Attualità enogastronomica

Il vino aiuta a vivere più a lungo? Ecco perché è diverso da birra e superalcolici

di:
Silvia Morstabilini
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Copertina vino e salute

Una nuova ricerca internazionale riaccende il dibattito sul rapporto tra alcol e salute, suggerendo che non tutte le bevande alcoliche avrebbero lo stesso impatto sull’organismo. Lo studio, che ha analizzato oltre 340.000 adulti nel Regno Unito, evidenzia come il consumo leggero o moderato di vino sia associato a una minore mortalità rispetto ad altri tipi di alcol e persino rispetto all’astensione totale in alcuni casi specifici.

Vino e longevità: i dati dello studio

La ricerca ha osservato i partecipanti per un periodo medio di circa 13 anni, confrontando abitudini di consumo e tassi di mortalità. I risultati indicano che chi consuma vino in quantità leggere o moderate presenta un rischio inferiore di morte per qualsiasi causa rispetto a chi beve birra, sidro o superalcolici a parità di quantità di alcol assunta. In particolare, i bevitori moderati di vino mostrano una riduzione dell’8% del rischio di mortalità generale e fino al 21% in meno di mortalità cardiovascolare rispetto a non bevitori o consumatori occasionali. Il beneficio appare più evidente nelle patologie legate al cuore, con un vantaggio ancora maggiore per il vino rosso.

Il confronto con birra e superalcolici

Il quadro cambia quando si analizzano altre bevande alcoliche. A parità di consumo, chi assume alcol attraverso birra, sidro o superalcolici mostra un rischio più elevato di mortalità prematura, in particolare per malattie cardiovascolari e tumori. Lo studio evidenzia inoltre che il consumo elevato di alcol, indipendentemente dalla bevanda, è associato a un aumento significativo dei rischi: fino al 24% in più di mortalità generale e al 36% in più di rischio di tumori rispetto ai consumatori occasionali o agli astemi.

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Perché il vino potrebbe fare la differenza

Secondo i ricercatori, una possibile spiegazione risiede nella composizione del vino. La bevanda contiene infatti polifenoli e antiossidanti naturali, sostanze che potrebbero contribuire a ridurre l’infiammazione, migliorare la funzione vascolare e favorire la salute cardiovascolare. Un altro fattore rilevante riguarda lo stile di vita. I consumatori moderati di vino tendono, secondo lo studio, ad avere abitudini complessivamente più sane: dieta più equilibrata, maggiore attività fisica e minore incidenza del fumo. Anche il contesto in cui si beve potrebbe avere un ruolo. Il consumo durante i pasti, tipico di molte culture legate al vino, sembra associato a esiti migliori rispetto al consumo a stomaco vuoto, che può provocare un assorbimento più rapido dell’alcol e effetti più intensi sull’organismo.

Uno studio ampio ma osservazionale

La ricerca si basa sui dati della UK Biobank, una delle più grandi banche dati sanitarie al mondo. Dopo aver escluso soggetti con patologie preesistenti o variabili confondenti, sono stati analizzati i dati di oltre 340.000 persone, con un’età media di 46 anni. Gli autori sottolineano però che si tratta di uno studio osservazionale: ciò significa che è possibile individuare associazioni statistiche, ma non un rapporto diretto di causa-effetto. Fattori come stress, qualità del sonno o differenze socioeconomiche potrebbero aver influenzato i risultati.

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AI generated 

Il messaggio finale della ricerca

Secondo il team di studiosi, il quadro che emerge è più sfumato rispetto alle posizioni più rigide sul consumo di alcol. Non tutti i tipi di bevande sembrano avere lo stesso impatto e il contesto di consumo potrebbe essere determinante. Tuttavia, il dato più consistente resta uno: il consumo elevato di alcol è sempre associato a un aumento significativo dei rischi per la salute, indipendentemente dalla bevanda scelta.

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