Basta con le ricette francesi: la cucina Sioux di Sean Sherman riscopre i piatti dimenticati degli indiani d’America

Sean Sherman si tuffa nel passato, incontra i suoi antenati e dona vita e gusto alle ricette dei nativi americani. Un esempio, un modello da seguire per recuperare le tradizioni gastronomiche perdute.

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La storia

Sean Sherman è uno chef con una missione: recuperare la cucina e l’eredità gastronomica dei suoi antenati Lakota e, nel mentre, riscoprire quel frammento di storia perduta sui metodi alimentari indigeni americani, consentendo alle nuove generazioni di vivere la propria identità culturale attraverso il cibo.

Crediti Heidi Ehalt
Crediti University of Minnesota Press

Mentre lavorava come chef in Messico, Sherman ha avuto il suo “momento Eureka” quando si è reso conto di non conoscere neppure un ristorante di nativi americani. Non solo, ma poteva solo elencare forse una manciata di ricette Lakota che aveva imparato dai suoi nonni, mentre ne conosceva centinaia della tradizione classica francese che sapeva cucinare con abilità.

Crediti The Blade- Amy E. Voigt

Questa consapevolezza ha avviato Sherman in un percorso che lo ha riportato indietro nel tempo per incontrare i suoi antenati, lungo i sentieri della foresta e attraverso la tradizione orale della sua gente, per riscoprire i sofisticati ingredienti e tecniche degli abitanti originari del Nord America, che erano stati persi sotto il colonialismo e il conseguente genocidio.

Crediti Richard Tsong

Oggi Sean è il fondatore di The Sioux Chef, un gruppo di etnobotanici indigeni americani, conservazionisti del cibo, avventurieri e raccoglitori, impegnati a rivitalizzare la cucina dei nativi americani. Dopo anni di lavoro sul campo e ricerca su una base di conoscenze perdute, Sherman e sua moglie Dana Thompson hanno aperto il loro primo ristorante, Owamni, a Minneapolis, Minnesota.

Foto tratta da The Sioux Chef’s Indigenous Kitchen by Sean Sherman and Beth Dooley , University of Minnesota Press, 2017-di Nancy Bundt

Servendo una cucina ispirata ai nativi americani, Sherman spera che la sua opera diventi un modello per consentire ad altre comunità indigene di recuperare le loro storie alimentari perdute, non solo negli Stati Uniti ma anche in tutto il mondo.

Fonte: finedininglovers.com

Foto di Copertina

Piatto: Crediti Mette Nielsen

Chef: Crediti Heidi Ehalt