Dabiz Muñoz: “Oggi uno chef può vivere felice senza morire di lavoro”

L’attuale miglior chef del mondo, Dabiz Muñoz, si è rivolto di recente ai suoi giovani colleghi per spronarli e incoraggiarli a non mollare: “Rialzarsi sempre: soltanto così puoi diventare un grande chef, senza morire lavorando”.

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La notizia

“Cadi e rialzati, cadi e rialzati. E impara dagli errori”. Così Dabiz Muñoz, davanti al pubblico del Madrid Fusión Alimentos de España 2022, ha risposto alla fatidica domanda: “Come è stato il tuo percorso e cosa consiglieresti ai giovani chef?”.

Crediti GTRES

D’altronde, l’attuale miglior chef del mondo è anche un grande punto di riferimento per i ragazzi d’oggi (e non solo). Pertanto, non è banale sentir spiegare direttamente da lui cos’è l‘alta cucina, come gestisce il successo o cosa va o non va nel mondo culinario oggi. In una serie di interventi, lo chef ha raccontato come gestisce la critica e la fama, come vede il futuro, quali sono i suoi sogni da realizzare e quali i suoi cibi preferiti (“Coniglio e carote, il primo piatto che ho preparato a DiverXO, e l’insalata capovolta con pesce alla griglia, un bel salto creativo che risale a 2 anni fa”).

«Dedicarsi al mondo della cucina apre a tanti discorsi e tanti percorsi», ha esordito lo chef madrileno. «E’ questione di talento, non c’è dubbio, ma anche di lavorare molto, molto duramente. Quando ho iniziato 25 anni fa era tutto diverso. La prima cosa che ci hanno detto è che se volevi fare il cuoco, avresti dovuto dimenticare la tua vita personale e non pensare mai di avere una famiglia. Tutto ciò è cambiato: oggi puoi sviluppare la professione in modo brillante ed essere felice senza morire lavorando».

Crediti Mediaset

Munoz ha poi assicurato che, pur essendo un top chef, conosce l’importanza di «non diventare ossessionati dal lavoro e di saper separare la vita personale da quella professionale. Poi, nonostante detenga un riconoscimento così alto, il mio più grande successo deve ancora arrivare». E conclude: «Penso di non aver mai fallito. Ci sono state cadute più dolorose, ma io sono quello che sono perché ho avuto la capacità di rialzarmi velocemente ogni qualvolta è successo qualcosa».

Fonte: 20minutos.es

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Foto: Crediti DiverXO