Il ristorante con un solo tavolo dove gustare i migliori dolci di tutta l’Asia: Eté di Natsuko Shojia a Tokyo

Incoronata Asia's Best Pastry Chef 2020 per i 50 Best Restaurants, Natsuko Shoji realizza torte ispirate a borse di Chanel, alla scacchiera di Louis Vuitton e ad altri grandi nomi dell’Haute couture mondiale.

0
468
La Notizia

L’amore per la cucina, la passione per la moda e un interesse maniacale per la frutta giapponese di alta qualità, stagionale e rara sono i tre elementi che hanno fatto sì che la giovane chef Natsuko Shoji sia stata incoronata Asia’s Best Pastry Chef 2020 per i 50 Best Restaurants.  L’amore per la moda l’ha ereditato da sua madre e la passione per la cucina è nata e cresciuta durante la sua adolescenza. “Quando ero alle superiori, la mia materia preferita era l’economia domestica. Un incarico per preparare i bignè mi ha fatto interessare alla cottura, mi sono sentita estremamente elettrizzata nel vedere i dolci che lievitavano nel forno. Da quel momento ho preparato dei bignè per i miei amici. È stato un modo meraviglioso di creare qualcosa per le persone che sono importanti per me”. È così che chef Shoji, subito dopo il diploma, trova lavoro al Florilège, il famoso ristorante di Hiroyasu Kawate al 7° posto degli Asia 50 Best Restaurants 2020. Da Kawate ha imparato che “gli ospiti meritano ogni volta l’esperienza più perfetta che ci sia”. Si impegna lavora e apprende duramente fino ad arrivare a ricoprire il ruolo di sous chef, ma nel 2014, a soli 23 anni, sente che è giunto il momento di realizzare il sogno di aprire un ristorante tutto suo e così che apre Été.

“Mia madre era molto preoccupata quando ho aperto Été perché dovevo prendere un prestito dalla banca. Ho dovuto lavorare sodo per sostenere la mia famiglia e mia sorella minore, che soffre di problemi di salute. Mio padre è morto quando avevo 21 anni. Avevo bisogno di essere forte e di successo”.  Été è oggi un esclusivo ristorante con un solo tavolo a sei posti nel cuore di Tokyo dove la giovane chef stupisce i suoi commensali con menu di ispirazione francese, ma soprattutto con il laboratorio di torte in cui realizza delicate creazioni di alta moda che ha già venduto a clienti famosi come David Beckham e René Redzepi.  Entro soli cinque anni dall’apertura chef Shoji è considerata in Asia una delle pasticcere più affermate e alcune sue creazioni possono arrivare a costare anche 2.000$. Le donne forti e di successo non sono molte nel settore della ristorazione giapponese, ma chef Shoji è determinata a guidare il cambiamento. “Non ci sono abbastanza cuoche in Giappone. Voglio che tutti abbiano pari possibilità “, afferma la chef. “A tutte le chef donne là fuori voglio dire: sappi che puoi iniziare in piccolo e rimanere piccolo. Non è necessario aprire un grande ristorante con un sacco di soldi. Il tuo successo non si misura su quanto sei grande e famoso, ma dalla felicità dei tuoi clienti e dai sorrisi sui loro volti. Il resto andrà a posto e verrà da sé”.

Moda, cucina e frutta di alta qualità sono i tre elementi che perfettamente combinati portano alla creazione delle sue torte uniche al mondo e che Shoji descrive sempre con passione e trasporto. La mia torta di pesche, che prevede l’utilizzo di due tipi di pesche giapponesi e un ripieno di crema pasticcera, è ispirata dall’amore di mia madre per Chanel, spiega. “Mi sono ispirata alle borse Matelassé di Chanel e alle loro cuciture a forma di diamante, tagliando le pesche e disponendole in un design simile. La mia torta di Bouton (francese per pulsante) alterna le uve Shine Muskat e viola Nagano con cucchiai di crema al mascarpone al lime, disposti in modo da assomigliare al motivo a punti del Comme des Garçons. La torta Damier (scacchiera in francese) replica la stampa Louis Vuitton Damier usando fragole rosse Akahoppe e bianche Awayuki su uno strato di spugna”.

La creazione però che l’ha resa famosa in tutta l’Asia e che si può definire la sua torta d’autore è quella che Shoji realizza con il suo frutto preferito: il mango: “È stata la prima torta che io abbia mai creato, realizzata con una base di biscotti sablé , crema pasticcera e petali di mango a forma di rosa”, spiega. Proprio questa creazione l’ha resa vincitrice del Best Pastry Chef Award 2020. “È stato come un sogno diventato realtà. Mi sento molto onorata. C’è ancora un numero molto limitato di donne chef in Giappone, quindi per un piccolo ristorante come il mio vincere un premio del genere credo che mi collegherà a un futuro più luminoso. Per questo, sono molto grata”, afferma la chef dopo aver ricevuto il premio.

E proprio come il suo nome che può essere tradotto come “bambino estivo” e il suo ristorante Été, estate in francese, siamo sicuri che il futuro di questa giovane chef nipponica sarà intenso e splendente come un sole d’estate.