Quello che doveva essere un nobile atto di salvataggio si è trasformato in un potenziale disastro ambientale e in un caso giudiziario. Due turiste texane, madre e figlia, hanno acquistato l'intero contenuto dell'acquario del ristorante "Mercato Pompeiano" con l'intento di restituire la libertà ai crostacei destinati alla cucina.
La dinamica dei fatti
Durante il pranzo, le due donne hanno osservato a lungo la vasca adiacente al loro tavolo. Colpite dalla sorte degli animali, hanno deciso di comprarli tutti: è stata la figlia stessa a pescare i dieci esemplari con un retino per trasferirli in contenitori da trasporto. Successivamente, si sono recate in taxi sulla spiaggia di Castellammare di Stabia, dove hanno filmato la liberazione degli astici nelle acque del Tirreno. "Abbiamo regalato loro un’ultima possibilità", hanno dichiarato nel video diventato virale sui social.

Il rischio biologico: specie "aliene" in mare
L'entusiasmo delle turiste si è scontrato con l'allarme immediato della comunità scientifica. Gli esemplari liberati non appartengono alla specie europea, ma sono astici americani (Homarus americanus), originari dell'Atlantico nordoccidentale. L'immissione di questa specie nel Mediterraneo comporta rischi gravissimi: in primis, uno squilibrio ambientale. L'astice americano è considerato infatti una specie "aliena" che può alterare i fragili equilibri dei nostri fondali. Poi, trasmissione di malattie: questi crostacei possono veicolare parassiti e patogeni letali per la fauna locale. Infine, lo shock termico: il passaggio dalle basse temperature delle vasche alle acque costiere più calde è spesso fatale per gli stessi animali liberati.

Conseguenze legali: arresto e sanzioni pesanti
Oltre al danno ecologico, il gesto viola le normative sulla tutela della biodiversità. Il rilascio di specie esotiche invasive è severamente vietato dal Regolamento Europeo 1143/2014. Le protagoniste rischiano ora conseguenze penali e amministrative pesantissime, come il carcere: la legge italiana prevede l'arresto fino a 3 anni per danno ambientale. Non escluse le multe: le sanzioni pecuniarie possono variare da un minimo di 10.000 euro fino a un massimo di 150.000 euro.

I retroscena
A conferma della specie aliena, gli esperti hanno notato la colorazione bruna del carapace degli esemplari liberati, caratteristica tipica degli astici d'importazione, a differenza del blu intenso dell'astice europeo. Dopo l'operazione, le turiste hanno inviato un messaggio di ringraziamento in inglese al titolare del locale, spiegando che la madre aveva sempre desiderato compiere questo gesto vedendo le "aragoste" nei ristoranti, concludendo che, anche se gli animali vivranno solo pochi giorni in più, "ne è valsa la pena". Un'affermazione che contrasta con il parere dell'Arpac e del Ministero dell'Ambiente, i quali ribadiscono che ogni immissione di fauna deve essere preceduta da rigorosi studi autorizzativi per evitare danni irreversibili.