Louis Makepeace: “Sono affetto da nanismo, ma nessuno può impedirmi di fare lo chef”

Da tempo è in atto un impegno crescente per l'inclusione delle persone diversamente abili nella ristorazione, ma le difficoltà non mancano: BBC dà voce a chi, come il giovane Louis Makepeace, vuole raccontarsi al pubblico per lanciare messaggi positivi.

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Crediti Ricky Darko per BBC
La notizia

Dopo che cooking show come Masterchef nelle sue versioni internazionali hanno aperto le porte all’inclusività, l’esempio è stato seguito anche da altri programmi tv. Entrare a far parte del mondo dell’ospitalità e della ristorazione come operatore del settore è estremamente arduo per chi vive una condizione fisica o mentale differente dagli altri.

Secondo un sondaggio realizzato su un campione di 250 persone nel Regno Unito, ben il 71% di esse ritiene che ci si dovrebbe impegnare di più per attirare l’attenzione sulla carenza di accessibilità al settore da parte di chi è diversamente abile. Il format Hungry For It, che va in onda sul canale della BBC, ha visto tra i concorrenti diverse persone affette da disabilità che hanno dichiarato di aver potuto partecipare al programma di cucina senza alcuna difficoltà e limitazione. “Ho vissuto un’esperienza brillante” racconta Louis Makepeace, un ragazzo di Worcester che ha partecipato al talent di cucina. Louis è affetto da ancondroplasia, una comune forma di nanismo che ha sempre attirato contro di lui discriminazioni e negatività, soprattutto relativamente alle attività professionali.

Crediti Ricky Darko per BBC

 

Dopo essere stato rifiutato da un corso di catering per problemi inerenti alla tutela della propria sicurezza, Louis ha potuto trovare la sua dimensione in un ambiente che ha eliminato le barriere fisiche rendendolo pari agli altri concorrenti. “Tutti in Hungry For It si sono adattati molto bene e mi hanno trattato come un concorrente, come tutti gli altri.”

Anche William, affetto da una paralisi cerebrale che lo costringe su una sedia a rotelle ha acquisito sicurezza e autonomia grazie alla partecipazione a Hungry For It. Ci sono postazioni create su misura per lui che gli hanno consentito di lavorare e di raggiungere risultati davvero gratificanti.

Lo stesso vale per Jeremiah Josey, un giovane autistico con uno spassionato amore per la cucina ereditato dalla nonna. Ho una grande passione per i dolci. E mi piacciono davvero le tecniche e imparo tutto ciò che posso. Ma onestamente sento che ci sono persone in questo mondo che non capiscono del tutto la mia condizione e come certe cose funzionino in modo leggermente diverso per me”. Jeremiah conclude la sua testimonianza con un consiglio per chi come lui soffre di patologie o disabilità: “Non lasciare che l’autismo o qualsiasi disabilità ti impedisca di perseguire i tuoi sogni o realizzare qualsiasi cosa tu abbia deciso”.

Mentre questi ragazzi sognano di diventare chef noti e talentuosi, la speranza è che nei settori ristorazione e ospitalità si lavori e ci si impegni in modo che la realtà di Louis, Will e Jeremiah possa diventare presto anche quella di tante altre persone come loro. Qual è l’obiettivo? Che la diversità possa essere interpretata sempre più come valore e sempre meno come ostacolo.

Fonte: BBC

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