Veneto, ristoratori in crisi: “Nessuno vuole lavorare nel weekend”

A Pagnano D’Asolo, in Veneto, un ristorante aperto durante la pandemia ha reso nota la necessità di chiudere per mancanza di personale, poco propenso a lavorare nel fine settimana.

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La notizia

Il ristorante I Torretti di Pagnano D’Asolo chiude per mancanza di personale. I titolari, che avevano rilevato l’attività nel 2020, quando la pandemia era appena iniziata, sono stati costretti a tirare giù la saracinesca definitivamente. Oltre all’aumento dei costi dovuto al caro bolletta, la cessazione dell’attività dipende soprattutto dall’estrema difficoltà di reperire staff di sala e di cucina per lavorare, in modo specifico, nel weekend. La realtà fa male ai due titolari, Piergiorgio Zanni e Sandra Boscarini, che avevano scelto di lanciarsi in questo progetto per pura passione, dato che nessuno dei due era si era mai addentrato nel mondo della ristorazione come responsabile di sala o cucina prima d’ora.

I Torretti

Dall’inaugurazione abbiamo aperto e poi chiuso, aperto e poi chiuso: avevamo trovato un minimo di compagine con cuoco e aiuto cuoco, ma in breve hanno deciso di aprire un ristorante tutto loro. Erano pagati bene, con contratti che prevedevano un aumento, ma non c’è stato niente da fare: evidentemente la voglia di aprire un ristorante loro era più grande. Abbiamo cercato di trovare una soluzione, ma non volevamo scendere di livello con la qualità. Abbiamo scelto di mantenerla alta e non accontentarci delle proposte, a nostro avviso inaccettabili, così abbiamo preferito sospendere il servizio. Sì, abbiamo fatto dei colloqui: molti ragazzi erano privi dell’esperienza necessaria, eppure chiedevano onorari piuttosto cospicui. Altri non hanno voluto avventurarsi in un’esperienza che li porterebbe a lavorare il sabato e la domenica, condizione necessaria per la ristorazione. Piuttosto iniziano lavoro alle 4 di mattina, in pasticceria magari.

Io vedo proprio che è cambiato completamente il modo di porsi durante il colloquio: arrivano senza complimenti e chiedono “quanto prendo?” e “giorni liberi?”. Completamente diverso è invece per giovani stranieri: eccellono i cinesi e le persone che vengono da altri continenti: hanno una motivazione chiaramente molto più forte. Alla televisione vediamo quanto sia seguito Masterchef e quei programmi che incoraggiano questa professione, ma la vita vera non è così: senza un cuoco che lavora duro, il sabato e la domenica compresi, un ristorante non può funzionare”Queste sono le parole del titolare de I Torretti, in cui si percepisce la grande pena per aver dovuto, nonostante l’impegno, rinunciare al suo ristorante. Dall’altro lato, i suoi sfoghi si scontrano con quelli dei lavoratori del settore che lamentavano, in maniera generale, di non essere più disposti a sostenere turni lunghi e a dover rinunciare indistintamente ai fine settimana liberi perché la loro salute psico- fisica era a rischio. Due facce di una medaglia di un problema davvero importante, che non va sottovalutato, ma per cui è obbligatorio ascoltare tutte le voci e le richieste di aiuto.

Fonte: qdpnews.it

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