Anno 2010: Yuki Chidui diventava la prima sushi chef donna al mondo e infrange il predominio maschile

Il sushi, spesso visto come cibo “moderno” e pop ,in realtà porta con sè il retaggio di una cultura estremamente maschilista e rigida. Yuki Chidui, la chef rivoluzionaria che ha stravolto il mondo del sushi in Giappone e nel mondo rendendolo più “rosa”.

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La Notizia

Tutti conoscono il sushi e almeno una volta nella vita, amanti o meno del pesce crudo, lo hanno provato. In pochi, però, forse sanno che sono passati appena 10 anni da quando per la prima volta a Tokyo è stato permesso a una donna di preparare il sushi e di gestire il proprio sushi bar. Yuki Chidui è il nome della donna che ha fatto da apri fila per l’introduzione delle donne nel mondo degli chef di sushi.  Fino al 2010 non era davvero pensabile trovare una donna dietro al bancone di un sushi bar.  Proprio in quell’anno Yuki aveva letto un annuncio di lavoro per Nadeshiko Sushi e affrontando gli stereotipi profondamente radicati nella cultura giapponese decise di rispondervi. “Non vedevo l’ora di costruire un nuovo mondo e una nuova realtà da zero. Ero così impegnata a portare avanti  questo sogno che rispondendo a quell’annuncio  non ho considerato affatto il dominio maschile o la discriminazione. Vengo da una scuola femminile e la mia famiglia è sempre stata coinvolta nella società femminile attraverso la danza giapponese, quindi l’idea di indipendenza sociale ed emotiva delle donne era qualcosa che davo per scontata. Non avrei mai immaginato che avrei avuto così difficoltà a esprimermi attraverso il sushi “.

Chef Chidui nel 2010 aveva già maturato sei anni di esperienza lavorando in un ristorante di sushi, ma non le era mai stato permesso di toccare il riso o il pesce, i suoi compiti erano limitati a servire tè e altre bevande, ad accettare pagamenti e a gestire la logistica. In quegli anni si era resa conto in prima persona degli stereotipi e i miti che circondavano le donne impedendo a metà della società giapponese di intraprendere la carriera di chef di sushi. Molti chef  per supportare questo limite sostenevano che la temperatura corporea delle donne è, secondo alcuni studi, leggermente superiore a quella degli uomini, rendendo le loro mani più calde non adatte a maneggiare pesce fresco. Altri dicevano che le mestruazioni e i cambiamenti ormonali possono influenzare il loro senso dell’olfatto e del gusto. Chidui non ha mai voluto accettare tutto ciò e vedeva e vede tutto da un’altra prospettiva: “Gli chef di sushi non hanno mai  fatto sembrare la loro  professione attraente per le donne. Richiede forza fisica e pazienza, ed è percepito come più rigoroso che affascinante. Inoltre, poiché il Giappone ha avuto  una società dominata dagli uomini per così tanto tempo, ci sono regole che inevitabilmente favoriscono gli uomini. Non penso, però, che si  debbano seguire queste regole. Cambiare questo aspetto riguarda le donne che lavorano insieme per creare ambienti in cui è più facile e più piacevole lavorare per le chef donne “. Così nel 2010 quando Chidui è entrata a far parte del team di Nadeshiko Sushi ha cercato di trasmettere la sua visione.

“Ho combattuto con le critiche ogni giorno. Sono stata criticata sui social media per essere irragionevole. Sono stata anche vittima di un serio stalker. Ma l’ho superato. L’ho fatto perché credo di essere un esempio unico per le donne che combattono nella società. Se avessi rinunciato, la gente avrebbe detto: “Sapevo che non era giusto per una donna essere una chef di sushi. Non voglio tradire il sostegno delle donne di tutto il mondo “. Chef Chidui oltre ad avere un’innata passione e talento nel preparare sushi è anche un’esperta grafica, materia che ha studiato al college. “Il design grafico consiste nel distillare pensieri e temi diversi in una struttura semplice, ed è lo stesso con il sushi. C’è molta preparazione e passione dietro quel semplice e colorato rotolo di pesce e riso. È una professione rara e preziosa e penso che sia ciò che rende il sushi una grande forma d’arte “, afferma.

Yuki non vuole solamente far accettare le donne nel mondo del sushi, ma sta portando avanti una vera e propria rivoluzione così nel 2019 ha fondato la Nadeshiko Sushi School dove insegna ai suoi alunni non solo a destreggiare coltelli e a sviluppare le loro abilità culinarie, ma  insegna anche l’arte del servizio ai clienti, il know-how per gestire un’azienda e ad affrontare questioni di ogni genere sul luogo di lavoro. Durante la pandemia, inoltre, la chef rivoluzionaria ha iniziato a lavorare e a concentrarsi su ricette di sushi medicinale. “La pandemia ha costretto le persone in tutto il mondo ad affrontare la propria salute, ed è tutto nel cibo che mangiamo. In qualità di chef di sushi e operatrice nel mondo della ristorazione, sentivo che preparare il sushi non era abbastanza. Così ho deciso di creare il mio pesce più sano “.

Con la sua nuova avventura chiamata  Next Generation Sushi Association , Chidui si è messa in contatto con un acquacultore e gli ha affidato il compito di allevare un tipo di pesce più sano, chiamato salmone Yakuzen, a cui viene somministrata una dieta speciale di ingredienti medicinali e salutisti. A Nadeshiko Sushi, la chef e il suo team usano il salmone per preparare il sushi Yakuzen, che utilizza ingredienti come cannella, pinoli e polvere di Goka per aumentare il valore nutritivo di ogni boccone di sushi.

Una donna forte, determinata e rivoluzionaria che vuole dire a tutti e soprattutto a tutte: “Non smettere mai di essere un principianti e voler apprendere e non dimenticare mai di sognare il vostro mondo ideale”.