5 tipologie di clienti esigenti e particolari che i camerieri devono gestire: com’è cambiato il servizio nell’era della pandemia

L’Italia è cambiata, il mondo è cambiato, noi stessi inevitabilmente siamo cambiati, ritrovati di colpo a dipingere arcobaleni e cantare Rino Gaetano a squarcia gola. Ma il cliente come è cambiato? Ecco 5 tipologie di clienti esigenti e particolari nell'era della pandemia.

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La Notizia

3-2-1…!!! Tanti auguriiiii

Si abbiamo finito cosi! Era un dicembre del 2019, quando i virus, le tute bianche e le mascherine appartenevano solo ai film. Ed invece, dopo un gennaio speranzoso e ricco di promesse fatte a noi stessi in primis e poi a tutti i nostri cari, ci siamo ritrovati da protagonisti in un thriller che non avremmo mai scelto.

L’Italia è cambiata, il mondo è cambiato, noi stessi inevitabilmente siamo cambiati, ritrovati di colpo a dipingere arcobaleni e cantare Rino Gaetano a squarcia gola. Ma il cliente? Si quello del ristorante, quello che il fine settimana prenotava come premio della settimana, quello che invece prenotava per fare colpo sulla ragazza appena conosciuta o quello ancora che prenotava per festeggiare un compleanno. Beh anche loro sono cambiati, i ristoranti delle grandi città ne sanno qualcosa, eh si perché dal 28 di maggio, da quando tutti noi immaginavamo di aver finalmente sconfitto il nostro nemico invisibile, ci eravamo un po’ lasciati andare, con uno sguardo alla “normalità” ed uno al futuro, ed invece no, eccoci di nuovo qui.

Alla ripresa della ristorazione abbiamo dovuto riscrivere tante regole, ci eravamo abituati a “leggere i tavoli” ed invece oggi abbiamo trovato una situazione completamente differente, i clienti sono differenti…

Ecco a voi i 5 topic di Cameriere per Cliente post Lockdown:

L’insicuro:

non sa bene quello che vuole, fa tante domande, si guarda intorno con aria sospetta e alla fine sembra quasi per chiedersi: ma ho davvero prenotato io qui??

Il Cameriere per l’insicuro:

accogliente, fermo e accondiscendete, trasmette sicurezza e precisione, risponde a tutte le domande perchè ha avuto tanti mesi per studiare, per lui il lockdown è stato momento di grande crescita teorica, oggi mette in pratica il suo sapere.

L’igienista:

non esce mai senza il suo barattolo di gel igienizzante, è personale ed una cosa seria, ti guarda male perché non avete più le tovaglie e ti chiede più volte se il fatto che le avete tolte è prima di tutto legale e poi igienico. Cerca con lo sguardo tutti i punti dove sono stati sistemati gli appositi igienizzanti per le mani e dopo aver ispezionato tutti gli angoli del ristorante e trovato tutto a norma, finalmente si decide a dare una occhiata al menù. Essere igienista per lui è una fede di vita, presto forse diventerà una religione.

Il Cameriere per l’igienista:

ha studiato tutti i DPCM, conosce a memoria punto per punto tutto quello che si può e non si può fare, attende Conte che parla alla nazione come i seguaci del “comicon” la data della nuovo episodio di Star Trek, Insomma è un cameriere-politico, lui non cade mai sulle domande di legge, di decreti e di tutto quello che possa riguardare il virus, potrebbe tranquillamente essere un prof associato di HACCP.

Il festeggiante:

eccolo, lui è il cliente che si districa in tutte le chiusure e i divieti imposti dallo stato, segue le regole ma conosce bene anche tutte le scappatoie. Festeggiare è sacrosanto! Un suo diritto! I compleanni, anniversari, battesimi, divorzi e persino i 10k like su Instagram, insomma ogni scusa è buona per darsi alla festa perché alla fine, sceglie solo il meglio.

Il cameriere per il festeggiante:

ha tanto voglia di festeggiare con lui, di immedesimarsi in quello “sbocciare” che tanto fa “dimenticare” tutto, ed invece per lui c’è lavoro e c’è professionalità, riesce a passare sopra abilmente a tutti quei termini difficili e strani, marinature, tataky, teriaki, miso, sempre pronto e cortese a dare supporto affinchè quella serata diventi indimenticabile.

 

Il Gourmet errante:

ha seguito tutte le dirette, Facebook, Instagram, Twitter, Youtube e persino Tinder. Laddove si parlava di cucina lui c’era! Ha letto e studiato i grandi chef, le tecniche e le sfaccettature delle idee e dei retroscena di ogni piatto e degustazione. Lui ha già deciso cosa scegliere ieri quando è andato a letto, è venuto premunito di comanda che si è autocompilato anche con allergie e intolleranze. Un mito. Per lui fare fotografie e condividere non è relativo è cerebrale!

Il cameriere per il gourmet errante:

lui ha perso qualche diretta, e sta pensando: “speriamo che non faccia domande sulla puntata 2 di Bottura che spiegava in video i passaggi per il suo piatto più famoso…”.

Non gli resta altro che prendere la comanda che il gourmet errante ha portato con se, la sua presenza è del tutto marginale, se non fosse per la separazione dei compiti sarebbe quasi inutile a questo servizio, potrebbe fare direttamente tutto il cliente, perché sa anche come fare la mise en place.

Lo chef amatoriale:

arrivato marzo ha scoperto la lievitazione e da li in poi è stato un crescendo di Masterchef, prova del cuoco e 4 ristoranti, lui ha capito la sua vera vocazione, anche se nella vita è odontotecnico! Tutta la sua famiglia lo può solo assecondare e si avvicendano gli amici e i parenti che fanno da cavie per i suoi pranzi e cene di sperimentazioni che alle volte stupiscono e alle volte deludono, ma è pur sempre un medico…perdonato!

Domande su domande al menù, ma la cottura? È marinato? È una riduzione? Ah ecco è una fermentazione…Sfoggiare tutti i termini tecnici senza, “forse” neanche conoscerne il significato è doveroso e alla fine ordina con qualche limitazione, perché si sa senza neanche una allergia o intolleranza ma che figo sei?!!!

Detta i tempi ai commensali, redarguisce chi non apprezza e nonostante gli sia già stato spiegato il piatto lui deve ripetere e commentare ogni singola fogliolina o polvere presente nella prestigiosa ceramica.

Il cameriere per lo chef amatoriale:

l’asticella della pazienza è ai massimi storici, da quando lo chef amatoriale è entrato ha cominciato con domande che spaziavano dall’arredamento passando alla vita privata del tuo chef, senza dimenticare tutte le tecniche di cottura presenti nel menù e la provenienza del soprammobile che hai fatto posizionare esattamente in quell’angolo. Si perché resta attonito ed esterrefatto a tutte quelle domanda quasi del tutto inutili e senza un vero perché. Ma il cameriere è preparato, risponde domanda su domanda, è attento alle battute e anche se si accorge che qualche richiesta è fuori luogo la asseconda volentieri, non si stupisce se lo chef amatoriale ha inventato di sana pianta qualche allergia per prendere ancora una volta la scena con i suoi amici al tavolo…

Il cameriere starà al gioco, lo farà sentire sempre la persona più importante al tavolo ma con educazione sottolineando alla fine di questa bella storia tra i due il professionista è lui!