Il dopo terremoto di Andrea Giuseppucci: da febbraio arriva nelle cucine di Eataly

Dopo la chiusura forzata del suo ristorante la Gattabuia a Tolentino, il giovane e talentuoso chef Andrea Giuseppucci arriva nelle cucine di Eataly.

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Il dopo terremoto di Andrea Giuseppucci: da febbraio arriva nelle cucine di Eataly

Come è noto, il terremoto del 2016 ha provocato seri danni a molte attività con notevoli ripercussioni sull’economia marchigiana. C’è da dire però che la macchina della solidarietà sta funzionando a pieno regime, non solo per portare aiuto in situ alle persone colpite, ma fornendo anche nuove opportunità professionali a chi ha subito danni materiali e ha dovuto interrompere il proprio lavoro. Come nel caso del ristorante Il Tiglio di Enrico Mazzaroni, anche la Gattabuia di Andrea Giuseppucci, a Tolentino, ha dovuto chiudere dopo la tremenda scossa di ottobre.

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“La scossa di quella domenica è stata devastante sulla cantina, il magazzino e la parte esterna dell’edificio” racconta Andrea. “All’inizio eravamo angosciati. Avevamo iniziato un progetto che stava crescendo e consolidandosi. Ma Tolentino ormai è morta. Che dire, cerco di volgere questa situazione in positivo, credo che tutto serva per crescere e sono fiducioso che quanto è successo ci porterà a migliorarci. Ora è il momento di risollevarsi”.

Così, tra qualche cena ospite di colleghi cuochi, il proposito di partecipare di nuovo a Chef Emergente, poche settimane fa è arrivata una bella opportunità grazie a Lido Vannucchi che ha contattato l’amico Andrea Gori, collettore di privilegio di Eataly, offrendo al giovane Giuseppucci la possibilità di lavorare in maniera itinerante nelle cucine di Eataly.

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“Quando ho ricevuto la telefonata non ci ho pensato su due volte, è un’occasione importante per lavorare e per sondare nuovi territori fuori dalle Marche. Porto con me alcuni dei miei ragazzi, altri li ho incoraggiati a tentare nuove strade per inseguire una crescita personale”.

Andrea sarà dunque nei ristoranti di Eataly a Firenze nel mese di febbraio, a Torino a marzo e a Milano ad aprile.

“Mi prendo un anno sabbatico per il mio ristorante, quest’esperienza importante mi aiuterà a confrontarmi con una cucina più tradizionale, ma in futuro vorrei comunque riprendere a fare la mia cucina, che considero un discorso momentaneamente interrotto. Sono molto aperto a valutare offerte di chi volesse propormi un progetto ristorativo serio. Ora è il momento di risollevarsi e cogliere nuove opportunità, per potermi esprimere in maniera ponderata, senza fretta. In fondo ho solo 24 anni!”

Tutte le fotografie sono di Lido Vannucchi

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