Semola y Agua: come i Culurgiones della Sardegna hanno conquistato Barcellona grazie a 3 ragazzi sardi

Ogni pasta ripiena è una sorpresa: ben custodito nel pacchetto della sfoglia, quale gusto regalerà la farcia? Nel caso dei culurgiones sardi, specialità tutelata con il marchio Igp dal 2015, si tratta classicamente di pecorino, patate e menta. Tre ragazzi sardi, però, vi hanno trovato anche il successo professionale e una prospettiva di vita.

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La Notizia

Ogni pasta ripiena è una sorpresa: ben custodito nel pacchetto della sfoglia, quale gusto regalerà la farcia? Nel caso dei culurgiones, specialità tutelata con il marchio Igp dal 2015, si tratta classicamente di pecorino, patate e menta. Tre ragazzi sardi, però, vi hanno trovato anche il successo professionale e una prospettiva di vita.

foto: unionesarda

Tutto è cominciato nella scorsa primavera, quando la Spagna, subito dopo l’Italia, è stata travolta dalla pandemia e ha adottato un severissimo lockdown. Sembrava che dovesse mandare all’aria progetti e ambizioni di tre giovani cuochi sardi di stanza a Barcellona, Michele Puggioni, Robert Lacis e Alessandro Spano, rispettivamente di 29, 25 e 34 anni. Avevano appena lasciato i loro posti di lavoro per puntare in alto, spedendo curriculum in caselle inesorabilmente sbarrate. Trovare un lavoro era ormai diventato una chimera, nonostante diversi anni di permanenza in città e una discreta conoscenza dell’ambiente. Ma i tre non si sono persi d’animo: restava ancora possibile la consegna a domicilio. Perché non pescare nel serbatoio delle proprie origini sarde la specialità più tipica e rilanciarla su un nuovo mercato?

È nato così Semola y Agua, da qualche pacchetto consegnato di persona suonando il campanello qua e là. Doveva essere un espediente per sbarcare il lunario in attesa di tempi migliori, invece il passaparola ha fatto la differenza e i barcellonesi hanno mostrato di apprezzare sempre più una specialità fino a quel momento sconosciuta. Durante la pausa estiva l’attività ha così acquisito un carattere più stabile e organizzato, trasferendosi presso il laboratorio di una gastronomia storica, Casa Oliver. Qui i tre ragazzi hanno anche ampliato l’offerta: al bancone è possibile acquistare preparazioni pronte, con il loro bravo condimento di pomodoro e pecorino, o da cuocere, con il ripieno classico o gusti sempre nuovi, come zucca e salsiccia od orata e nero di seppia. Tutti preparati interamente a mano, con la loro brava chiusura a spighetta e ingredienti dove è possibile sardi, come il pecorino importato personalmente.

Oggi la produzione, in crescita costante, è di 15 chili al giorno. Non sono pochi i barcellonesi, che insieme agli oriundi sardi hanno scelto di festeggiare il Natale e il nuovo anno con una specialità dell’Ogliastra. Tanto che il laboratorio fatica a stare dietro agli ordini. In attesa di un business plan, che contempli nuovi punti di vendita o un locale dedicato, le valigie insomma possono impolverarsi sull’armadio.

Fonte: unionesarda.it