Uno degli street food più gourmet d’Italia di uno chef 2 stelle Michelin: Anikò di Moreno Cedroni

Giovedì 4 Giugno, dopo il lockdown, finalmente riapre Anikò il progetto di chef Cedroni che dal 2003 vede lo street food protagonista nell’unire la qualità ad un prezzo ponderato

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La Notizia

Intuizione, innovazione, visone sono sempre state le tre parole d’ordine  alla base di Anikò, il chiosco dei desideri solidi, liquidi e dolci dello chef Moreno Cedroni. Tre parole che oggi, giovedì 4 Giugno, sono l’idea portante che conduce il rilancio di Anikò post fase lockdown.

Nel centro di Senigallia, in piazza Saffi, simbolo dell’aggregazione e del senso di comunità, soprattutto in un periodo particolare come questo, dal 2003 sorge questo chiosco in acciaio, teak, cristallo, dominato dai toni del legno e che dall’anno scorso è dotato anche di un giardino per essere ancor più un luogo che ritempra e ristora.  Il prefabbricato al centro della piazza fin dall’apertura è stato metafora del progetto dello chef: rendere accessibile un prodotto unico, riformulare il concetto di street food dando ad un pesce di qualità il ruolo da protagonista, “una sorta di proiezione della Haute Couture che trova qui la più giusta ridefinizione in un prêt-à-manger”.

Le novità che la riapertura di Anikò porta con sé sono molte e il tema conduttore è il viaggio, tratto distintivo di chef Cedroni anche nei menu della Madonnina del Pescatore e del Clandestino Susci bar. Il nuovo menu di Anikò è tutto ispirato da un recente viaggio dello chef in Perù dove è stato inebriato dalla biodiversità, dai colori e dai sapori.  Dal viaggio, a fine 2019, nascono così numerose creazioni dai cocktail ai piatti. “Ricordo di un viaggio in Perù” è il nome di un cocktail a base di pisco, lime e  albume, che verrà servito in una teiera, al modo peruviano, e che andrà ad aggiungersi alla lista dei desideri liquidi insieme ad un’altra novità: “Coffee old fashioned” con Lavazza cold brew, whiskey e bitter.  Tra i nuovi desideri solidi, invece, compaiono il “Carpaccio tiepido di orata” e il “Polpo cotto a 97°” ideato durante la quarantena come proposta per Anikò Delivery. Per quanto riguarda i dolci la vera novità è il “Tortino caldo con il cuore di nocciola e salsa ai lamponi dello chef”.Non poniamo limiti ai desideri”, dice Cedroni.

Insieme alle novità nel menu il rilancio di Anikò si realizza anche grazie a una nuova squadra di giovanissimi operatori tutti molto appassionati. Quando il team risponde bene io non avverto la fatica nel trasmettere le competenze. Il tempo vola velocemente e vedere gli occhi vividi di chi ama questo lavoro mi ritempra dalle fatiche e mi fa pensare che la formula Anikò possa essere la formula giusta nel presente e nel prossimo futuro”, afferma chef Cedroni. Le radici di Anikò, infatti, risiedono sì nella tradizione dello street food, ma soprattutto nell’intreccio tra memoria e innovazione, una costante delle espressioni dello chef artefice di un prodotto eccezionale che ha reso il gourmet alla portata di tutti.