Andrea Parternoster, il pastore delle api

Il miele è la parola di Cristo, l’oro colato del suo amore (Federico Garcia Lorca)

0
32
La Notizia

Andrea Parternoster, il pastore delle api

Viaggiando tra le storie del gusto è un percorso di video-racconti che Volvo Auto Italia ha voluto dedicare a persone che dell’eccellenza nel gusto fanno una professione incomparabile, accompagnandole in una loro giornata. Donne e uomini in cui passione e mestiere coincidono, dando vita a piccoli tesori gastronomici da scoprire esplorando il nostro Paese. Il viaggio parte dal Trentino.

                                 

Incontrare Andrea Paternoster è un’esperienza coinvolgente. Timido, quasi schivo in apparenza, come quando osserva attento e silenzioso la nuova Volvo XC90 prima di salire a bordo e provarla, rivela pian piano un magnetismo irresistibile.

1

1-1

Accade quando parla del rapporto con la sua professione, che si può dire sia anche linfa vitale. Sentirlo, ma soprattutto vederlo raccontare il ciclo di vita che dall’impollinazione dei fiori di ogni genere, al costante movimento delle api, al miele, è davvero rivelatore. Ci spiega come l’ape sia un animale libero, puro, sacro in tutte le religioni per la sua laboriosità, la sua vita comunitaria e la sua verginità, perché è soltanto l’ape regina a riprodursi.

2

Non si appoggia mai a terra: o è nell’arnia o all’abbeverata o su un fiore, oppure ancora in volo. Per produrre un chilogrammo di miele devono essere visitati circa sei milioni di fiori, un volo pari a circa due volte il giro della Terra a bottinare, questo è il termine esatto. È qui che si intuisce quanto immensamente importante sia capire il significato di un viaggio di straordinaria portata, di quale sia il valore di un miele.

3

Andrea ha stilato un “manifesto dei mieli futuristi”, dal quale leggiamo: “ape fa rima con vita. Segnala senza equivoco la salute di un ambiente, feconda i fiori della maggior parte delle specie angiosperme, garantendone la biodiversità. Le api sono per loro natura il collegamento tra mondo umano e quello degli insetti, spesso sono l’unica voce ascoltata.”

4

4-1

Nei primi anni novanta Paternoster crea Mieli Thun e ben presto decide di uscire dalla sua terra, il Trentino, per portare le api a bottinare nei luoghi più ricchi di fiori e più incontaminati d’Italia. Si adopera per accrescere le qualità dei mieli attraverso la ricerca di siti di raccolta sempre più isolati e puri, in grado di offrire mieli mono-origine prima di allora sconosciuti. Nel corso degli anni sviluppa collaborazioni con università e scuole di cucina, convinto dell’importanza della didattica e di un autentico proselitismo del miele, prodotto paradossalmente tanto noto quanto poco conosciuto nelle sue sfumature più significative.

5

5-1

Vale la pena assistere a una degustazione guidata dei suoi mieli, contraddistinti da variazioni olfattive e gustative uniche, oltre a una cristallizzazione che dona un’elegantissima cremosità e un’estrema piacevolezza al palato. Così, dalle note eteree di fiori primaverili e vaniglia bourbon del miele d’acacia, dolce e setoso con i suoi sentori di mandorla dolce al palato, si potrà passare a quelle più intense di crisantemo e margherita gialla, humus, torba e corteccia del miele di cardo, la nota gustativa opulenta e insieme fresca e vegetale. Fino ad arrivare alla persistenza della melata di bosco che al naso ci porta al vin santo, composta d’albicocca, fico maturo, spezie e un finale di liquirizia, mentre in bocca ha toni marcati di carruba, rabarbaro e confettura di pomodori verdi.

6

6-1

Un universo di sensazioni talmente intense e affascinanti che poche parole non potranno mai raccontare del tutto: soltanto con l’esperienza d’assaggio, forse, ci si arriva vicino.

Commenta

Please enter your comment!
Please enter your name here