Il Noma sbarca in America: nasce un pop-up a Brooklyn

Appena 5 giorni per assaggiare la cucina più premiata del mondo: è l’opportunità che i gourmet statunitensi potranno cogliere nel prossimo maggio. Sarà un Noma in trasferta con ingredienti locali, dentro un ambiente ricostruito in stile nordico a Brooklyn.

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La notizia

Non sono una novità, per il Noma di Renè Redzepi, i ristoranti pop-up, in passato già aperti in giro per il mondo, dal Messico all’Australia, anche a scopo esplorativo. Mancava New York, tuttavia, ed ecco che la notizia è arrivata: gli appassionati della Grande Mela avranno occasione di provare la cucina del primo ristorante al mondo (secondo i 50 Best) senza dover salire su un aereo intercontinentale. Conviene loro affrettarsi, in ogni caso, se è vero che il locale sarà più temporary che mai, attivo appena dal 16 al 20 maggio, e i posti in vendita non supereranno le cinquanta unità.

Rendering- crediti American Express

Da quanto si apprende, l’iniziativa sarà riservata ai detentori della carta American Express registrati presso il suo programma di Global Dining Access e la prenotazione potrà avvenire unicamente sulla piattaforma Resy a partire dal 27 aprile a mezzogiorno. La cornice dovrebbe essere un’officina dismessa nel quartiere Dumbo di Brooklyn, al civico 26 di Bridge Street, rimaneggiato in modo da riprodurre le atmosfere originarie della casa madre a Copenhagen, con abbondanza di verde e arredi minimal nello stile del design scandinavo.

Crediti City Foodsters

In tavola un menu degustazione composto di piatti signature dello chef, imperniato sui suoi tipici feticci, dalla selvaggina alle erbe spontanee, che però fedelmente alla filosofia locavore verranno procacciati in loco, in partnership con Regalis Foods e battendo i mercati cittadini. Ma non dovrebbero mancare neppure le tipiche frittelle danesi, chiamate aebleskiver, Il tutto per una cifra tutt’altro che modesta: occorreranno 700 dollari a testa per una cena, compreso il pairing del sommelier del 3 stelle Mads Kleppe, composto perlopiù di vini naturali e forse di una kombucha prodotta in loco.

Origano messicano con ostrica, prezzemolo e foglia di ostrica del nostro giardino

Noma è impaziente di viaggiare a New York, per condividere cucina e professionalità con un pubblico gourmet fra i più appassionati del mondo. È estremamente raro che decidiamo di portare in viaggio la cucina del Noma per una collaborazione”, ha commentato Redzepi, la cui presenza è assicurata in ciascuna delle cinque serate, della durata di tre ore più aperitivo.

Fonte: Food & Wine

Foto di copertina (ambienti): crediti @nomacph