Ristorante Olio, la novità in provincia di Varese con le macchine d’epoca a pochi metri dai tavoli

Probabilmente tra i più particolari del mondo, dove in un’ampia sala a pochi metri dai tavoli sono posizionate delle prestigiose auto d’epoca come Lamborghini e Porsche, oltre alla cucina indubbiamente interessante dello chef Andrea Marinelli.

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La Notizia

Nonostante le traversie dell’anno pandemico che si sta allungando anche a questo 2021, e le considerazioni sulle difficoltà del settore della ristorazione nel resistere a una così lunga crisi, c’è anche chi, nei mesi più difficili, ha dato vita a nuovi progetti e ad aperture che, pur a singhiozzo, hanno dato il segnale di una vivacità imprenditoriale e lasciano ben sperare per il futuro prossimo.

È il caso del nuovo ristorante Olio, nel basso Varesotto a Origgio, in un’area geografica forse non troppo affascinante e caratterizzata da lunghe strade disseminate di capannoni industriali, ma che da tempo aveva bisogno di novità gastronomiche. Un po’ come tutta l’area brianzola a nord di Milano, per dirla tutta. L’idea e la realizzazione del ristorante, inaugurato la scorsa estate, è opera della famiglia Milini, leader mondiale nella fornitura di tecnologia per stampa digitale su tessuto che, in realtà ha fatto le cose in grande sin dall’inizio realizzando un enorme edificio multifunzione, in grado di ospitare Olio al pianterreno, ma anche uno spazio eventi chiamato The Box al primo piano e un piccolo museo di auto d’epoca (di famiglia) al secondo piano. Ma andiamo per ordine.

Il ristorante può contare su dimensioni importanti, con ampie sale in grado di ospitare ben più di un centinaio di ospiti, e nelle quali, area bistrò e bar compresi, le protagoniste degli ambienti sono alcune delle macchine d’epoca della casa (Lamborghini e Porsche tra queste), strategicamente posizionate a pochi metri dai tavoli. La cucina a vista permette di osservare i movimenti del team di cucina e gli spazi esterni allungano l’esperienza degli ospiti a un piccolo giardino di ulivi per serate open air nella bella stagione.

Olio nasce come ristorante di pesce con orto, ma forse sarebbe più opportuno dire con serra (e anche qui all’interno sono esposte alcune vetture ma di dimensioni più contenute, come le antiche 500 e 600 Fiat), visto che lo spazio occupato dalle colture al coperto supera ampiamente quello del piccolo campo all’aperto. Il cuoco sin dai primi giorni d’apertura è Andrea Marinelli, solido interprete di una cucina dal piglio Mediterraneo, e che nel suo passato ha avuto modo di togliersi qualche soddisfazione professionale nel nord Europa, al ristorante Maio di Copenhagen.

In seguito si è distinto come sous-chef alla corte dello stellato Tommaso Arrigoni, nel ristorante Innocenti Evasioni a Milano e oggi, la nuova avventura di Olio gli consente, restando ai paragoni automobilistici, di mettersi alla guida di una Ferrari nuova di zecca e dai contenuti quantomai interessanti.

I Piatti

I menù approntati in questi mesi hanno forse impedito uno sviluppo più naturale e creativo nella crescita della cucina, e non potrebbe essere diversamente viste le difficoltà del momento, così i piatti presenti in carta si muovono su due piani diversi. Quello di maggior buon senso quotidiano (Olio lavora a pranzo con una clientela prevalentemente business) e quindi di piatti facilmente riconoscibili che vanno dal pescato del giorno al sashimi e al crudo di mare, passando per i primi di pasta e il Fritto di pesce e orto; e poi il lato un po’ più “spinto” per stuzzicare la curiosità degli ospiti alla ricerca di preparazioni più elaborate.

È il caso dei gustosi Ravioli fatti in casa ripieni di seppia del Mar Adriatico arrostita, con erbette di campo e crema all’aglio, olio e peperoncino, delle Linguine Verrigni al limone e pepe nero con ricci di mare, latte di cocco e foglie di cappero in agrodolce o del Pagro con zucca, bietole e bagna cauda.

Mentre la carta dei dessert spinge su esotismi dolci come nel caso del Pudding soffice di banane e datteri con salsa al caramello e gelato al fiordilatte.

Una cucina sincera e senza troppi fronzoli, in ogni caso, Il cui punto di partenza rimane sempre la scelta e la qualità della materia prima, a partire proprio dal pesce, dai crostacei e dai molluschi, freschissimi, anche se il prodotto che non può mai mancare in ogni piatto è, chiaramente, l’olio, e il ristorante si affida alla selezione di extravergini dell’Olearia Caldera del lago di Garda. Infine due aspetti del ristorante cui prestare una certa attenzione: il primo riguarda la cucina, che ha uno spazio dedicato alle preparazioni per celiaci, non sempre facile da trovare, mentre il secondo è una curiosità squisitamente artistica.

Le opere esposte in sala sono dipinte da Francesco Salvi e in molti lo ricordano (è quello di “C’è da spostare un macchina”, per intenderci), come comico e cantante. In realtà Salvi è oggi un artista e pittore a tutto tondo, che ha come scelta di campo quella di dipingere macchine su tela. E l’oggetto delle sue opere qui calza a pennello, è il caso di dire, vista la passione automobilistica in comune con la famiglia Milini.

Foto di Stefano Borghesi

Indirizzo

Ristorante Olio

S.P. 233 Varesina, 1 – Origgio (Va)

Tel. +39 02.83620900

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