Dove mangiare a Capri: 6 ristoranti per un’esperienza gourmet imperdibile

Per un soggiorno di gusto a Capri, ecco 6 tappe imperdibili in cui assaporare il meglio delle specialità locali e -perché no- concedersi una vera e propria vacanza nell’incanto della Costiera Amalfitana.

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Capri: 6 ristoranti gourmet da scoprire

Ci sarà un motivo se il divino Augusto la scelse come buen retiro e Tiberio vi si fece costruire addirittura dodici ville in altrettanti punti panoramici. Capri è da sempre un’isola che suggerisce la pace dell’anima, un piccolo paradiso mediterraneo immerso nel blu. Un eden ritrovato, è il caso di dire, considerando che ora, come ai tempi pre-pandemia, l’isola è tornata ad essere meta di un turismo sia nazionale che internazionale.

Già durante le ultime festività pasquali si è registrato il pienone nelle strutture ricettive, tutte in overbooking. Quasi una prova generale per l’estate che avanza, per la quale son già fioccate le prenotazioni. Due le icone simbolo di questo “scoglio” che fu colonia greca prima ancora che arrivassero i Romani: i Faraglioni, due speroni di roccia incastonati dinanzi alle sue coste, e la Grotta Azzurra, della quale nessun pittore è mai riuscito a cogliere appieno le straordinarie nuances. La luce del sole filtra nella cavità naturale creando sfumature incredibili, tra le tante che l’isola offre nel suo inghirlandarsi tra mare e cielo, in una tavolozza cromatica che contempla tutta la gamma possibile degli azzurri.

La Quisisana

Il Quisisana

Forse la sintesi dell’anima più vera di Capri è nel suo esclusivo albergo “Quisisana”. Il nome suggerisce subito la formula di una salute binaria, che cerca il benessere del corpo e dello spirito, che nasce dalla bellezza e dalla bontà, del clima e del paesaggio. La struttura ricettiva nacque nella seconda metà dell’Ottocento come casa di cura esclusiva, dove rimettersi in salute standosene a riposo in uno dei posti più belli del mondo. Con questo spirito, per iniziativa del medico inglese George Sidney Smith Clark -che si era innamorato tanto dell’isola quanto di una bella fanciulla caprese, Anna Lembo- sorse Villa Quisisana, che nel 1861 si trasformerà in un rinomato Grand Hotel, oggi guidato dalla famiglia Morgano.

Anche il buon cibo contribuisce a curare l’anima. A pranzo, sulla terrazza che guarda verso l’orizzonte azzurro e i Faraglioni simbolo dell’isola, o a cena a bordo piscina, al Quisisana si possono gustare le ricette dell’executive chef Stefano Mazzone, che riassume tutta la sua filosofia nella preparazione di piatti classici in versione moderna. Una cucina, quindi, che parte dalle eccellenze del territorio e dalle tradizioni mediterranee per “contaminarle” con originali innovazioni.

Un esempio? Le alici in tortiera, con pan grattato e peperoni verdi dolci. Un piatto povero ma ricco di gusto, semplice ma preparato ad arte, che strizza l’occhio al sapore e alle virtù del pesce azzurro, elemento base della dieta mediterranea, indicata come salutare dai nutrizionisti di tutto il mondo. Mangiare al Quisisana significa provare a respirare l’eco della sua fama, ripercorrendo l’albo degli ospiti illustri che vi hanno soggiornato: da Oscar Wilde ad Ernest Hemingway, da Rita Hayworth a Ingrid Bergman, da Kirk Douglas, poi celebri artisti, premi Nobel e affascinanti personaggi di tutto il mondo. Ma non si tratta di un amarcord, poiché la lista degli ospiti illustri si aggiorna di continuo. Recentemente a farsi immortalare con un cocktail del Quisisana è stato Elton John, il baronetto è un ospite affezionato della dimora caprese.

 

Il Capri Palace Jumeirah

Spostandosi sul punto più alto dell’isola si arriva ad Anacapri, dove domina il panorama il Capri Palace Jumeirah, un hotel cinque stelle lusso immerso tra il verde dei giardini e la prospettiva dell’orizzonte marino.
Gli interni sono impreziositi da opere d’arte contemporanea: l’Elmo dello scultore Mimmo Paladino, un dipinto di Giorgio De Chirico, il maggior esponente della pittura metafisica e una gigantesca scultura di Arnaldo Pomodoro. Celebre per le grandi sfere di bronzo realizzate in tutto il mondo, Pomodoro ha realizzato tra le mura del prestigioso palazzo caprese un’opera di quaranta metri in vetroresina, ispirata a un osso di seppia, scheletro dei fondali marini e centro simbolico della poesia del Premio Nobel Eugenio Montale.

Bianco e azzurro dominano gli ambienti, perché la vista del mare è ovunque, dalle camere, dai terrazzi, dalle piscine. Due sono i ristoranti interni, che si avvalgono dell’esperienza dell’executive chef Andrea Migliaccio. Il primo è “L’Olivo”, premiato con due stelle Michelin. Il menù degustazione (dalle 5 alle 7 portate) apre con la Triglia marinata a base di acciughe, agretti, cardamomo e pompelmo per proporre un vero e proprio viaggio sensoriale da completare con i migliori vini della cantina. Tra gli antipasti da non perdere la Battuta di manzo con uovo di quaglia, alghe e asparagi bianchi così come il Coniglio in porchetta con le verdure di stagione, olive taggiasche e borragine. I formaggi italiani al carrello e dessert completano questa che è una policroma esperienza di gusto e di vista.

Crediti Alberto Blasetti

L’ambiente è suggestivo: ci si siede a tavola in una suggestiva cantina nella quale lo chef Migliaccio propone uno speciale menu degustazione che attraversa i piatti più iconici del suo decennale percorso a l’Olivo. Per avvicinarci al mare, sia per la posizione che per le specialità gastronomiche, c’è il ristorante Il Riccio”. Unica la sua posizione, a pochi metri dalla mitica Grotta Azzurra, le cui nuances sembrano riflettersi nei bicchieri. Il piatto più gettonato sono gli Spaghettoni con i ricci di mare, il cui sapore al palato dà l’impressione di gustarli direttamente nel loro ambiente di scogliera. Il Plateau Royal è un’antologia di sapori dei flutti marini, con diverse varietà di ostriche (San Dalia, e “Princess de Setubal), ricci, vongole, scampi, salmone, tonno, ricciola, seppie e gamberi. Il più esperto dei pescatori non saprebbe offrire di meglio dalle sue reti.

Da Paolino

Atmosfere “garden”, invece, al ristorante “Da Paolino”, in via Palazzo a Mare, dove si può cenare in un ambiente romantico, sotto un grande pergolato di limoni. Semplici e gustosi gli “Spaghetti Paolino”: acciughe al sale, capperi, pomodori e una spruzzata di Parmigiano. Tra i primi di pesce, accanto ai classici tubettoni con cozze e spaghetti alle vongole, vanno assaggiati i piatti di pasta fresca: dai ravioli capresi ai tagliolini al limone.

Il mare nel piatto – Da Luigi ai Faraglioni

Un’esperienza da fare a Capri è quella di gustare i pasti nei ristoranti dei lidi. Il lido “Da Luigi ai Faraglioni” accoglie “nel mito” come recita lo slogan, perché si è davvero a pochi metri dai Faraglioni e si sentono le onde infrangersi su di essi.

Un tuffo nel blu e poi a tavola, per assaporare il mare nel piatto, con le specialità della cucina marinara caprese: insalate di frutti mare, linguine all’astice, risotto alla pescatora, paccheri con la ricciola o “pezzogna” pescata nelle acque di Capri. Altrove si mangia, ma l’insalata “Caprese” è nata sull’isola. Un tricolore che porta la bandiera italiana sui vassoi di ceramica: mozzarella, pomodoro e basilico.

“Anema e Core”

C’è ancora un altro binomio che Capri coniuga nel suo stile inconfondibile: musica e buon bere. Il posto migliore dove gustare entrambi è la mitica “Taverna Anema e Core”. L’ha creata il celebre chansonnier napoletano Guido Lembo, scomparso di recente. Suo figlio Gianluigi continua a darne lustro, aprendo ai giovani.

Uno spazio dove ci si diverte ed è facile incontrare personaggi famosi pronti a salire sul palco per cantare a più voci una canzone classica napoletana, da Leonardo Di Caprio a Chiara Ferragni e Fedez. Un must della vita notturna caprese, lo show comincia alle 23.00 e prosegue fino alle prime luci del mattino.

 

La novità dell’estate – Hotel La Palma

La novità dell’estate 2022: lo chef con due stelle Michelin, Gennaro Esposito, ha preso la guida del ristorante del nuovo “Hotel La Palma”, una struttura di lusso ospitata in un antico edificio dell’Ottocento, ora del gruppo Oetker Collection.

Una scelta mediterranea nello stile e nel gusto. Con chef Esposito, alla guida del suo ristorante stellato Torre del Saracino, la cucina italiana diventa il pilastro di un’esperienza sensoriale fatta di autenticità e riscoperta continua.

Gli ambienti strizzano l’occhio a quel romanticismo tipico della Campania intrisa di sole e sale. Dopo una rilassante giornata al mare con l’immancabile passeggiata in piazzetta (distante circa 100 metri dall’Hotel), la terrazza panoramica è il luogo ideale per trascorrere l’ultimo scorcio di giornata prima di lasciarsi andare alle tentazioni della cucina.
Se Tiberio lasciò Roma per governare l’impero da Capri, varrà sicuramente la pena di sbarcare sull’isola blu e lasciare a casa, per qualche ora o per qualche giorno, tutte le preoccupazioni.