Top Chef

Da José Andrés 460€ per un maialino arrosto: la carne arrosto che parla gourmet

di:
La Redazione
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Il panorama gastronomico di Washington D.C. si arricchisce di una nuova, opulenta destinazione: Bazaar Meat. All’interno delle maestose mura del Waldorf Astoria, lo chef pluristellato e filantropo José Andrés trasforma il rito della carne in un’esperienza teatrale, riportando la sua firma d'autore in quell'indirizzo storico di Pennsylvania Avenue che per anni è stato al centro delle cronache.

Foto dello chef: Francois Nel-Getty Images

Foto della carne: Sophie Macaluso

L'eccellenza in un taglio: il maialino da 540 dollari (460 euro)

Il fulcro di questa nuova proposta, che eleva il concetto di steakhouse a vette quasi museali, è il celebre maialino da latte spagnolo, come recentemente evdenziato da EATER. Non si tratta di un semplice piatto, ma di un investimento sensoriale: per gustare questa prelibatezza servita intera, il commensale deve mettere a budget circa 540 dollari (circa 460€) e, soprattutto, garantire allo chef un preavviso di almeno 24 ore. Una lentezza necessaria per onorare una materia prima che richiede una preparazione certosina, capace di regalare una pelle vitrea e carni che si sciolgono al palato.

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Un tempio per carnivori tra storia e design

Il locale occupa gli spazi del leggendario Old Post Office Pavilion, sostituendo il precedente format ispano-giapponese con una visione interamente dedicata al fuoco e ai tagli pregiati. Se l'estetica del ristorante mantiene la sua eleganza originaria — arricchita ora da installazioni dorate e opere d'arte contemporanea — la vera rivoluzione avviene dietro le quinte:

  • Cucine potenziate: progettate per gestire flussi costanti di bistecche sfrigolanti.
  • Esposizione scenografica: all'ingresso, le pregiate cosce di jamón iberico accolgono gli ospiti come opere in una galleria.
  • Tracciabilità globale: dalle New York strip dell'Oregon ai chuleton texani (proposti a circa 110$ al chilo), ogni taglio è selezionato per raccontare un territorio.
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Oltre la brace: tra avanguardia e nostalgia

Non di sola carne vive il Bazaar. Andrés inserisce nel menu i suoi "classici intramontabili", piccoli gioielli di tecnica come il foie gras avvolto nello zucchero filato o il taco di caviale impreziosito da foglie d'oro. Particolare attenzione è rivolta alla storia locale con lo stufato Eisenhower, un omaggio culinario al 34° Presidente degli Stati Uniti a base di guance di manzo brasate. Per chi desidera un percorso guidato, sono disponibili menu degustazione che oscillano tra i 165 e i 195 dollari, mentre la mixology spazia dal lussuoso Stamp Collector Sazerac (preparato con whisky invecchiato 15 anni) a martini infusi all'olio d'oliva.

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Un'espansione inarrestabile

Con l'apertura di Washington, il marchio Bazaar Meat conferma la sua ascesa globale. Dopo il debutto a Las Vegas nel 2014 e i successi di Chicago e New York, il format si prepara a conquistare entro la fine del 2026 anche Los Angeles e Miami. Per José Andrés, questo ritorno non è solo una vittoria imprenditoriale, ma un atto di amore verso la città che lo ha adottato trent'anni fa: un luogo dove, nelle sue parole, "le persone possono riunirsi per celebrare la vita attraverso l'eccellenza".

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