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Le Plasir: il fine dining con chef classe ’93 che fa “alta cucina popolare” in un borgo abruzzese

di:
Giovanni Angelucci
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copertina le plasir

C’è qualcosa di profondamente contemporaneo e insieme controcorrente, nella scelta di aprire un ristorante con un buon livello di ricerca all’interno di un hotel in un borgo abruzzese.

Non è soltanto una dichiarazione d’intenti, ma un posizionamento culturale preciso, che prova a ridiscutere un luogo comune troppo diffuso: quello per cui l’alta cucina, o cucina di pensiero, debba necessariamente abitare i grandi centri urbani. A Città Sant’Angelo, invece, nasce Le Plasir e già nel nome, che rimanda al piacere dannunziano, si avverte la volontà di costruire un racconto stratificato e identitario.

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Il ristorante

Siamo all’interno dell’Hotel Giardino dei Principi, realtà che negli ultimi anni ha deciso di alzare l’asticella della propria proposta gastronomica, puntando con decisione su una figura giovane ma già consolidata come quella di Achille Esposito. Classe 1993, ischitano, formazione solida e un percorso che attraversa luoghi e linguaggi diversi, dalle prime esperienze al Mosaico di Nino Di Costanzo, 2 stelle Michelin a Ischia, passando per Milano in realtà come Orma Bruna Bottega&Cucina e God Save the Food, fino all’ultima tappa nell’Hotel Gran Melià di Palazzo Cordusio; e l’approdo in Abruzzo, terra della sua compagna e oggi anche terreno fertile per una nuova fase della sua cucina.

Lo chef Achille Esposito pg
 
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Una scelta di vita prima ancora che professionale, che si riflette in modo diretto nei piatti. “Abbiamo deciso di puntare su un nuovo chef perché crediamo sia il momento giusto per evolvere la nostra proposta gastronomica”, raccontano i due titolari dell’hotel Domenico Cavaliero e Stefano Rasino. “Oggi soprattutto nel settore hospitality l’esperienza gastronomica è centrale e in costante evoluzione. Volevamo portare nuove idee, energia e una visione capace di valorizzare sia il territorio che l’hotel”. Parole che restituiscono bene il senso di un’operazione che non è semplice restyling, ma costruzione di identità e progetto.

I due soci con lo chef
 
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Una veduta della sala
 

La cucina

E infatti Le Plasir nasce già con una direzione chiara, una cucina che mette al centro l’Abruzzo, ma filtrato attraverso uno sguardo contemporaneo e personale. Il risultato è una proposta che si articola in tre percorsi degustazione: Identità, Dialogo con il territorio e Sintesi, oltre a una carta snella, pensata per intercettare anche un pubblico più trasversale. Un’impostazione che riflette perfettamente le dinamiche dell’hôtellerie moderna, dove la flessibilità è parte integrante dell’esperienza.
Chef Esposito conosce bene questo mondo: “In un hotel ci ho già lavorato e sicuramente ci sono dinamiche diverse rispetto al classico ristorante”, spiega, “devi essere aperto ad accontentare la clientela a 360°, soprattutto quando parliamo di strutture di alto livello. È una cosa che a me piace tantissimo, perché posso spaziare dalla colazione alla banchettistica, fino al ristorante vero e proprio”.

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Una visione ampia, che si traduce in una cucina capace di dialogare con diversi momenti della giornata senza perdere coerenza. Ma è nel piatto che si misura davvero la profondità di questo progetto. La cifra stilistica di Esposito è dichiarata: essenzialità, leggibilità, gusto, la mia cucina è diretta, senza troppi fronzoli. Quando mangi un piatto devi percepire subito gli ingredienti. Deve essere comprensibile a tutti, non solo a chi ha strumenti tecnici per decodificarla”. Una presa di posizione netta in un momento storico in cui una certa parte della ristorazione sembra aver perso il contatto con il piacere immediato della cucina.
Non è un caso che uno dei temi centrali del suo racconto sia proprio il superamento di certe rigidità del fine dining.

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Il pubblico inizia a stufarsi, e io lo penso anche da cliente. Oggi la cucina vincente è quella che valorizza la cucina popolare”. Un’affermazione che trova la sua realtà in un lavoro preciso sugli ingredienti e sulla memoria. La materia prima è quasi interamente abruzzese tra formaggi di validi produttori, agnello locale, zafferano dell’Aquila, liquirizia di Atri. “Io cerco sempre di partire da un ricordo, da qualcosa che mi appartiene, e renderlo più moderno, più leggero, più mio”.

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I piatti

Tra memoria e contemporaneità lo chef gioca la sua partita più interessante. Emblematico, in questo senso, è il piatto delle lumachine con ceci e pesce, dichiaratamente ispirato a un ricordo d’infanzia, “a casa mia, in Campania, pasta e ceci era un must, a volte con le cozze. Ho voluto reinterpretare quel ricordo, portarlo qui e trasformarlo”. Una traduzione molto personale dove cambiano le forme e gli equilibri, ma resta intatto il messaggio; altro piatto simbolo è il risotto Milano-Abruzzo, nato durante l’esperienza milanese e oggi riproposto come sintesi perfetta del suo percorso.

Lumachine e ceci di Navelli alla pescatora
 
Il risotto Milano Abruzzo
 

È un risotto alla milanese, ma completato con ingredienti abruzzesi: zafferano dell’Aquila, liquirizia di Atri, peperone dolce di Altino, fondo di vitello con vin cotto”. Un piatto che racconta geografie diverse, ma soprattutto un modo di pensare la cucina come convivenza di esperienze. Alla base di tutto, però, resta la tradizione, “la tradizione abruzzese mi affascina molto, come tutte quelle del centro-sud Italia perché sono radicate e forti. Io parto da lì e poi lavoro per renderle contemporanee”.
Le Plasir vuole dunque provare a dire la sua sul ruolo della ristorazione negli hotel italiani, soprattutto fuori dai grandi centri, una destinazione autonoma capace di attrarre anche un pubblico esterno.

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Per noi è fondamentale che il ristorante diventi una meta anche per chi non soggiorna in hotel, significa costruire una forte identità sul territorio”, sottolineano i proprietari. Un obiettivo ambizioso che passa inevitabilmente dalla qualità complessiva dell’esperienza tra cucina, servizio, ambiente. La sala, completamente rinnovata, si muove su uno spartito elegante ma mai ingessato, la carta dei vini spazia tra Abruzzo, Italia e Francia, ad accompagnare una cucina che vuole essere accessibile ma mai banale.

Contatti

Le Plasir

Via Leonardo Petruzzi, 30, 65013 Città Sant'Angelo (PE)

Tel: (+39) 0857952681 | Cell: (+39) 3289632975 | Email: info@giardinodeiprincipiabruzzo.it

Sito web

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