L’importanza di fare squadra in cucina al centro 7° puntata di Masterchef.

Mystery Box e Invention Test da condividere, l’esterna al Teatro Regio di Parma e la faraona dello chef Locatelli. L’eliminata della 7° puntata di Masterchef è Anna Maria.

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La Notizia

“Fermi lì oggi abbiamo voluto rimescolare le carte del mazzo. Andate alla postazione che preferite. Via, dai, come on, come on, come on! Siete rimasti in dodici e adesso siete nel momento più difficile, quello in cui si vede, seppur lontano, il giorno della finale per cui dovete sempre lavorare per vincere e in cucina la collaborazione è fondamentale. In un ristorante non può esserci un menu perfetto se ogni elemento non collabora con tutti gli altri. Anche voi state per farne un assaggio, per cui alzate le Mystery Box”, esordiscono i giudici.

In ogni fila ci sono due Mystery una con dieci 10 ingredienti, l’altra completamente vuota perchè il tema della Mystery e il filo conduttore di tutta la 7° puntata è la collaborazione.

“Immagino uno sharing di ingredienti”, dice Maria Teresa. “Vedi perchè il mondo del futuro sarà donna”, ribatte Locatelli.  Maria Teresa ci ha visto bene, infatti, i due concorrenti che si trovano nella stessa fila devono assegnarsi, di comune accordo, i dieci ingredienti della Mystery Box piena e poi cucinare con i cinque ingredienti che hanno deciso di spartirsi. Gli ingredienti sono: colatura di alici, nero di seppia, liquirizia in polvere, animelle di vitello, percebes, carciofi, zucca, lombo di coniglio, ricotta vaccina e cicerchie. Tra chi si dimostra più esuberante e chi più accondiscendente e rassegnato agli ingredienti scartati dal compagno finisce il momento della collaborazione. Ora gli aspiranti chef hanno quarantacinque minuti per preparare il loro piatto.  Gli sfidanti devono dimostrare le proprie capacità di collaborazione senza, però, perdere l’obiettivo individuale. Non pochi dubbi nascono durante la sfida, soprattutto riguardo ai percebes che scatenano molte incertezze in diversi concorrenti “Fra un po’ mi danno l’occhio di Polifemo da cucinare”, dice Vincenzo.  Tra i consigli e le osservazioni dei giudici e le perplessità dei concorrenti è già arrivato il momento dello sprint finale, “Ultimo minuto”, dice Barbieri. “Su le mani!”: è il momento di controllare il lavoro di ogni aspirante chef. I tre migliori si rivelano Anna Maria con “Animelle alle cicerchie fritte”; Antonio con “Dalla campagna al mare” e Marisa, che con la combinazione di ingredienti killer come animelle, liquirizia e colatura di alici presenta, “Ricordi di infanzia”. I giudici non hanno dubbi: “Due piatti buonissimi e uno super”, dice sempre chef Barbieri. La vincitrice della Mystery è Marisa che ha ben equilibrato gusto, bellezza e ricordi.

Marisa raggiunge la Master Room per scoprire il suo vantaggio nell’Invention Test.

“Marisa, per la Mystery Box avete cucinato due piatti diversi con la stessa spesa, adesso per l’Invention Test dovrete utilizzare spese diverse per fare un unico piatto e senza conoscere la spesa del vostro compagno. Il tuo vantaggio è molto semplice: sarai tu a dover formare le coppie”. Anche nella seconda prova il team deve trovare il giusto equilibrio per ottenere un risultato che soddisfi i giudici. Tra strategie, amicizie e inimicizie le coppie che devono collaborare per realizzare il piatto sono: Marisa e Maria Teresa, Antonio e Anna Maria, Vincenzo e Davide, Milenys e Luciano, Francesca e Giulia, Giada e Nicolò. Una volta annunciate le coppie, i dissapori e i malumori per le scelte di Marisa non tardano a venire a galla. Ora gli aspiranti chef hanno un minuto a testa per fare la spesa, confrontarla con quella del compagno e realizzare in quaranta minuti un unico piatto che unisca le anime dei due concorrenti. “Mi raccomando, dovete lavorare assieme anche nell’impiattamento”, è il monito di Cannavacciuolo. “Vorrei vedere le due personalità che si fondono in questo piatto”, dice Locatelli.

Il tempo scorre veloce, quaranta minuti non sono molti, soprattutto, quando ci si deve coordinare e confrontare. È già il momento delle mani in aria. Come per ogni Invention Test i giudici assaggiano tutti i piatti e il verdetto è presto rivelato. Nonostante tutti i piatti avessero un buon livello qualcuno si è fuso un po’ di più, qualcuno meno, e questo ha fatto la differenza. “Il piatto che vince quest’Invention Test è quello che ha creato l’unione perfetta e sto parlando del piatto di Marisa e di Maria Teresa. Complimenti sarete le capitane delle due brigate avversarie in esterna”.

Dopo il momento di gloria ecco subito le note dolenti. Le due coppie peggiori sono: Luciano con Milenys e Giulia con Francesca. Nei due piatti i giudici non hanno sentito per nulla la fusione che era il goal da perseguire. Sono Giulia e Francesca la coppia peggiore perchè hanno prestato più attenzione alla tecnica che all’unione delle loro personalità. “Giulia e Francesca voi avete lavorato con due cuori che non si sono incontrati”, dice Cannavacciuolo.  “Toglietevi il grembiule. Per diventare un grande chef c’è bisogno di confrontarsi, di dialogare con gli ingredienti e con le persone. Per cui Giulia e Francesca dimostrerete di avere tutte le qualità per diventare uno chef, ma non qui, lo farete al Pressure Test” continua. “One more chance”, dice Locatelli.

È tempo per gli altri dieci aspiranti chef di trasferirsi nella Città creativa UNESCO per la Gastronomia e Capitale della Cultura 2020: Parma.

Le due squadre dovranno preparare un unico menu con i prodotti tipici di Parma (Prosciutto di Parma, Culatello di Zibello e il Parmigiano Reggiano) per i 50 componenti dell’orchestra cittadina “La Toscanina”, palati che sanno riconoscere la perfetta armonia e il tono di ogni singola portata.

Marisa e Maria Teresa devono dimostrare, ancora una volta, la loro capacità di negoziazione. Marisa sceglie il grembiule blu e Maria Teresa inizia per prima a formare la sua brigata.

La squadra blu, composta da Marisa, Luciano, Vincenzo, Davide e Nicolò, dovrà preparare l’antipasto a base di Culatello di Zibello e il secondo con cotechino artigianale e erbazzone; la squadra rossa, composta da Maria Teresa, Antonio, Milenys, Anna Maria e Giada, dovrà realizzare: tortellone di ricotta con ragù di Prosciutto di Parma e la torta Tagliolina con crema inglese.

Nella suggestiva cornice del Teatro Regio di Parma le due squadre hanno tre ore di tempo per realizzare il menu ispirato alle tradizioni emiliane perchè, come ha detto Barbieri: “Per essere dei cuochi creativi e contemporanei bisogna conoscere la storia della cucina”.

Mentre le squadre lavorano con un approccio diverso, ma con un obiettivo comune, chef Locatelli assiste alle prove dell’orchestra e si cimenta anche con qualche percussione.

Tre ore non sono poche, ma il compito non è facile e gli standard richiesti sono molto alti. “Se facciamo brutta figura qua in Emilia non vi do il grembiule nero vi caccio proprio a casa”, dice Barbieri molto legato alla sua terra di origine.

I cinquanta orchestrali prendono posto a tavola e il servizio inizia. Tra qualche dubbio sulla semplicità dell’antipasto dei blu e qualche tortello un po’ crudo della squadra rossa, ecco un errore imperdonabile da parte della squadra di Marisa: un pezzo di spago che legava il cotechino è finito nel piatto di uno dei commensali. “Non credo ai miei occhi”, dice Locatelli. “Avete lavorato tre ore per servire un pezzo di spago?”.

La cena si è conclusa e gli orchestrali devono esprimere le loro preferenze.

“La brigata blu aveva l’antipasto e il secondo e devo svelarvi che sull’antipasto ci sono state un po‘ di critiche per l’eccessiva semplicità del piatto, mentre è stato molto apprezzato il secondo, nonostante lo spago. Per la brigata rossa, invece, il primo ha incontrato il favore dei commensali il dolce, invece, è sembrato poco equilibrato nei sapori. Alla fine, una brigata ha conquistato 33 preferenze su 50”.

Sulle note de “La forza del destino” di Giuseppe Verdi, suonata dall’orchestra, lo sfondo del Teatro Regio di Parma si illumina di blu. A quanto pare lo spago non ha fatto troppi danni. È la squadra rossa a dover affrontare il Pressure Test.

Rientrati nell’arena di Masterchef Giulia e Francesca raggiungono i compagni sconfitti in esterna pronti a sfidarsi per la salvezza.

“Non siete stati all’altezza di un menu che raccontava la terra dello chef Bruno Barbieri. Adesso per salvarvi dovrete dimostrare di essere all’altezza di un piatto preparato dall’altro chef, chef Giorgio Locatelli” dice Cannavacciuolo. “Giorgio cucinerà un suo piatto e voi dovrete rifarlo seguendo pedissequamente ogni passaggio”. Ogni sfidante si posiziona nella postazione corrispondente al numero che ha dovuto estrarre prima di iniziare a cucinare. Assegnati i fornelli, gli aspiranti chef devono seguire chef Locatelli nella preparazione di un petto di faraona avvolta in una farcia, carote glassate con salsa al Madeira e crostini di pane con fegatini. “Mi raccomando seguite i passaggi, ma soprattutto il mio ritmo, rimanere indietro potrebbe essere fatale!”, è l’incitazione di Locatelli. La sfida è iniziata, stare al passo con lo chef Locatelli è cosa ardua: nessuno ha messo a cuocere le carote. “Siete al passo?” domanda lo chef Locatelli “Voglio vedere le faraone sul tagliere…adesso è arrivato il momento di cambiare posto”. Ecco il colpo di scena: ogni sfidante deve ruotare in senso orario, prendere la postazione dell’altro concorrente e continuare a cucinare con la preparazione che trova. “Dovrete dare prova di saper prendere in mano il vostro destino continuando il lavoro dei vostri compagni”.

Chef Locatelli ha terminato il suo piatto e anche i concorrenti devono smettere di cucinare e presentare i loro piatti ai giudici. Gli assaggi non lasciano dubbi: Francesca ha fatto un piatto stupendo e sale in balconata seguita da Giulia, da Antonio, da Maria Teresa e da Milenys. Si giocano la salvezza Giada e Anna Maria. È Anna Maria a doversi togliere il grembiule e dover lasciare per sempre la cucina di Masterchef.

“Qui dentro, Anna Maria ha dato a tutti una grande lezione di stile. Non ha mai creato contrasti, ricordatevelo”, dicono Locatelli e Cannavacciuolo, ma spetta a Barbieri concludere la 7° puntata di Masterchef 9. “Prima di andare voglio dire una cosa. Qui a Masterchef bisogna essere molto concentrati su sé stessi, è vero, ma si deve anche collaborare con gli altri e spesso anche con persone che non ci sono esattamente affini, proprio come ha fatto Anna Maria. Bisogna anche essere molto determinati, in questo modo si va avanti, si vince e forse si diventa anche la persona più temuta, quella da battere. È un ruolo duro da supportare, ma devi tenere il punto Marisa. Buonanotte”. Alla prossima settimana.