Cosa succede quando la logica schematica dell'ingegneria incontra la memoria culinaria di un territorio? La risposta si trova nel centro di Breslavia, dove il bistrot BABA ha appena conquistato la sua prima stella Michelin, portando alla ribalta la storia e l'approccio insolito di Beata Śniechowska.
Ci sono percorsi che non seguono linee rette. Quello di Beata Śniechowska somiglia più a un'evoluzione calcolata ma mossa da una forte inclinazione personale. Durante la presentazione della prima edizione interamente nazionale della Guida Michelin per la Polonia, la chef ha ricevuto la classica giacca bianca con la stella ricamata sul petto. Si tratta di un momento di svolta per la ristorazione del Paese: Śniechowska è infatti la prima donna polacca a ottenere questo riconoscimento come chef alla guida della propria cucina.
"È un onore immenso. Sto cercando di non avere un infarto. Non si fanno cose del genere alle donne sopra i 40 anni." ha dichiarato ironicamente Beata Śniechowska durante la premiazione (lei, classe 1986, ne ha appena compiuti 40, ndr).
Dalla tesi di dottorato ai laboratori di cucina
Il background di Śniechowska è decisamente atipico per il settore. Prima di dedicarsi a tempo pieno ai fornelli, ha completato un percorso di studi rigoroso, culminato in una laurea in ingegneria e in un successivo dottorato di ricerca. La transizione verso la cucina professionistica è avvenuta da autodidatta, costruendo le basi tecniche attraverso una serie di stage nei principali ristoranti polacchi e trovando una prima affermazione nel 2013 con la vittoria della seconda edizione di MasterChef Polonia.

Questo cambio di rotta non ha però cancellato la sua forma mentis. Come evidenziato anche dagli ispettori della Guida, Śniechowska applica regolarmente le competenze di problem solving e l'approccio analitico sviluppati negli anni universitari alla gestione quotidiana della linea e della brigata. Nel 2019 ha avviato il suo primo progetto importante, Młoda Polska, seguito nel 2023 dall'apertura di BABA, di cui cura interamente l'identità gastronomica.
La proposta di BABA: Tradizione e precisione
Aperto nel cuore di Breslavia, BABA si presenta come un bistrot moderno incentrato su una cucina polacca contemporanea e stagionale, legata ai produttori locali. La Guida Michelin ha premiato la pulizia e la sicurezza delle sue reinterpretazioni dei piatti tradizionali. Tra le proposte più identitarie spiccano i "Petit Bonbon", una rilettura geometrica e alleggerita dei classici pierogi polacchi.

Il riconoscimento non arriva del tutto a sorpresa: BABA aveva già ottenuto il premio Bib Gourmand per il suo rapporto qualità-prezzo e, nel 2025, il Michelin Service Award per l'ospitalità. La critica ha sottolineato la capacità della chef di mantenere un controllo costante sul servizio in sala anche mentre è impegnata ai fornelli, garantendo un'atmosfera fluida e un'accoglienza metodica ma calorosa.
Breslavia e la nuova geografia della Guida 2026
La stella a BABA rappresenta anche un traguardo per la città di Breslavia, che entra per la prima volta nella storia della Guida con due insegne: insieme al bistrot della Śniechowska, ha infatti ottenuto una stella anche il ristorante Most, guidato dallo chef Łukasz Budzik.

L'aggiornamento riflette la nuova strategia della Guida Michelin, che nel 2026 ha esteso per la prima volta le sue recensioni a tutto il territorio polacco, superando i confini delle sole città principali. L'edizione di quest'anno include un totale di 196 ristoranti, delineando un panorama culinario in forte crescita: 147 sono i locali selezionati, 38 i Bib Gourmand e 11 le insegne stellate (tra cui un ristorante con due stelle e quattro novità assolute, tra cui BABA).