Lo chef che vuole portare la stella Michelin in Africa con la sua cucina fusion: Dieuveil Malonga

Il giovane chef congolese Dieuveil Malonga è riuscito a trovare un punto d’incontro tra la cultura africana e quella europea. Chissà che il suo non diventi il primo ristorante stellato del continente!

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La notizia

Il moderno protagonista dell’odierna scena ristorativa africana si chiama Dieuveil Malonga e ha scelto Kigali, la capitale del Ruanda, per scrivere una nuova storia della gastronomia che abbia radici nel suo Continente natale, per definizione, “senza freddo“. Il prodigioso talento ha costruito la propria carriera in Europa prima di fare ritorno in Africa e proporre una cucina afro-fusion, con la prospettiva di chi è stato fuori unita alla consapevolezza delle origini.

Crediti Hugues Lawson Body

Il giovane chef è nato vicino a Brazzaville, nella Repubblica del Congo, dove ha trascorso “un’infanzia molto felice all’interno di una comunità unita”, come lui stesso riporta. All’età di 13 anni approda in Germania e comincia una nuova vita aiutato dalla cucina e dalla musica, strumenti che gli hanno permesso di esprimere la sua personalità. Grazie alla sviluppata sensibilità, Dieuveil riesce a trovare un punto d’incontro tra la cultura africana e quella europea, un esercizio di stile che lo ha aiutato ad accedere alla migliore scuola di cucina a Münster e vincere numerosi concorsi.

Crediti eastafricachef.com

Nel corso della sua carriera ha lavorato in prestigiosi ristoranti stellati della Germania, da Schote (*) al Life (***), e poi all’Aqua (***). La sua insaziabile formazione è continuata a Marsiglia, in Francia, dove ha preso parte al lancio del ristorante fine dining dell’Hotel Intercontinental. Le luci della ribalta sono arrivate con la partecipazione al programma televisivo Top Chef nel 2014, un’occasione che lo ha condotto a Parigi, città cosmopolita nella quale ha compreso che la gastronomia non è solo ancorata a tradizioni codificate, ma si confronta puntualmente con la nuova corrente di giovani che si reinventano ogni giorno.

Foto dal sito ufficiale di Dieuveil Malonga

Alla fine di questo Grand Tour, ha lasciato l’Europa per viaggiare in tutta l’Africa, visitando ben 38 paesi (su 54), dai quali ha attinto tecniche, come affumicature e fermentazioni, arricchendo altresì il proprio bagaglio culinario con spezie e condimenti tradizionali. Nel 2020 ha inaugurato il ristorante ‘Meza Malonga’, con l’ambizione di proporre una cucina nella quale far convergere le esperienze europee in Germania e Francia con la storia millenaria del cibo africano più autentico che sostiene i cuochi del posto.

Foto dal sito ufficiale di Dieuveil Malonga

Sedersi a questa tavola significa intraprendere un viaggio senza confini in tutta l’Africa (e oltre), una storia che racconta persone e territori dietro il singolo ingrediente: dai peperoncini della Costa d’Avorio alle noci del Camerun, e altri ingredienti come i bruchi mbinzo del Congo che occupano un’intera parete del suo ristorante; dalla brasatura sotterranea delle foglie aromatiche alle tecniche molecolari, dallo yam (tubero locale) al rosmarino al pepe giamaicano. In Africa la Michelin (ancora) non esiste: chissà se gli ispettori si accorgeranno di Dieuveil e della sua eroica impresa d’haute cuisine resiliente nel primo ristorante specializzato in cucina africana.

Foto dal sito ufficiale di Dieuveil Malonga

Fonte: euronews.com

Foto di copertina: sito ufficiale Dieuveil Malonga