Top Chef

Marco Pierre White: "Lancerò una guida in cui solo gli chef giudicano i ristoranti: via i critici

di:
La Redazione
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Il mondo della critica gastronomica trema sotto i colpi di mannaia del suo interprete più viscerale, tormentato e geniale. Marco Pierre White, l’ex enfant terrible dell’alta cucina, torna a scardinare i pilastri della ristorazione contemporanea con un atto d’accusa frontale e definitivo.

Parliamo della nascita di una controguida internazionale firmata esclusivamente da professionisti dei fornelli e orfana di ispettori anonimi. E per rendere l'affronto ancora più esplicito, il progetto sarà sponsorizzato da Goodyear, colosso americano degli pneumatici e storico rivale della francese Michelin. Una provocazione che sa di rivoluzione, ideata in tandem con il regista italo-svedese Michael Boccalini.

La formula Goodyear: cibo e onestà, dai tre stelle ai food truck

La nuova mappa del gusto, la cui uscita è prevista per la metà del 2027, promette di abbattere qualsiasi barriera di censo o di budget. Non ci saranno filtri legati al prezzo: la guida includerà chiunque sia meritevole, affiancando senza timori reverenziali i templi dell’alta cucina dai menu stratosferici — spesso gonfiati proprio dall'ossessione per i riconoscimenti — ai più veraci food truck di street food da asporto. I criteri di valutazione saranno appena due, limpidi e accessibili: la qualità del cibo e l’onestà di una bella esperienza. Niente fronzoli, niente misteri da carbonari del palato. «Sarà una guida scritta esclusivamente da veri chef che giudicano altri chef», spiegano White e Boccalini, secondo quanto riportato da Il Gusto. «Elimineremo la figura del critico/ispettore che non ha mai cucinato in vita sua e che, a nostro avviso, ne sa meno di uno degli ultimi cuochi sulla faccia della Terra».

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"Feast or Famine": se la caccia alla Stella diventa un dramma

Le radici di questa sfida affiorano nitide in “Feast or Famine” (Abbondanza o carestia), il documentario diretto da Boccalini e presentato in anteprima mondiale a Londra, che vede lo stesso White come protagonista e voce narrante. La pellicola segue per mesi le fatiche, i sudori e le speranze di “Angelina”, celebre insegna londinese di cucina fusion italo-giapponese gestita da Joshua Owens Baigler e Amar Takhar, con l’head chef pakistano Usman Haider al timone. Nonostante la stampa britannica avesse acclamato il ristorante come una delle rivelazioni più folgoranti del Paese, la tanto agognata Stella Michelin non è mai arrivata. Un fallimento formale che solleva il velo sulle storture di un sistema giudicante invisibile, capace di decretare la fortuna o l'improvviso tracollo economico di un'intera brigata.

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Derek D'Souza Photography

Il rifiuto del sistema: l'ombra del 1999

Per White, oggi fiero sessantaquattrenne, il meccanismo della Guida Rossa è un vecchio cruccio mai digerito. Nel 1999, nel punto più sfolgorante della sua carriera, scosse il mondo decidendo di ritirarsi e restituendo tutti i titoli accumulati, incluse le 3 Stelle Michelin. Un traguardo storico: era stato il primo britannico a ottenerle, nonché il più giovane al mondo, a soli 33 anni. Il motivo di quel gran rifiuto è lo stesso che muove la battaglia odierna: l'assurdità di farsi giudicare da ispettori sotto copertura di cui non si conoscono competenze e palato. Con la nuova guida Goodyear, White non cerca una semplice vendetta commerciale, ma una restaurazione della verità: rimettere il destino dei cuochi esclusivamente nelle mani di chi conosce il peso specifico del comando di una cucina.

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