In Asia tornano gli eventi gastronomici dal vivo: l’International Chefs Summit Asia 2020 a Taiwan è il primo dopo la pandemia

L’International Chefs Summit Asia 2020 di Taiwan è stato il più grande evento culinario asiatico del 2020, che ha riunito alcuni dei migliori chef della piccola isola a 180 km dalla Repubblica Popolare Cinese .

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La Notizia

Mentre in Occidente i ristoratori, dopo la pausa estiva, sono tornati a fare i conti con lockdown sempre più pressanti e anche questo inizio del 2021 non sembra allentare la morsa, le cose in Oriente iniziano a migliorare. Nel 2020, Taiwan ha ricevuto gli elogi per la buona gestione del Coronavirus e, dall’inizio della pandemia, il Paese ha ospitato due importanti festival musicali, oltre ad alcuni raduni che hanno riguardato il settore della ristorazione e delle bevande. Nel mese di dicembre, inoltre, ha ospitato l’International Chefs Summit Asia 2020, alla presenza di alcuni dei più rinomati chef asiatici. L’evento ha chiuso positivamente il 2020 e ha lasciato senza parole anche il corrispondente della rivista “Forbes” George Koutsakis: «Una volta entrati nel Teatro Nazionale di Taichung in una mattina di sole, anche dietro le mascherine, erano riconoscibili gli chef asiatici. Con un nuovo blocco e un nuovo ceppo di virus in corso nel Regno Unito e nuove ondate in tutto il mondo, è a dir poco sorprendente che un evento dal vivo di questa portata possa aver luogo a Taiwan».

Erano presenti alcuni dei migliori chef della piccola isola a 180 km dalla Repubblica Popolare Cinese, come Vincent Weng di Chinois e Ryogo Tahara di Logy; mentre numerosi chef internazionali si sono uniti al meeting da remoto, rendendo l’evento ancora più importante per la scena gastronomica che riuniva. Questa è l’edizione numero quattro dell’International Chefs Summit Asia e, se nel 2019 si è svolto a Singapore, nel 2020 è stato spostato a Taiwan per aumentare la partecipazione dal vivo. In totale erano presenti 23 chef di fama mondiale, provenienti da sei grandi città asiatiche, cosa che ha reso l’ICSA 2020 il più grande evento culinario asiatico dell’anno.

Il vertice è iniziato con un discorso di settore di due ore intitolato “Quando l’Est incontra l’Occidente”, in cui si sono discusse le combinazioni utilizzate per creare una cultura alimentare globale. Paul Lee, 1 stella Michelin con il ristorante Impromptu, ha aperto i lavori con una nota su come tutti dovrebbero apprezzare Taiwan e l’apertura che il paese offre agli chef, per continuare a sperimentare nuovi piatti. «Il tema di quest’anno sottolinea che anche in tempi così difficili, gli chef asiatici possono ridefinire le loro cucine, utilizzando le tecniche di cottura originali della loro terra e quelle innovative importate dall’ovest», ha aggiunto la portavoce dell’ICSA, Cathy Chao.

La pastry chef Janice Wong era presente per raccontare l’esperienza del suo dessert bar2 am:dessert, di Singapore, non dimentica l’importanza dell’estetica nella presentazione dei dolci. «Gli ospiti possono visitare queste nuove forme d’arte, assaggiarle e così conoscerle nella loro interezza», ha aggiunto la chef. Wong ha anche sottolineato l’importanza di essere sempre creativi e di offrire agli ospiti un’esperienza interattiva unica. Ryogo Tahara ha parlato invece di come riesce ad unire Giappone ed Europa nel suo ristorante, Logy, che ha ottenuto due stelle Michelin in soli due anni. Sung Anh ha raccontato l’esperienza di Mosu, ristorante 1 stella Michelin e del trasferimento del ristorante dagli Stati Uniti a Seoul.

Altre presenze importanti all’ICSA 2020 sono state Hitoyasu Kawate di Florilege e Zaiyu Hasegawa di Den, entrambi chef stellati di Tokyo, che hanno raccontato la crescita impressionante del loro lavoro, tenuto conto che i due si sono classificati rispettivamente al 7 ° e 3 ° posto negli Asia’s 50 Best Restaurants del 2020. I due tra l’altro hanno anche aperto insieme un nuovo ristorante, per una nuova sfida a quattro mani. Era inoltre presente anche Cho Hee Sook, 1 stella Michelin, eletta miglior chef femminile dell’Asia, così come Kirk Westaway of Jaan di Singapore, Thitid Tassanakajohn di Bangkok e molti altri rinomati chef di Seoul, Hong Kong e Singapore.

Dopo i loro interventi, gli ospiti hanno gustato un menu di portate preparato da chef taiwanesi che aveva l’obiettivo di mostrare i sapori e gli abbinamenti preparati dalla scuola di Taiwan. «La sala era piena e animata. Qualcosa di quasi incredibile a vedersi, date le misure protettive attualmente in vigore nella stragrande maggioranza dei paesi – ha concluso l’inviato di “Forbes” George Koutsakis -. All’inizio del 2021, tutti ci auguriamo che il mondo possa tornare ad aprirsi a questo tipo di eventi. E soprattutto che ci possa essere un sano confronto tra le tradizioni e le scuole dell’Oriente e dell’Occidente».