La rivoluzione de La Liste con il nuovo direttore ex 50 Best Restaurants: annunciati i vincitori dei premi speciali 2021

Hélène Pietrini da poco direttore esecutivo de La Liste come promesso al suo insediamento per supportare la ripresa dei ristoranti introduce 10 nuove categorie speciali di riconoscimenti e pubblica l’Observatoire de la Gastronomie.

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La Notizia

“Non è l’anno giusto per pubblicare una nuova Top 1000. A gennaio annunceremo una lista di premi speciale che farà luce su alcune personalità che si sono impegnate, che hanno innovato e posto le basi per la gastronomia di domani”, così diceva Héléne Pietrini quando, appena qualche mese fa, è diventata direttore esecutivo de La Liste, la classifica tutta francese che segnala oltre 25.000 indirizzi di ristoranti in 200 Paesi.  Detto, fatto. Nei giorni scorsi, infatti, La Liste ha assegnato 10 nuovi premi speciali a coloro che nonostante il Covid-19, i confini invalicabili, le chiusure, le incertezze, le paure e la mancanza di sostegno e informazioni trasparenti hanno continuato a innovare, si sono reinventati cambiando con audacia i loro piani e la loro routine. 

“Nonostante le ripetute chiusure e il morale fiacco, la resilienza, la flessibilità e la capacità dei ristoratori di reinventarsi sono state eccezionali. La Liste ha voluto testimoniare e pubblicizzare i notevoli sforzi di un settore essenziale per la nostra cultura, la nostra economia e il nostro benessere. Da questa crisi vediamo emergere tendenze, talenti e valori non negoziabili che cresceranno e saranno confermati. La gastronomia cambierà e si reinventerà! “, ha affermato madame Pietrini al momento della rivelazione di questi nuovi riconoscimenti speciali.

 

Premio per la nuova destinazione gastronomia: 

La Liste ha voluto celebrare con questo premio il vasto continente africano spesso sottovalutato dal punto di vista gastronomico.  Già prima dell’assegnazione di questo riconoscimento nella sua app La Liste riportava 1150 indirizzi. La cucina africana è in pieno sviluppo culinario e si sta sempre più affermando ovunque grazie anche alla guida della sua ambasciatrice Selassie Atadika, chef del ristorante ghanese Midunu. In Francia, invece, il premio è stato assegnato a Florent Ladeyen impegnato a promuovere la tradizione culinaria delle Fiandre francesi con la sua locanda a Vert-Mont.

 

Premio per l’innovazione: 

Dabiz Munoz celebre in tutto il mondo gastronomico per la sua originalità, per la sua “pazzia” e per le sue creazioni spesso al limite, nella fase di lockdown grazie a un’abile padronanza dei social network e al suo spirito sempre in fermento ha ideato GoXo, il suo nuovo progetto per la consegna a domicilio a Madrid e a Barcellona.

In Francia il premio è andato a Olivier Nasti. Grazie alla sua energia e alla sua capacità comunicativa è riuscito a reinventare la quotidianità e ha lanciato un’offerta gastronomica drive-in e menu d’asporto con pasti preparati da famosi chef.

 

Premio per l’innovazione digitale: 

Simone Zanoni, lo chef italiano de Le George al Four Seasons George V a Parigi, durante il lockdown ogni giorno compariva in rete per condividere dalla sua cucina ricette italiane che hanno visto poi lo sviluppo di un’intera serie di prodotti disponibili per l’acquisto online. Un’iniziativa personale partita per intrattenere i suoi follower diventata un vero e proprio successo digitale.

 

Premio “Change for Inclusion and Diversity”: 

Mashama Bailey, chef del Gray di Savannah in Georgia, è stata premiata per la sua cucina emblematica capace di incorporare le varie tradizioni culinarie presenti nel Sud degli Stati Uniti.

 

Premio per la responsabilità etica e ambientale: Il premio è andato allo chef Matt Orlando proprietario di Amass, a Copenaghen, un ristorante urbano a zero-rifiuti e anti-spreco che ha applicato gli stessi principi a Amass Fried Chicken e la chef Nadia Sammut è stata premiata per promuovere un mondo del gusto migliore dal 2018 nel suo ristorante Auberge La Fenière dove realizza una cucina sostenibile che si immerge nel territorio della sua Provenza. 

 

Premio per la solidarietà: 

In Francia, è stato premiato il progetto “Chefs with caregivers” guidato dallo chef della cucina dell’Eliseo, Guillaume Gomez e dal giornalista Stéphane Méjanès; a Hong Kong, invece, il Covid-19 Playbook sviluppato dai fondatori del gruppo Black Sheep Restaurants sono stati scelti in quanto illustrano a pieno lo spirito di solidarietà e mutuo soccorso nel settore dell’ospitalità.

 

Premio per l’autenticità e l’artigianato: 

Tre premiati in questa categoria:  Fred Ménager che nella sua Ferme de la Ruchotte in Borgogna oltre ad essere allevatore cucina coltivando le materie prime, la tradizione e il gusto,  in Giappone, invece, Masashi Yamada mantiene viva la tradizione degli irori continuando a cucinare la selvaggina e il pesce esclusivamente a fuoco vivo, infine, in Messico, Celia Floriàn nel suo ristorante Las Quince Letras esalta le tradizioni della regione di Oaxaca utilizzando principalmente mais, fagioli, peperoncino e anche le chapulines, ovvero le cavallette.

 

Premio per le aperture dell’anno: 

Una vera rarità. L’apertura di un ristorante nel catastrofico 2020. Secondo La Liste 4 ristoranti sono risultati davvero meritevoli di un riconoscimento: CocoCouture della ristoratrice Matilda Shnurova a San Pietroburgo; Kol l’apertura più attesa nella capitale britannica di Santiago Lastra; Euphoria di Jason Tan a Singapore e, infine, Ever di Curtis Duffy e Michael Muser.

 

Nuovi talenti dell’anno:

Mory Sacko ha inaugurato Mosuké il suo primo ristorante parigino; La chef peruviana Francesca Ferreyros, invece, propone una cucina locale  dai sapori britannici al Baan; Antonio Buono a pochi chilometri dal Mirazur ha aperto, invece, Casa Buono; infine Daniel Smith, ex chef del Clove Club di Londra, in una piccola città del Kent propone una cucina locale, ma all’avanguardia.

 

Premio “Tavoli da esplorare”: 

Non appena sarà di nuovo possibile viaggiare sono otto gli indirizzi da scoprire segnalati da La Liste: La Femme du Boucher di Laëtitia Visse a Marsiglia, Nur dello chef Najat Kaanache a Fez;  ristorante di pesce spagnolo D’Berto dello chef Marisol Dominguez; 102 House a Foshan in Cina che incarna la tradizione e il rinnovamento della cucina cantonese; la natura nella sua forma più pura a Koks nelle Isole Faroe; Lobster, punto d’incontro per tutta Belgrado in Serbia; Le Café Suisse con lo chef Marie Robert a Bex in Svizzera e il Willows Inn a Lummi Island nello Stato di Washington negli Stati Uniti.

 

Nono solo queste nuove 10 categorie di premi, ma l’arrivo di Hélène Pietrini ha portato anche alla realizzazione della prima edizione de L’Observatoire de la Gastronomie, uno studio che ha misurato l’impatto della pandemia sui ristoranti confrontando la resilienza del settore e del suo ecosistema a seconda del Paese e degli aiuti di Governo. La pubblicazione digitale di questo rapporto è consultabile gratuitamente ed è frutto dell’osservazione di centinaia di fonti presenti nel database di 25.000 ristoranti di La Liste e di studi, di articoli di approfondimento e di testimonianze in prima persona. L’Observatoire de la Gastronomie fornisce quindi una visione completa e globale del settore dell’ospitalità nel 2020.