un ragazzo kuwaitiano che durante il giorno lavorava in banca, apriva alle 18 e lavorava fino alla lievitazione dell'impasto. La sua scelta di vita è stata  per me fonte di ispirazione: mi ha dimostrato che anche se devi impegnarti in altro per sbarcare il lunario, puoi contemporaneamente fare quello che ti piace”.

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I tempi, tuttavia, non erano ancora maturi, c’era ancora della strada da fare per arrivare ad avere le idee ben chiare. Dareen, quindi, si sposa, rimane incinta e si trasferisce a Montreal.  Proprio nella capitale del Quebec inizia a mettere  le “mani in pasta”.  Quando sono rimasta incinta, siamo tornati a Montreal. Ho una famiglia in Francia e adoro i prodotti da forno francesi. In Canada mi mancavano le baguette croccanti, ma erano molto costose, quindi, ho comprato il libro di Ken Forkish, “Flour, Water, Salt, Yeast” e ho iniziato a fare il pane.  Ero incinta e ogni giorno preparavo una pagnotta e la mangiavo. Quando è nato mio figlio, ho continuato a impastare. Mio ​​marito, poi, ha ricevuto un’offerta per trasferirsi in Egitto, era un’offerta troppo allettante per rifiutarla, quindi lui è partito. E’ solo nel 2019, dopo la nascita del terzo figlio, però, che Dareen raggiunge il compagno. “Entrambi pensavamo che quella sarebbe stata una sistemazione temporanea.  Mio padre è egiziano, ma ho sempre vissuto la sua terra da turista e pensavo che non fosse il mio genere di paese. L’Egitto verte in condizioni di estrema povertà che fanno contrasto con la ricchezza di pochi. Tuttavia, quando si è presentata l’opportunità io e mio marito abbiamo pensato che sarebbe stata una bella avventura. Quando mi sono trasferita, ho continuato a impastare  e ho subito realizzato che non esistevano panifici francesi o pizzerie”, prosegue.

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E’ allora che Madame Akkad matura l’idea di aprire la sua pizzeria. La strada, però, si rivela in salita per il suo essere donna e per la difficoltà nel trovare fornitori. "È difficile trovare fornitori qui. Non ci sono siti web e il Paese cerca di incoraggiare i prodotti locali rispetto a quelli importati, quindi il processo ha richiesto molto tempo ed è stato molto costoso. Andavo nei supermercati, guardavo i pomodori importati e cercavo l'importatore sull'etichetta. Quattro volte su cinque è stato un disastro. Alla fine sono riuscita a trovare due o tre importatori, ma nessuno di loro mi ha preso sul serio”, spiega. Dareen, però, non si perde d’animo e va a Napoli dove si forma con l’AVPN (Associazione Verace Pizza Napoletana).La panetteria è molto francese-centrica, mentre gli italiani hanno il loro metodo di pensiero. A Napoli ho cambiato tecnica e imparato a  impastare e a fare lo schiaffo napoletano. Sono rimasta a Napoli per circa un mese fino alla fine del 2019.

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Gli ostacoli da superare, però, non erano finiti, il Covid, infatti, era dietro l’angolo.  “Quando è scoppiata la pandemia io e mio marito avevamo già  individuato un piccolo locale, era un buco, ma era quello che potevamo permetterci. Avevamo già effettuato i lavori di ristrutturazione fai-da-te. Alla fine di Marzo ci siamo resi conto che il virus non se ne sarebbe andato e il Paese è entrato in lockdown. Il primo aprile ci siamo guardati, avevamo speso tutti quei soldi. Mio marito aveva un contratto di consulenza con una compagnia aerea che con la pandemia aveva chiuso, quindi eravamo in Egitto senza reddito e senza sicurezza e avendo speso tutti i nostri risparmi in questa pizzeria. Non eravamo pronti al 100%, ma cos'altro potevamo fare? Il 2 aprile 2020 abbiamo deciso aprire comunque dato che le attività essenziali potevano operare fino alle 19. La data, poi, coincideva con il nostro anniversario di matrimonio, l’abbiamo interpretato come un segnale di buon augurio” racconta.

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Da quella scelta, che allora poteva sembrare azzardata, inizia l’ascesa di What the Crust, la prima delle pizzerie di Dareen. “Siamo diventati il ​​primo affiliato AVPN in Africa e io sono il primo istruttore AVPN di lingua araba. Sono anche ambasciatrice AVPN e What the Crust è tra le 10 migliori pizze napoletane fuori dall'Italia”. Nel Settembre 2022 e nel 2023 Dareen è stata invitata a Napoli  per ricevere il 50 Top Pizza Awards per una delle 100 migliori pizzerie del mondo e per essere una pioniera della pizza in Nord Africa. Oggi la prima pizzeria è il cuore pulsante di tutti i locali What the Crust  e dona linfa vitale agli altri quattro già inaugurati e al quinto che sta per aprire. "La mia prima location funziona come una cucina centrale da cui parte tutto. Abbiamo un camion che ogni mattina invia l’impasto a ciascuna filiale”, spiega.

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Dal 2023, poi, Dareen ha trovato un partner per lanciare un concept incentrato sul suo primo amore: la panetteria. Nonostante il successo, tuttavia, non è facile essere imprenditrice donna in un Paese di cultura araba, ma Dareen non si fa abbattere. "Sono egiziana, sono araba e sono anche arabo-canadese. La mia mentalità è che "tutto ciò che un uomo può fare, posso farlo meglio”. In Egitto è importante che io sia la proprietaria, che sia una donna e che lavori, molti egiziani non erano abituati. In qualche modo, ha funzionato a nostro vantaggio. Non sono mai stata sola. Mio marito è stato il mio compagno fin dall'inizio. In qualsiasi tipo di nuova impresa, deve esserci qualcuno di cui ti fidi e che si fida di te incondizionatamente. Con mio marito so che ci sosteniamo a vicenda, qualunque cosa accada. E’ la mia più grande cheerleader”.

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