El Sentir de Brana: una delle migliori carni bovine si produce in Spagna da mucche che pascolano libere a 2000 metri di altitudine

Miriam Gutierrez vince il premio come imprenditrice rurale dell’anno nelle Asturie grazie alle sue mucche allevate in completa libertà a oltre 2000 metri di altitudine.

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La Notizia

Il consumo di carne rossa ai nostri giorni è spesso demonizzato e c’è chi sostiene, addirittura, che dovremmo diventare tutti vegetariani se non, persino, vegani. Per fortuna queste soluzioni, seppur siano un’opzione, non sembrano essere, almeno per ora, un’alternativa maggioritaria. Quello che tutti dovrebbero fare è, però, pensare a come viene prodotta la carne che acquistiamo. Ma cosa significa carne di qualità?  Qualità significa una carne che rispetta gli standard organolettici, che ha un prezzo giusto per il consumatore, ma anche per il produttore, che tiene conto del benessere degli animali e che non rappresenta un onere insostenibile in termini di emissioni inquinanti. È una carne che fornisce valori economici e di sostenibilità: quella che è in grado di costituire una popolazione e generare occupazione di qualità, quella che permette di sopravvivere a mestieri e tradizioni.

Va sottolineato che, per ora, siamo lontani a livello generale dal consumare carne di qualità che sia appetibile, giusta, dignitosa e sostenibile. Tuttavia, in un mondo in cui l’allevamento intensivo è spesso la norma, sono sempre più numerose le alternative di mercato che dimostrano che un’altra forma di allevamento è possibile. È così che Miriam Gutierrez, anima El Sentir de Brana, è stata premiata come imprenditrice rurale dell’anno nelle Asturie. Miriam, con l’aiuto di suo padre Vicente, ad oltre 1.800 metri di altezza alleva libere le sue mucche che restano tra questi pascoli finchè la neve lo permette, poi, quando il tempo si fa più duro Miriam e suo padre le riportano a valle “anche se loro preferiscono stare quassù” dice Miriam”. “Qui non si sente nessun suono , probabilmente non c’è una persona per miglia intorno. Hanno tutta la vallata per sé e pascolano intorno al torrente che sorge a pochi metri sopra. Dall’altra parte di queste vette c’è il Parco Naturale di Redes”, continua. Miriam, prima di avviare il progetto El Sentir de Brana, ha lavorato come amministratrice per anni, ma ad un certo punto ha deciso di riconvertirsi. Trascorreva tutte le estati qui nella capanna di famiglia a contatto con il bestiame e all’improvviso un’estate ha capito che la vera opportunità per la sua vita lavorativa era qui. Miriam conosce alla perfezione il bestiame e tutto ciò che questo settore comporta e la sua esperienza professionale le permette di gestire sia le commesse che la parte amministrativa dell’azienda, così ha deciso di cercare un futuro nelle vacche di famiglia.

Miriam non vende semplicemente carne di manzo, ma chi acquista la sua carne acquista anche quel sapere trasmesso di generazione in generazione, frutto di un sistema di allevamento tradizionale e, soprattutto, sta collaborando al mantenimento di uno stile di vita che, a poco a poco, stava scomparendo.

I capi di Miriam non vengono “sacrificati” su richiesta: ogni mese si macellano un paio di animali. I lotti sono limitati e quando si esauriscono bisogna aspettare il mese successivo. Questo modo di procedere consente un controllo esaustivo dell’intero processo e soprattutto il contatto diretto con il cliente che per Miriam e la sua famiglia è fondamentale. Gli ordini che arrivano dalle Asturie, infatti, vengono consegnati direttamente a casa del cliente e il resto delle spedizioni avviene tramite spedizione refrigerata entro 24 ore in tutta la Spagna. El Sentir de Brana, il progetto di Miriam, è un esempio quasi aneddotico e quello che vuole trasmettere più di tutto è un messaggio di cambiamento perché realtà come queste nascano e si diffondano sempre di più. L’obiettivo è far capire alle persone che devono consumare meno carne, ma di migliore qualità. “Viviamo in tempi in cui l’acquisto di cibo dovrebbe essere un atto consapevole, una presa di posizione quando decidiamo a chi dare i nostri soldi”, afferma la Gutierrez.

Miriam e il suo progetto, che fortunatamente non è un caso isolato, ha l’obiettivo di sensibilizzare i consumatori e di far sì che le popolazioni rurali rimangano in vita, perchè i mestieri tradizionali non scompaiano e le razze autoctone sopravvivono. Ognuno può contribuire a ciò facendo molta attenzione a quello che acquista e  domandandosi da dove proviene ciò che mette sulle proprie tavole.