Trasformare la società attraverso la gastronomia: Basque Culinary Center e il cambiamento per un mondo migliore

I migliori chef internazionali e le principali figure gastronomiche condividono la loro visione della gastronomia nel mondo post-coronavirus.

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La Notizia

Un incontro che ha riunito alcuni tra i principali chef internazionali, inclusi gli ex vincitori e finalisti del Basque Culinary World Prize (BCWP), riconoscimento annuale creato dal Basque Culinary Centre volto a premiare figure pionieristiche in ambito culinario che hanno portato avanti progetti dal forte impatto “oltre la cucina”, insieme per un emozionante evento virtuale incentrato sul confronto e dialogo legato al futuro della gastronomia in un mondo post-coronavirus. Ma anche un focus più specifico inerente il ruolo del BCWP quale riflettore sugli sforzi di alcuni protagonisti della cucina nell’utilizzare la gastronomia come strumento di cambiamento sociale. 

Dalla teoria al passaggio su un livello diverso, quello dell’agire e della condivisione delle buone pratiche, per dare una nuova forma al futuro del settore. Un futuro che vede chef e professionisti del mondo food impegnati nell’innovazione sociale, nella diversificazione dei talenti, nell’educazione alimentare e nella sostenibilità. Il tutto in un viaggio globale fatto di costruzione e progettualità. 

A moderare l’evento la scrittrice e giornalista gastronomica Sasha Correa e la chef-ricercatrice di BCC Innovation Estefanía Simón-Sasyk. 

A partecipare, e fornire la loro visione sono stati:

Mauro Colagreco (Argentina/Italia): chef italo-argentino tre stelle Michelin, membro della giuria del premio BCWP e vincitore del primo premio World’s 50 Best Restaurants nel 2019 per il suo ristorante francese Mirazur.

Leonor Espinosa (Colombia): vincitrice del Basque Culinary World Prize 2017 e fondatrice della fondazione FUNLEO, il cui ristorante colombiano (Leo Cocina y Cava) è stato classificato tra i 50 migliori ristoranti del mondo nel 2020. 

Matt Jozwiak (USA): uno chef che ha lanciato Rethink Food, organizzazione che raccoglie il cibo in eccesso da ristoranti, negozi di alimentari e cucine aziendali, per preparare pasti nutrienti da donare a coloro che affrontano la povertà alimentare.

Josh Niland (Australia): chef australiano e pioniere del movimento No Waste.

Juan Llorca (Spagna): chef spagnolo, youtuber e fondatore di “Por una Escuela bien Nutrida”, impegnato nel cercare di stimolare una conversazione sui pasti scolastici.

Karin Abensur (Perù): fondatrice di Karin Ecofish, un’impresa sociale che forma le donne pescatrici e promuove la pesca sostenibile. 

Dieuveil Malonga (Repubblica Democratica del Congo): ex concorrente di Top Chef e fondatore di Chefs in Africa. 

Nicole Pisani (Malta/Regno Unito): attivista e co-fondatrice di Chefs in Schools, che cerca di garantire pasti nutrienti a tutti i bambini.

 “Questo è un momento per riattivare le cose – ha sottolineato lo chef Mauro ColagrecoDobbiamo ripensare a come stiamo agendo perché tutti noi possiamo generare un impatto, un risultato. E penso che la situazione attuale non ci permetta di aspettare che questo impatto arrivi in maniera errata. Dobbiamo generarlo e dominarlo, sapere quali conseguenze comporterà. È necessario cambiare il mondo in cui produciamo, lavoriamo e consumiamo. Se non controlliamo il cambiamento, esso verrà imposto da qualche altra parte”. 

“È importante viaggiare e conoscere aree diverse, persone differenti, osservando, ricercando e sperimentando – ha spiegato Leonor Espinosasono passaggi che non si possono evitare, risultano indispensabili per riconoscere gli usi etnobotanici dei prodotti, per sapere come usare gli ingredienti. Quando analizzi questi fattori puoi essere un cuoco, ma devi andare oltre. Bisogna impegnarsi per entrare in contatto con quella conoscenza, si tratta di un impegno per dare continuità alla memoria e alla identità di un Paese”.  

“Penso che dobbiamo liberarci di quella vecchia immagine che fino a oggi ha identificato uno chef – continua Matt JozwiakPerché proprio gli chef stanno andando avanti, divengono leader in grado di portare cambiamento”.  

“Il modo più sostenibile per andare avanti è utilizzare le materie prime nella loro interezza, siano esse vegetali o animali. Ad esempio, dobbiamo usare la stessa mentalità di coloro che allevano un animale fino a ucciderlo con lo scopo di nutrire con esso la famiglia – ha evidenziato lo chef Josh Niland -. In qualità di chef, la responsabilità è quella di rendermi conto che devo usare la mia conoscenza, tecnica e formazione per portare emozioni culinarie ai clienti ma anche per educare la prossima generazione di chef”. 

“Durante i miei viaggi ho scoperto molti chef che hanno talento, ma nessuno li conosce e non hanno visibilità – ha spiegato Dieuveil Malonga-. Ho visitato allevamenti che fanno un lavoro straordinario, ma sono sconosciuti. Il problema era la connessione tra professionisti e nuovi chef. Così ho deciso di tornare nel continente e creare la mia piattaforma chiamata “Chefs in Africa”. La nostra ambizione è connettere chef tra Africa, Colombia e Venezuela. Da quando abbiamo iniziato, cinque anni fa, sono stati oltre 1.000 i posti di lavoro attivati per chef africani “. 

 “Sono arrivata a un punto della vita in cui ho sentito il bisogno di cambiare il mio rapporto con il cibo. Questo è accaduto appena sono entrata in una scuola. Ho iniziato a nutrire i bambini invece che cucinare. L’ossessione che abbiamo per il cibo è straordinaria, tanto da trasmetterla ai bambini stessi. Il risultato della pandemia per me è stato vedere molta più umanità, ma anche capire che dobbiamo entrare maggiormente in contatto con il nostro rapporto nei confronti del cibo. Abbiamo bisogno di mangiare più locale invece di importare, ma soprattutto di educare i ragazzi” – ha sostenuto Nicole Pisani.

In conclusione, Joxe Mari Aizega, Direttore del Basque Culinary Center, ha aggiunto che: “Da quando abbiamo iniziato a subire gli effetti della pandemia nel 2020, abbiamo dimostrato che la gastronomia è una forza trasformatrice anche nei contesti più difficili. Per questo motivo, al Basque Culinary World Prize vogliamo insistere nel celebrare il modo in cui i professionisti di questo settore fanno della gastronomia uno strumento per aiutare a risolvere alcune delle nostre più grandi sfide globali. Ecco perché quest’anno l’obiettivo del premio continuerà a essere quello di far luce sul lavoro di chef che riflettono ciò che accade quando usano la loro conoscenza, leadership, spirito imprenditoriale, creatività e forza per dare l’esempio e creare un cambiamento positivo. ”