Colpo di scena nel Sud Italia: la Calabria riapre oggi i ristoranti e la Sardegna il 18 maggio

Il Sud avanza rispetto al resto d'Italia: la Calabria riapre oggi i ristoranti e la Sardegna scalda i motori per il 18 maggio, con 2 settimane di anticipo rispetto al resto del Paese, naturalmente garantendo al massimo le misure di sicurezza.

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La Notizia

Da oggi in Calabria sarà “consentita la ripresa delle attività di bar, pasticcerie, ristoranti, pizzerie, agriturismo con somministrazione esclusiva attraverso il servizio con tavoli all’aperto”. È quanto previsto da un’ordinanza per la fase 2 firmata dalla governatrice della Calabria, Jole Santelli. Secondo l’ordinanza, queste stesse attività “possono essere riattivate presso gli esercizi che rispettano le misure minime ‘anti-contagio’ e ferma restando la normativa di settore”.

In Sardegna invece, il presidente della regione Christian Solinas ha presentato nella videoconferenza tenutasi ieri tra il ministro degli Affari regionali Alessandro Boccia e i governatori di alcune regioni, un progetto volto alla riapertura a stretto giro delle attività nell’isola.

La Sardegna è una di quelle regioni che in questi mesi ha registrato il minor numero di contagi e decessi (116 in totale, a oggi), e questo ha incoraggiato il suo governatore a chiedere una ripartenza anticipata.

Secondo l’agenzia Ansa e il quotidiano La Nuova Sardegna, i temi portati al vaglio del ministro includono la data di ripresa delle attività indicata con il 4 maggio, giorno in cui si potrà viaggiare all’interno della provincia di residenza senza più l’obbligo dell’autocertificazione. L’11 maggio, se la curva dei contagi non salirà, saranno autorizzati anche gli spostamenti anche all’interno della Regione e, nel contempo, potranno riaprire centri estetici, barbieri e parrucchieri.

Il 18 maggio, con 2 settimane di anticipo rispetto al resto d’Italia, sarà dato il via libera anche a bar e ristoranti, naturalmente garantendo al massimo le misure di sicurezza, con l’obbligo di indossare i dispositivi di protezione di sicurezza, quali guanti e mascherine.

L’approvazione dovrebbe arrivare già sabato, ma il presidente Solinas non lascia spazio ai facili entusiasmi, dichiarando a La Nuova Sardegna che: «Non faremo nessun azzardo e non lasceremo certo spazio al pericolo di nuove ondate del virus». È questa una condizione essenziale, perché Roma ha fatto già sapere: «Al primo segnale di un recrudescenza dei focolai, revocheremo il via libera».

Il governo non riesce a spegnere la ‘ribellione’ dei presidenti delle Regioni e delle province autonome sulle riaperture delle attività produttive e la gestione della Fase 2 dell’emergenza coronavirus. Ed è scontro con i governatori del centrodestra. Il ministro Francesco Boccia, pur mettendo sul tavolo l’offerta di correttivi interpretativi del Dpcm con le Faq del governo, chiede di ritirare le ordinanze in contrasto con l’ultimo decreto, minacciando di impugnarle (seppure dopo una lettera di diffida per ravvedersi) e prospetta scelte differenziate a seconda dei territori dal 18 maggio, ma i governatori rivendicano la propria autonomia.