Appena aperti o pronti ad aprire: ecco 10 nuovi grandi ristoranti da non perdere nel 2020

Dai piatti messicani con una vista stellare sui tetti di Londra alla creatività mediterranea a Bangkok, alla griglia di ispirazione texana ad Hong Kong.

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I Ristoranti

Molti dei nuovi ristoranti più interessanti, che aprono quest’anno, prendono il loro spunto dalla cucina globale e hanno come filo conduttore la ricerca di materie prime del territorio, rielaborate in chiave internazionale. Alcuni stellati, altri più accessibili e popolari, ecco i dieci nuovi luoghi da provare in questo inizio di nuovo decennio, secondo la CNN. Un invito al viaggio gastronomico in giro per il mondo, per assaporare piatti e ricette che superano i confini del proprio paese.

 

Madera at Treehouse London, Uk

Ristorante gemello di Toca Madera a Los Angeles e Scottsdale, porta nella capitale britannica la creatività di altissimo livello della cucina tradizionale messicana. Situato al 15° piano in una posizione panoramica, gli interni adorni di piante, con tocchi stravaganti di design e ampie finestre sullo skyline di Londra, già si sta rivelando come un luogo affascinante e di grande richiamo. La carta include una serie di crudité con gustose ceviche e una taqueria che promette tortillas di mais blu home made, oltre a specialità come l’asado o le bistecche di Black Angus, marinate al coriandolo e servite su pietra lavica. I menu e le opzioni vegane, vegetariane e senza glutine assicurano che tutti i commensali possano essere soddisfatti; mentre tra le bevande si possono trovare mezcal e tequila premium.

 

Turk di Fatih Tutak, Turchia

L’acclamato chef turco Fatih Tutak, che ha lavorato un po’ ovunque, da Copenaghen a Hong Kong, torna alle sue origini con l’apertura del suo primo ristorante a Istanbul. Lavorando a stretto contatto con pescatori, agricoltori e produttori artigianali turchi, Tutak promette di celebrare la biodiversità dei prodotti del suo Paese. Servito in un ambiente moderno e luminoso, il menu intende anche celebrare i lunghi viaggi dello chef e le esperienze avute all’estero, abbinandole con le tecniche tradizionali turche. Il progetto promette di essere una reinterpretazione dei sapori tradizionali. Questo significa piatti a più strati, che includono grano di bulgur con miso, vitello e ravanello; oppure anatra con amarene e castagne. I dessert comprendono una “neve” di verbena al limone e cachi, mentre tutti i vini sono turchi.

 

The Mayfair Supper Club, Las Vegas

Las Vegas è senza dubbio una delle migliori destinazioni gastronomiche degli Stati Uniti, grazie alla continua e inarrestabile apertura di ristoranti di celebri chef. Aperto alla vigilia di Capodanno, The Mayfair Supper Club, è un nuovo spazio del Bellagio Resort & Casino e promette di aggiungere il glamour degli Anni Venti al panorama culinario della città. I ruggenti anni del Proibizionismo forniscono infatti l’atmosfera per l’intrattenimento dal vivo all’interno del ristorante. Dalla cena fino a tarda notte è una continua festa sulle sonorità jazz, con i musicisti che hanno per sfondo le famose Fontane del Bellagio. Per quanto riguarda il menu, molti piatti sono preparati direttamente al tavolo, mentre il Wagyu e il caviale ricoperti di foglia d’oro sono solo per i giocatori di alto livello.

 

Le Cheval Blanc, Paris

Il tanto atteso ristorante dello chef tre stelle Michelin Arnaud Donckele apre nel 2020. Anche se non è stata ancora programmata la data, il locale ha già molti entusiasti amanti in attesa del suo arrivo. La location sarà la lussuosa Cheval Blanc di Parigi, sulle rive della Senna, accanto al Museo del Louvre. Donckele promette di celebrare e rendere omaggio alla “Città della Luce”, visto che la stragrande maggioranza degli ingredienti stagionali che saranno utilizzati in cucina, proverrà dai terreni intorno alla capitale francese. Data la reputazione stellare dello chef, le creazioni gastronomiche saranno feste per gli occhi tanto quanto per il palato, con una diversa presentazione in ogni corso.

 

Henry, Hong Kong

Con sede a Hong Kong, questa nuova griglieria di stampo americano intende offrire il meglio della tradizione del sud degli Stati Uniti con un menu supervisionato dallo chef britannico Nathan Green. Già acclamato specialista della carne sia a Hong Kong che a Londra, dove tutti hanno apprezzato le sue celebri grigliate con salsicce e tagli di macelleria, a dispetto del suo nome, Green continua a giocare con l’American Black Angus, frollata per 90 giorni e cotta con del buon bourbon (whiskey di mais) e cenere; o una Becker Lane Farm Pork Chop, servita con carote e semi di senape sottaceto. I pugni allo stomaco arriveranno dai peperoni con bourbon, tomatillo e acciughe. I piatti in stile southern vanno da spuntini e antipasti, a zuppe e contorni. Sul fronte del design, i commensali possono aspettarsi divanetti in pelle e ottone lucido per un’atmosfera da discoteca, mentre il bar in marmo conduce a una terrazza per cocktail, dove è possibile avere anche ottimi sigari.

 

Côte di Mauro Colagreco, Capella – Bangkok

Lo chef argentino Mauro Colagreco, tre stelle Michelin al Mirazur di Mentone nel sud della Francia, e primo nella classifica dei 50 Best 2019, porta la sua rinomata cucina nella capitale thailandese. Il nuovo Côte di Colagreco è l’ultima impresa culinaria dello chef, che è cresciuto accanto a giganti del calibro di Alain Ducasse e Bernard Loiseau, e si sta adesso lanciando nella capitale thailandese di Bangkok. Il menu propone piatti moderni delle classiche coste mediterranee della Francia e dell’Italia, oltre ad alcuni piatti già serviti nel suo Mirazur. In una città in cui il cibo è sentito come strettamente correlato con la vita di tutti i giorni, le aspettative verso la sua nuova impresa sono alte. Per tutti però è chiaro che Mauro Colagreco farà diventare Bangkok una delle destinazioni turistiche gastronomiche più gettonate.

 

Le Chêne, Sudafrica

Le chêne, che in francese significa “la quercia”, recentemente aperto a Franschhoek, sarà in breve tempo una nuova meta turistica che andrà ad arricchire la fama del Sudafrica quale capitale culinaria. Lo chef Darren Badenhorst fautore di una cucina raffinata, sia che preveda due portate alla carta o un menù degustazione di sette, ha intenzione di creare i suoi piatti con prodotti iper-locali, i cui ingredienti devono provenire quasi esclusivamente dalla tenuta agricola in cui è immerso il ristorante o dalle aree circostanti, come il nasello al forno con limone salato e il risotto ai piselli o ai funghi porcini, abbinati a tartare di Springbok stagionato. Il giardino d’inverno in vetro del locale offre panorami mozzafiato della valle di Franschhoek, mentre il vino è un altro punto forte grazie ai famosi vigneti della regione.

 

The Japanese di The Chedi Andermatt, Svizzera

Il ristorante più in quota della Svizzera sarà il The Japanese, allestito all’interno del lussuoso hotel di sci svizzero The Chedi Andermatt, progettato dal famoso architetto belga Jean-Michel Gathy. Posizionato a circa 2.300 metri sul livello del mare, in Svizzera è il ristorante giapponese più alto di sempre, dalla cui terrazza di soli 45 coperti è possibile ammirare una vista mozzafiato sul Passo Oberalp e sulla Valle Ursem. I suoi accoglienti interni alpini dispongono di caminetti ardenti con tocchi asiatici che riflettono l’eredità del brand, mentre il menu è guidato dall’Executive Chef Dietmar Sawyere. Ci si deve aspettare raffinate interpretazioni di tecniche e piatti giapponesi, tutti serviti con la precisione e l’attenzione ai dettagli tipica degli svizzeri.

 

Des Roses et des Orties, Tolosa

Conosciuta come la “Città Rosa”, nella Francia meridionale, Tolosa accoglie una nuovissima struttura che comprende un ristorante, un bistrot, una cantina e molto altro, il tutto facente capo ad un solo indirizzo. Diretto dallo chef stellato Yannick Delpech, Des Roses et des Orties promette pasti convenienti a base di materie prime locali di alta qualità. L’attenzione si concentra sull’autentica cucina del territorio, con menu creati attraverso una combinazione di tecniche e ricette storiche, accompagnate da tocchi ed esecuzioni moderne. Uno dei piatti tipici di Delpech è il maiale con carciofi di Gerusalemme e timo fresco. I principali artigiani e produttori della regione, in particolare quelli impegnati in una visione sostenibile dell’agricoltura, saranno i veri protagonisti del menù. Con oltre 800 etichette, la lista dei vini garantisce la giusta bottiglia anche ai più esigenti.

 

Memoria, Lisbona

La scena culinaria del Portogallo continua ad andare sempre più forte e il quartiere alla moda di Lisbona Campo de Ourique ospita da poco un nuovo spazio che farà parlare di sé. Il nome è già tutto un programma: Memoria, rigorosamente in italiano. La parola dunque già fa capire che la cucina proposta nel ristorante è italiana. Il giardino biologico del ristorante, situato appena fuori Lisbona, fornisce gran parte delle materie prime, come accade ai ristoranti simili in Italia. Memoria è ospitato in un’antica gelateria. I posti nel bellissimo cortile alberato sono i più ricercati, mentre i menu, scritti a mano, offrono pasta fresca, gnocchi imbottiti e i classici saltimbocca. Insomma un tocco di tradizione italiana nel cuore della Capitale portoghese.