Chef

Miquel Gilabert, dalla scuola di Extebarri al locale con la mamma: “Ora mi godo meglio i clienti”

di:
La Redazione
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copertina Miquel Gilabert

Una svolta decisa, dalle cucine premiate al localino “casalingo”: Miquel Gilabert dimostra che si può cambiare vita inseguendo un nuovo sogno.

Esistono luoghi dove il tempo sembra essersi fermato per lasciare spazio al respiro della terra. Nel cuore pulsante dell’entroterra di Alicante, lontano dal fragore del turismo costiero, sorge Benidoleig, un borgo di appena 1.200 anime che custodisce un tesoro di inaspettata rarità: il ristorante Mare. In questo angolo di gusto, la filosofia dell’accoglienza si sposa con una cantina monumentale. Come attestato da InfoBae, la collezione del ristorante vanta oltre mille etichette diverse, una selezione curata con tale devozione da superare quasi in numero gli stessi abitanti del villaggio. Un viaggio enologico che celebra il territorio valenciano, pur aprendosi con eleganza a prestigiose referenze internazionali.

L’alchimia tra madre e figlio

L’essenza di Mare risiede nel legame indissolubile tra lo chef Miquel Gilabert e sua madre Josefina. Dopo aver affinato il proprio talento in culle dell’alta cucina come il celebre Etxebarri, Miquel ha scelto di tornare alle origini, trasformando il vecchio bar di famiglia in un salotto gastronomico di soli cinque tavoli. Qui, Josefina non è solo la memoria storica, ma l'anima dell'orto che rifornisce quotidianamente la cucina con verdure freschissime, cariche di quel sapore autentico che solo la cura artigianale può garantire.

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Se la costa è il regno della paella, l’entroterra di Miquel Gilabert riscopre il fascino della cucina "di casa". Il protagonista assoluto, il "piatto forte" che definisce l’identità del locale, è lo stufato valenciano. A differenza delle versioni più opulente di altre regioni spagnole, quello di Mare è un inno alla leggerezza e alla terra: un mosaico di radici — pastinache, rape e carote — che dialogano con ceci, tagli selezionati di manzo, maiale e le tradizionali polpette.

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Un menù che segue le stagioni

La carta si dispiega come un racconto diviso per capitoli: "Prodotti e Campi", "Prodotti e Mare", "Prodotti e Frutti di Mare". Dalla sobrasada d’autore alle acciughe fatte in casa, ogni ingrediente è un omaggio alla Marina Alta. Il pesce, selezionato personalmente al mercato di Dénia, viene trattato con una delicatezza quasi sacrale: una scottatura rapida sulla griglia che ne preserva la vitalità delle carni. Per chi desidera immergersi in questa esperienza, Mare propone due percorsi: il menù Germanor (32 €), ideale per un pranzo feriale all'insegna della convivialità, e il più profondo menù degustazione Teresa (60 €).

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Miquel Gilabert lo sottolinea con fierezza: in un mondo dove i ristoranti tendono a somigliarsi da New York a Shanghai, Mare sceglie la verità. "Il legame con la terra si perde spesso", osserva lo chef. A Benidoleig, invece, il parcheggio è davanti alla porta, il silenzio è un ingrediente fondamentale e il rapporto con l’ospite è diretto, intimo, quasi familiare. Non è solo una cena; è il ritorno in un paese che non sapevate di aver dimenticato.

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