La rivoluzione di Cristina Bowerman: Romeo rilancia e raddoppia, anzi triplica

 Dopo la chiusura a Prati la creatura di Cristina Bowerman e Fabio Spada – insieme a nuovi soci e partner d’eccezione – inaugura i nuovi, ampi spazi a Testaccio.  E, tra design post-moderno e prodotti d’eccellenza, apre anche a pizza e gelato.

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La Storia

La Storia di Cristina Bowerman

Era stato uno dei progetti più ambiziosi e innovativi degli ultimi anni sulla scena gastronomica romana, mettendo sotto lo stesso tetto – quello di un’ex concessionaria di automobili nel quartiere Prati – forno, gastronomia, panini e cucina gourmet e (per lo meno nella fase iniziale) sancendo la collaborazione tra due grandi nomi della ristorazione capitolina: quello della chef Cristina Bowerman – alla guida dello stellato Glass Hostaria – e quello dei fratelli Roscioli.

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Poi rimasto nelle mani della chef e del compagno Fabio Spada, dal 2013 al 2016 Romeo Chef&Baker era diventato un punto di riferimento tanto per la spesa – a cominciare dal pane – quanto per la cucina, ma pure esempio di innovazione e costante work in progress come hanno testimoniato anche il lancio dell’Ape Romeo, tra i primi food truck romani, presto doppiato da una seconda vettura e dal camioncino dei gelati Frigo, e l’apertura dei banchi di Romeo, Frigo e Cups (con zuppe, insalate e piatti caldi take-away) al Mercato Testaccio. Ora, dopo qualche mese di chiusura e soprattutto dopo una lunga e laboriosa ristrutturazione dei nuovi spazi sempre in zona Testaccio, in piazza dell’Emporio, apre i battenti il nuovo format ristorativo firmato Cristina Bowerman e Fabio Spada – affiancati da soci e partner di tutto rispetto – ribattezzato Romeo all’Emporio.

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Fatalità o scaramanzia, è nuovamente un’ex concessionaria automobilistica a ospitare il locale che in parte replica la collaudata forma originaria ma si sdoppia – anzi triplica – per accogliere anche pizza e gelato artigianale. Oltre 2.000 mq di superficie, tra ampi spazi e grotte che si snodano nel cuore del Colle Aventino, suddivisi in tre ambienti separati ognuno con un suo stile e design (firmati dall’architetto Andrea Lupacchini, già autore di Glass e Romeo a Prati, con il suo inconfondibile stile immaginifico e post-industriale) e con un ingresso separato affacciato su di uno spazio privato della piazza. Tanto per ribadire che non solo Romeo non è sparito dall’orizzonte gastronomico romano, ma anzi rilancia. E lo fa alla grande.

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Con l’obiettivo, spiegano gli artefici, di “proporre qualcosa d’inedito e trasversale, che faccia dialogare, con naturalezza, cucina pop e ristorazione d’eccellenza. Cercando al contempo di preservare – grazie anche alle soluzioni individuate dall’architetto del progetto, – gli elementi della convivialità, dell’accoglienza e del calore, indispensabili al successo di ogni realtà ristorativa, anche di grandi dimensioni”.

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Monumentale e complesso, con una sorta di struttura a matrioska in cui gli ambienti che si susseguono e una serie di pannelli e porte “mimetizzate” svelano salette private, sala congressi e scuola di cucina, lo spazio centrale è dedicato a Romeo. Ne replica il concept aggiungendo non solo metri quadri ma anche proposte che affiancano, appunto, l’anima pop a quella gourmet: all’ingresso il banco della gastronomia, tanti scaffali, qualche tavolo e il grande bancone bar: ben 24 metri in forma di rettangolo intorno ai quali sedersi per prendere caffè, cappuccini, calici di vino o birra e i cocktail del bartender Riccardo Gambino da accompagnare a scelta con le proposte del banco gastronomia o con i Bocconi a tavola, sorta di tapas gourmet come le Ostriche alla griglia con vinaigrette al sake o l’Insalata di nervetti, orecchie, mele e sedano.

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Proseguendo, ci si inoltra nella parte dedicata ai tavoli del ristorante vero e proprio e alla scuola di cucina, con alcune postazioni e lo spazio per un tavolo imperiale che può ospitare anche piccoli eventi con un personal chef dedicato.
I Piatti

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Il menu replica la formula collaudata di Romeo, con grandi classici romani come la Carbonara, i signature dish della chef – dalle Linguine Pastificio Dei Campi, pomodorini semisecchi, ricci di mare e caffè all’Hamburger Giulietta nella nuova versione con gorgonzola e sriracha, cipolla alla brace e guanciale croccante per finire con il famoso tiramisù in sfera – e proposte originali che cambieranno a seconda della stagione.

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Tra le novità, la suddivisione del menu non più in base alle portate ma agli ingredienti – Vegetali, Carne, Pesce – e il degustazione Tutto con le mani (4 portate a 50 euro) che comprende anche i Tortelli di carne al tovagliolo e fonduta di parmigiano. Ridotta e più semplice – ma non meno allettante – la proposta per il pranzo, in cui tornano i buonissimi panini gourmet della Bowerman e si aggiunge anche il gelato di Frigo tra i dessert.

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In uno spazio più lineare e contraddistinto dal bianco e dal legno, comprese le curiose “installazioni aeree” su cui campeggiano le sagome di grossi cactus, a Romeo si affianca Giulietta, l’”anima gemella” dedicata alla pizza. Anzi alle pizze. Due i forni (entrambi a legna) e anche due le tipologie proposte. Da un lato la Napoletana classica nella versione firmata dai fratelli Salvo della celebre pizzeria di San Giorgio a Cremano: impasto soffice e scioglievole, cornicione ben presente e condimenti che spaziano dalla tradizione partenopea più ortodossa – dalla Marinara alla Cosacca – alle proposte più originali che rispecchiano la ricerca dei pizzaioli vesuviani: dagli omaggi al territorio campano e ai suoi prodotti come nella pizza Papacelle e Conciato Romano alla “contaminazione” tra Nord e Sud come nella pizza con “zola” di capra, alici e noci di Sorrento.

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Dall’altro forno escono invece le pizze “romane” con l’impasto studiato da Marco Lungo e i condimenti pensati insieme alla cucina, dall’amatriciana a quella con broccoli e salsiccia di Sartor: rigorosamente stesa a mano, sottile e dal cornicione croccante ma non biscottata, è probabilmente la migliore espressone della pizza romana oggi presente i città. Anche i fritti parlano dialetti diversi: da un lato crocché, frittatine, zeppole e scagliozze, dall’altro supplì, fiori di zucca con le alici e panzerotti. Ma quale miglior posto della tavola dove far dialogare prodotti e sapori e diversi?

9 frigo

Per quanto riguarda Frigo, invece, – per la cui apertura bisognerà attendere ancora un po’ – l’ambiente resta fedele alle atmosfere colorate, allegre e vagamente retrò dell’Ice Cream Van in stile anni ’50. Tanti i gusti che verranno proposte nelle carapine, da quelli più tradizionali, naturali e semplici, alle ricette più elaborate, stagionali e creative. Da assaggiare nella tradizionale versione su cono e coppetta o anche nelle varianti del gelato a stecco, delle torte gelato e dei bon bon artigianali.

La fotografia di copertina è di Andrea Federici

 

Indirizzo

Romeo Chef & Baker

Piazza dell’Emporio, 28 – 00153 Roma

Tel. +39  06 32110120

www.romeo.roma.it

 

Giulietta

Piazza dell’Emporio, 28 – 00153 Roma

Tel. +39 06 45229022

www.giuliettapizzeria.it

 

Frigo – Gelato artigianale

Via Marmorata, 30 – 00153  Roma

Tel. +39 06 45229045

www.frigogelato.it

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