Germania: già distribuiti 115 milioni di euro da non restituire a ristoranti, bar e piccole imprese

La crisi coronavirus sta mettendo in ginocchio l’economia mondiale, in particolare le piccole e medie imprese: il Governo federale tedesco non le lascia sole.

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La Notizia

E mentre in Europa non si arriva  ad un accordo sulle misure comuni da prendere, sui Corona bond e su molti altri strumenti che potrebbero aiutare a superare la crisi innescata dalla pandemia provocata dal Covid-19, i singoli Stati iniziano o si sono già mossi in autonomia. Chi più e chi meno velocemente ed efficacemente come sempre. La Germania in primis ha intrapreso il suo cammino in autonomia mettendo in pagamento sussidi a favore degli autonomi e delle piccole imprese che ne hanno fatto richiesta, soprattutto  per attività come ristoranti e bar, ovvero quelle imprese più colpite dall’obbligo di distanziamento sociale. Le domande elaborate lo scorso venerdì sono state 100.000 per un totale di 1,4 miliardi di euro, il bonifico arriverà a pochi giorni dalla presentazione della domanda senza bisogno di ulteriori accertamenti, che verranno effettuati solo successivamente. Per ottenere gli aiuti sono necessari solo pochi requisiti: la residenza per i lavoratori autonomi e la sede legale per le piccole imprese.

Questi aiuti sono solo i primi di una serie di azioni che la Germania ha predisposto per i piccoli imprenditori. Secondo il giornale “Bild”, infatti, in pochi giorni sono state già 360.000 le domande di richiesta di aiuto immediato da parte di autonomi e piccole imprese pervenute alle autorità responsabili. Lo Stato federale, inoltre, ha già trasferito ben 115 milioni di euro che non dovranno mai essere rimborsati. La maggioranza dei finanziamenti già erogati sono andati in Baviera, 2,5 milioni nel Brandeburgo, 20 milioni alla sola Berlino e 1 milione alla Bassa Sassonia.

Il Italia purtroppo le cose sembrano procedere un po’ diversamente, si consideri che il 1° Aprile, quando si potevano inviare on-line all’Inps le richieste di sussidio per i lavoratori autonomi, il sito  dell’Istituto non solo è andato in tilt, ma ha pure diffuso i dati sensibili di alcuni dei richiedenti.

Il tessuto economico del nostro Bel Paese  è costituito perlopiù da piccole e medie imprese che  operano in gran parte nel settore del  turismo e dell’ospitalità grazie alle nostre bellezze naturali e artistiche uniche al mondo. Sarebbe quindi auspicabile che lo Stato si muovesse con la  stessa celerità dello stato teutonico, superando almeno in questo momento,  le pastoie e la burocrazia che da sempre lo affliggono e lo  appesantiscono.