Da ristorante 2 stelle Michelin a 150 euro con 4 mesi d’attesa, a locale informale incentrato su semplicità e condivisione

A quasi cinquant’anni, spinto anche dalla crisi covid-19, lo chef due stelle Michelin Alexandre Bourdas trasforma il suo ristorante gourmet SaQuaNa in un “luogo di vita” più accessibile a tutti

0
154
La Notizia

A quasi cinquant’anni Alexandre Bourdas, chef due stelle Michelin del ristorante SaQuaNa a Honfleur ha deciso di cambiare vita. Non vuole più vestire i panni dello chef gourmet e blasonato, ma essere un semplice cuoco-droghiere per offrire ai suoi ospiti un luogo più accessibile e, soprattutto, incentrato sugli esseri umani.

“Da qualche anno avevo uno schizzo in testa. Intorno ai 55 anni, volevo uscire dai menu gourmet, stare più tranquillo e il Covid ha accelerato il processo. Può solo capovolgere le cose, cambierà il nostro modo di vivere, di consumare. ”

Prima il suo ristorante era un privilegio per pochi. Un menu sui 150 euro circa, mesi di attesa per sedere a uno di quei venticinque, ventisei coperti realizzati ad ogni servizio. Dal 9 Settembre il suo locale sarà rivoluzionato: “Pasticceria, panetteria, Giappone, ci sono piatti da condividere, sushi, ci saranno piatti signature di SaQuaNa, ci saranno piatti che non ho mai fatto perché li ho riservati ai miei amici, piatti popolari, beh è un universo, ci saranno tante cose”.

Dalle 7 del mattino i suoi clienti potranno recarsi nel nuovo locale per comprare pane, pasticcini o sedersi a fare colazione. A mezzogiorno, poi, sarà previsto un menu al costo di circa una ventina di euro e anche la sera si potrà gustare un’ottima cena senza arrivare a spendere molto di più.  Chef Bourdas vuole passare dal concetto di ristorante in senso stretto a quello di luogo di vita.  “Ho sempre associato la cucina alle persone, agli altri, agli incontri. Spesso quando andiamo in un ristorante gourmet ci interrompiamo. Avevo sempre immaginato un luogo che fosse una casa vivente, che vive al ritmo dei pasti della giornata e bene l’ho fatto. Questa è la casa di Alex”.

Bourdas non è il primo tra gli chef stellati ad aver deciso di intraprendere questo cambiamento di rotta soprattutto dopo la crisi del Covid tanto che Francois Blouin, presidente di Food Service Vision, una società che assiste e sostiene i ristoranti nella loro trasformazione, ha affermato: “C’è un’evoluzione delle aspettative, un’aspettativa di piacere e convivialità. Quel che è certo è che questi due indicatori stanno attualmente salendo nella strategia dei ristoranti in modo globale. La spesa media per mangiare al ristorante  è più alta perché le persone hanno più voglia di divertirsi”.

L’attività dei ristoranti non è certo tornata a quella dei livelli pre-covid, ma l’aumento della spesa media testimonia che le persone hanno voglia di incontrarsi e sedersi attorno a un tavolo.

Quello che si riscontra  stando all’evoluzione della situazione è, soprattutto, una “necessità di umanità”, una forte voglia da parte dei consumatori di maggiore convivialità, di connessione e contatto con le persone. Una voglia di luoghi “veri”.