Tra ricette tradizionali rigorose e cocktail contemporanei, il progetto di Giovanni Fulco Ventura ridà vita alla vera convivialità bolognese.
Se c’è un elemento della cucina destinato a rimanere immutato nel tempo è il legame emotivo con i sapori capaci di riportare alla memoria il senso di casa. La cucina emiliana doc rappresenta una vera roccaforte di valori e gesti ricercato dai bolognesi stessi e dal turismo internazionale che anima il capoluogo felsineo. Eppure, anche a Bologna, accanto ad alcuni indirizzi capaci di custodire davvero la tradizione ai fornelli, è facile imbattersi in veri e propri specchietti per le allodole quando si parla di tipicità nel piatto. È proprio in questo scenario che, al civico 29 di via Saragozza, ha aperto Osteria Futura che sceglie una strada precisa: riportare lo spirito dell’osteria di una volta, fatta di ricette familiari, accoglienza, materia prima del territorio, e dove la cucina si apre alla città attraverso una proposta di mixology pensata per intercettare una sensibilità più attuale.

Recuperare lo spirito dell'osteria come nuova forma di convivialità
Osteria Futura inaugura il 9 dicembre 2025 da un’idea di Giovanni Fulco Ventura, titolare e gestore del locale che dopo anni trascorsi a frequentare le osterie da cliente e appassionato, decide di dare forma a quella che aveva sempre considerato “la sua seconda scelta” di vita: la cucina come vera professione. Al suo fianco nel progetto, i soci Elisa Sabadoni e Bernardo Bolgheri. “Quello che ricercavo era la conoscenza e la vita vissuta dell’osteria, il mio progetto nasce proprio da questa idea: un luogo che non fosse una semplice imitazione, nemmeno una finzione costruita su un’immagine del passato ormai difficile da replicare. L’obiettivo era recuperare lo spirito delle vecchie osterie bolognesi, quello fatto di cucina, famiglia e convivialità, reinterpretandolo però in una chiave contemporanea, al passo con i tempi”, spiega Giovanni Fulco Ventura.

Del resto, era il 1974 quando Francesco Guccini cantava le osterie di fuori porta, luoghi che già da tempo rappresentavano uno dei simboli più autentici dell’identità bolognese. Da allora, quell’immagine è rimasta impressa nella memoria collettiva e oggi torna a vivere in una forma nuova, affrancata dalla nostalgia che rimane affidata alle canzoni e ai racconti popolari.
Un ambiente dove ogni dettaglio costruisce l'identità del progetto
Il nome scelto per il locale non è casuale: oltre al riferimento a Lucio Dalla racchiude la dichiarazione d'intenti del progetto. Giovanni Fulco Ventura tiene a chiarire che Osteria Futura è, prima di tutto, un ristorante e un'osteria nel senso più classico del termine, vino e buona cucina, con lo sguardo rivolto in avanti.

Un equilibrio che, spiega, richiede coerenza fra ogni dettaglio del progetto: l'arredo, la musica, il menù, il modo in cui si comunica ai clienti. L’ambiente è raccolto e misurato: tavoli piccoli in legno, sedie e sgabelli in stile Thonet restituiscono allo spazio un’impronta vintage, rafforzata dalla palette scelta per le pareti che richiama quello dei portici e dei muri di Bologna, attenuati dalla presenza di un verde scelto come elemento complementare. Anche la mise en place segue la stessa filosofia, mantenendo una semplicità volutamente priva di formalismi: tovagliette e tovaglioli di carta, senza fronzoli. La personalità del locale emerge anche nei dettagli più semplici come la musica di sottofondo: un aspetto spesso affidato a selezioni impersonali che in questo caso segue una direzione precisa: un cantautorato italiano di altri tempi come scelta coerente con l’identità del luogo e con il gusto della gestione.

Una cucina che risponde al rigore della tradizione
In cucina c’è Claudia Chiarini, che, insieme a Giovanni Fulco Ventura, ha costruito un menu pensato per la condivisione, capace di recuperare fedelmente la tradizione bolognese. In carta troviamo piccoli assaggi per aperitivo, come le Polpettine di ripieno di tortellini con crema di Parmigiano Reggiano, la vera firma dell’osteria, o le classiche Uova Ripiene con Salsa Tonnata, Polenta e Squaquerone. Altra proposta che segue questo concetto sono i Crostini Bolognesi serviti con Friggione, Mousse di Mortadella e Ragù. Qui si entra nel vivo della bolognesità schietta in cucina: ricette tramandate con rigore, quasi fossero dogmi ma dove ognuna ha la propria variazione sul tema.

Le Lasagne verdi alla bolognese e le Rosette ai funghi sono due classici che restituiscono il carattere più autentico della cucina di casa: generosa, opulenta e, se vogliamo, piacevolmente poco educata. I secondi rispondono in maniera coerente alla scelta di proporre al cliente piatti senza sovrastrutture, così in menu troviamo le Polpette con piselli in umido o Roastbeef con la sua salsa, stessa linea di pensiero per i dessert dove il Fior di latte o Latte in piedi è un must insieme alla Tenerina con mascarpone. La materia prima segue un criterio preciso, nato tanto dalla sensibilità personale di Giovanni Fulco Ventura quanto dalla possibilità di contare sulla collaborazione con Claudia Chiarini che porta in cucina i prodotti dei contadini della zona in cui vive.

La mixology come ponte tra cucina verace e contemporaneo
Osteria Futura, sul fronte food mantiene una costante precisa: la volontà di restituire la tradizione con un approccio quasi ortodosso, rispettando ricette e codici della cucina bolognese. È però sul beverage che emerge il carattere più contemporaneo del progetto, quella parte meno legata all’immaginario vintage dell’osteria di una volta. Accanto a una winelist curata, attenta alla selezione di etichette di livello, trova spazio una drink list trasversale, inserita in una location lontana dai circuiti più caotici del centro. È proprio in questo equilibrio tra memoria gastronomica bolognese e anima da locale contemporaneo che si inserisce il lavoro di Daniele Cassa, responsabile della mixology della casa. Futura è il drink simbolo del locale, una rivisitazione a base di gin, basilico, succo di limone fresco e pepe rosa. Bologna Sour interpreta invece un grande classico come il Whiskey Sour, aggiungendo un elemento profondamente legato alla città: l’Amarena Fabbri.

Un Americano in Emilia è un omaggio ai bolognesi più autentici: costruito su una base di Campari e Vermouth, due elementi da sempre parte della cultura del bere cittadino, aricchiti da amarena e Lambrusco, sottolineando lo spirito territoriale del drink. Profumi del Sud, a base di mezcal, gin all’arancia e peperoncino, porta invece la firma personale di Daniele, un richiamo alle sue origini. Kentucky Penicillium rappresenta la piccola eccezione della carta: il cocktail più moderno e meno legato alla narrazione bolognese. Il bourbon sostituisce il whisky tradizionale, che accompagnato da uno sciroppo di zenzero e miele creare un profilo insieme speziato e dolce: un equilibrio che, non a caso, ha conquistato anche i clienti internazionali.

Osteria Futura è la dimostrazione di come la tradizione possa evolversi e trovare nuove forme espressive, recuperando dal passato ciò che conta davvero senza cadere in facili cliché. Del modello dell'osteria conserva lo spirito di incontro, la convivialità e una cucina autentica, che arricchisce con una proposta di mixology attuale e mai scontata: il risultato è un'interpretazione fresca e attuale di uno dei luoghi comunitari più identitari della città.
Contatti
Osteria Futura
Via Saragozza 29, Bologna
Tel. 3934741953
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