Diventare miliardari aprendo un noodle bar: la storia incredibile di Pham Nhat Vuong, l’uomo più ricco del Vietnam

Pham Nhat Vuong, fondatore di Vin Group, è partito aprendo un noodle bar, fino a diventare l'uomo più ricco del Vietnam e tra i 300 al mondo secondo Forbes. Ecco la sua storia e i nuovi progetti rivoluzionari.

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La Notizia

Pham nasce il 5 agosto 1968 ad Hanoi, la capitale del Vietnam, il padre è un ex pilota dell’aviazione nord vietnamita, la madre, invece, gestiva un piccolo negozio di vendita di tè per strada, attività che al termine della guerra che ha lacerato il paese del sud-est asiatico per vent’anni era l’unica fonte di sostentamento per la famiglia. Pham fin da bambino si dimostra essere una mente brillante, soprattutto in matematica, ed è così che proprio grazie alle sue doti scolastiche vince una borsa di studio universitaria. Le alleanze del periodo di guerra avevano lasciato un segno nella vita del Vietnam e, infatti, Pham per proseguire gli studi universitari si trasferisce in Unione Sovietica, a Mosca, dove studia geologia. Conclusi gli studi si conclude anche l’esperienza in Unione Sovietica, la disgregazione di un’entità tanto vasta produce però tanti problemi quante opportunità e Pham è una persona che sa sicuramente vederci lungo e andare ben oltre il momento presente. Il giovane ragazzo vietnamita così decide di giocarsi le sue prime possibilità restando in zona ex URSS, precisamente in Ucraina.

Pham grazie al supporto della sua famiglia, ancora in Vietnam, e degli amici riesce a mettere insiemi 10mila $ per avviare un ristorante vietnamita in cui lui stesso serviva i clienti. Non era abbastanza però,  in quel mercato che stava cercando di ripartire, infatti, Pham intravedeva spazi ben più ampi che potevano essere sfruttati così inizia a produrre noodle disidratati importando una linea di produzione dal Vietnam. Un cibo semplice e rapido da consumare che piacque agli ucraini soprattutto per due motivi: “In quel momento gli ucraini erano molto poveri e molto affamati”, dichiara l’imprenditore in una delle sue rare interviste a Forbes. L’intuizione di Pham è davvero di quelle vincenti e quando nel 2010 cede la sua industria a Nestlè l’attività ha un fatturato da 100 milioni di dollari e viene acquisita dalla multinazionale per 150 milioni di $. Dopo la cessione Pham rientra in Vietnam e comincia a interessarsi di immobiliare costruendo resort di lusso e investendo nel mattone soprattutto nella capitale Hanoi e nel 2012 nasce Vin Group, con interessi alquanto diversificati come: sviluppo di appartamenti, di centri commerciali, di hotel, di resort, di strutture sanitarie, educative, di centri congressi, di parchi di divertimento e di luoghi di intrattenimento. . Da allora la società di Pham è in continua espansione tanto da diventare un gigante del sud -est asiatico.

Ancora una volta Vin Group e, soprattutto il suo fondatore, Pham Nhat Vuong, da una situazione che critica è dir poco, quella della pandemia Covid-19, sono riusciti a intravedere e sfruttare un’opportunità. Vin Group ha, infatti, annunciato di aver risolto il problema del riconoscimento facciale degli smartphone anche quando l’utente indossa la mascherina. L’azienda vietnamita ha sviluppato la prima tecnologia al mondo che permette all’utente di sbloccare il proprio smartphone con il viso nonostante sia “mascherato”. La “scoperta” è davvero molto interessante, oltre che utile.

Secondo Forbes la capitalizzazione di mercato  di Vin Group è superiore ai 14 miliardi di dollari e il patrimonio di Pham è stimato in oltre 6 miliardi di dollari, il  primo miliardario del Vietnam di sempre e tra le 300 persone più ricche al mondo sempre secondo Forbes. Vin Group è un impero in continua crescita e fermento e oltre al riconoscimento facciale i prossimi progetti su cui si sta concentrando Pham riguardano i veicoli elettrici, un altro di quei settori che molto probabilmente  sarà il business del futuro, perché Pham, da sempre, è uno che guarda avanti.