Una grande Calabria fatta di piccoli produttori d’eccellenza: chi sono gli Agronauti, il progetto dello chef Claudio Villella

Una regione da esplorare, di cui scoprire tradizioni e segreti, siano essi storici e artistici oppure ancora enogastronomici. Qualcuno però ci sta provando e gli riesce pure bene.

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Il Tour

Una terra ricca, ricchissima, misteriosa, piena di fascino e forse anche poco capita proprio da chi ci è nato e non ne intuisce l’enorme potenzialità o meglio ancora non lotta fino in fondo per esaltarne le grandi opportunità. Perché la Calabria va fatta conoscere, va girata in lungo e in largo, dall’alto dei suoi rilievi selvaggi fino ai mari limpidi e puliti che ne lambiscono le coste. Una regione da esplorare, di cui scoprire tradizioni e segreti, siano essi storici e artistici oppure ancora enogastronomici. Qualcuno però ci sta provando e gli riesce bene: “Ci siamo ispirati al mito di Giasone che mise insieme cinquanta eroi alla ricerca del vello d’oro”.

Così Claudio Villella, vulcanico cuoco autoctono, appoggiato e sostenuto da un imprenditore con una solida famiglia alle spalle come Fabio Rotundo, direttore dell’hotel Best Western La Perla del Porto di Catanzaro Lido dove ha sede il suo ristorante L’Olimpo, ha dato vita a un progetto interessante e ambizioso come quello degli Agronauti. Alla base di tutto, al di là della volontà di dar vita a una solida rete, c’è l’amore sconfinato per la propria terra di un cuoco convinto che possa esistere un’alta cucina di Calabria. Così è nella sua regione che il cuoco, classe 1974, ritorna dopo un periodo lavorativo piemontese. “Siamo come una famiglia e tutti insieme con le nostre energie e i nostri sacrifici creiamo spazio e motivazione. Tutto questo passa attraverso la mia cucina. Fondamentali per essere dei nostri sono parole d’ordine come filiera corta, trasparenza e sostenibilità, ma ancora di più la voglia di stare insieme e andare tutti nella stessa direzione.”

Chi sono allora gli attuali sedici Agronauti del Giasone Villella? Si tratta di otto produttori di delizie gastronomiche e altrettanti vignaioli con i quali Claudio ha stabilito un rapporto di grande fiducia, prima andandoseli a cercare sul territorio e poi vedendoli lavorare uno per uno, imparando ad apprezzarne peculiarità, gusti e sapori per poterli poi valorizzare al meglio in cucina: “tutte le volte che ci mettiamo insieme troviamo il giusto equilibrio”. Una serie di serate per promuovere prodotti e idea fondante e un’intensa attività di promozione hanno posto le basi per quella che sta diventando una solida iniziativa di sostegno a un serio turismo enogastronomico calabrese. Ma chi sono quindi gli Agronauti, gli attori coinvolti nel progetto? Per quel che concerne la parte gastronomica, si tratta di una compagine eterogenea di produttori accomunati da un indice qualitativo molto alto.

Si parla quindi anche di storie imprenditoriali originali, differenti per background e dimensioni. A partire per esempio da una melanzana come la Lady Violetta de.co. di Longobardi, con la sua polpa compatta e una buccia sottile che è andata a impreziosire un piatto a base di pesce spatola abbinato a un profumato Zibibbo secco di grande mineralità, lo Zibbì di Mazzarò. Ancora tra i vini le etichette di Cataldo Calabretta, vignaiolo che lavora con i crismi della naturalità, tra le quali un Cirò classico di grande spessore.

Quanti sanno che in Calabria si coltiva dell’ottimo riso nella piana di Sibari?

È il caso di Masseria Fornara che grazie a una terra ricca di sale e particolarmente assolata, a metà strada tra il mar Ionio e il massiccio del Pollino, produce un riso dalle proprietà organolettiche straordinarie.

Un Carnaroli eccellente valorizzato dallo chef Vilella con lo zafferano di Zafferano del Re e il tocco inconfondibile di una fragrante polvere di liquirizia dop, prodotta da Nature Med insieme a una vasta gamma di espressioni della stessa nobile radice con le sue grandi virtù.

Intensi anche i profumi sprigionati dai tartufi del Pollino Sapori di Bosco dell’azienda Gugliuccello. E ancora Primizie come i micro ortaggi della Ghea di Andrea Colicchia e l’inconfondibile caciocavallo di Ciminà.

Da un’azienda modello come Costantino arriva un olio extravergine Dop Lametia di rara finezza.

Tra i vini ecco quelli di Cantine Cundari come il Don Filippo o quelli di Sergio Arcuri con un rosato eccellente come il Marinetto; Magna Graecia con l’intenso rosso Gaudio, Le Moire con il suo profumato Zaleuco da uve Mantonico in purezza, Cantine Colacino con il Sì Savuto Rosato a base di Arvino, Greco Nero, Magliocco Canino e Nerello Cappuccio e infine Benvenuto con il notevole Orange, zibibbo secco con una lunga macerazione sulle bucce prodotto in cinquecento bottiglie.

Ultima, ma solo in ordine di apparizione tra queste righe, una bellissima storia come quella di Maria Procopio, biologa che da Torino tornata a casa in Calabria e a cinquant’anni si è reinventata casara e nella sua azienda agricola Sant’Anna produce insieme al marito Pasquale formaggi di capra di rara eleganza grazie al latte delle sue Saanen (ne alleva un centinaio, bianche e inconfondibili) e a una particolare sensibilità sviluppata a partire dalla frequenza alla scuola di Moretta nel cuneese.

Gli Agronauti, da sedici pionieri, sono destinati a crescere e a far conoscere la loro meravigliosa terra: parola di Claudio Villella!

Fotografie di Andrea Moretti