Da Burde a Firenze, la trattoria popolare riferimento della buona cucina e del buon bere

Bar, bottega e trattoria. Da Burde rimane un punto di riferimento della cucina tradizionale per i fiorentini, e non solo.

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trattoria burde
La Storia

Ci sono posti che fanno bene al cuore e per questo scegliamo di ritornarci. La Trattoria da Burde è uno di questi. Tutto ebbe inizio nel 1902 quando lo zio del nonno di Paolo e Andrea Gori, gli attuali gestori, inizia l’esercizio come rivendita di generi alimentari nel Comune di Brozzi. Intorno agi anni ’20 si trasferisce via Pistoiese a Firenze, dove si trova ancora oggi, dietro i macelli comunali: “Possiamo dire che siamo stati gli antesignani dell’Autogrill perché eravamo su una nuova strada di grande traffico e la nostra era una tavola di passaggio al servizio dei lavoratori: si mangiava solo al tocco, espressione toscana che vuol dire che si pranza all’una, e si faceva servizio di bar tabacchi e bottega. E così l’abbiamo mantenuta fino a oggi” ci racconta Paolo Gori.

Di mestolo in mestolo” Da Burde – il nome deriva nome dal soprannome dato al proprietario – diventa il punto di riferimento del mangiare bene sia per i fiorentini, che qui vengono in settimana per pranzi di lavoro e il sabato (la domenica e la sera sono sempre chiusi) con la famiglia, che per i turisti che qui, essendo una zona decentrata, ci devono voler venire, “non ci inciampano per caso”.

Foto di Andrea Moretti
Foto di Andrea Moretti

Paolo e Andrea Gori, che dagli anni 2000 portano avanti l’attività di famiglia, sono la prima generazione che si è “staccata dal locale: i genitori Mario Gori ed Evelina Bottai vivevano nelle camere sopra ma la cucina e il soggiorno erano quelli del locale, per cui la vita privata era vissuta in pubblico” ricorda Gori. Non per questo vivono meno intensamente o hanno sconvolto la trattoria, anzi: dividendosi sapientemente i ruoli, Paolo in cucina a dirigere una squadra di donne/nonne – “hanno una mano più attenta alla tradizione e meno estrosa” – e Andrea, sommelier nonchè curatore della ricca carta dei vini, in sala, stanno portando avanti con successo questa storica insegna. “La cucina tradizionale prevede l’equilibrio con un vino e di conseguenza i nostri piatti non potrebbero dirsi completi senza il giusto abbinamento. Il lavoro di Andrea è quello di capire chi ha di fronte e proporre quello che più si addice al commensale e al piatto. Abbiamo una cantina capace di soddisfare qualsiasi esigenza nel rispetto del lavoro del vignaiolo” specifica Paolo.

I Piatti
Foto di Andrea Moretti

La nostra è una cucina di tutti i giorni, che cambia esattamente come a casa. Il nostro punto di forza sono la ricerca e la selezione delle materie prime e degli ingredienti avvalendoci di fornitori fidati e in linea con il nostro credo: mantenere il più possibile intatto il sapore originale dell’ingrediente per non perdere la memoria gustativa dello stesso. Così come è importante continuare a cucinare certi piatti per non disimparare a farli – ci spiega Paolo – La cucina popolare ha avuto mille adattamenti diversi ma è sempre stata una cucina che ha sfruttato al massimo il prodotto di cui non si buttava via niente. Ecco perché per noi è fondamentale la scelta del produttore che deve essere eticamente sostenibile non perché è una moda ma per il nostro modo di lavorare

Foto di Andrea Moretti

Una trattoria popolare che propone una cucina saporita che rispecchia quella contadina ma si è adattata alla vita attuale e alle esigenze della vita moderna, meno dinamica e più sedentaria, che significa anche solo usare meno sale e meno grassi, fatta di molte zuppe, “la mamma di tutti i piatti, perché la scodella accoglie tutti ed è leggibile e capibile” e carne dalle le lunghe cotture, come lo stracotto, il peposo o il bollito “che è un modo per regalare il tempo a chi non può più permettersi di dedicarsi a questi tagli di carne che richiedono cotture lente”.  Un menu che cambia sempre dicevamo ma che ha dei must settimanali, come la trippa il giovedì o il baccalà il venerdì, o che ricorrono in occasioni di alcune tradizioni o festività, come il tacchino in umido, il “Lucio”, il giovedì grasso o le polpette con avanzi di carne il martedì grasso o ancora le frittele fritte a San Giuseppe.

Il locale, con il bancone e la bottega con angolo tabacchi all’ingresso, per chi vuol mangiare veloce o acquistare anche solo della meravigliosa Finocchiona, si sviluppa sul retro dove ci sono una serie di sale luminose arredate “come una volta” dove le persone si ritrovano per fare affari a tavola o festeggiare qualcosa: “Per noi la tavola è ancora il posto dove si fanno gli accordi, dove si festeggia e si fa la pace, si sta insieme con il sorriso e si respira il piacere del stare insieme. La tavola per noi è e rimane convivialità”.

Prezzo medio esclusa la bistecca di Chianina e vino sui 25, menu completo sui 35.

Indirizzo

via Pistoiese, 154 – Firenze

Tel. +39 055 317206

Il sito web 

Aperto solo a pranzo

Chiuso: domenica

Ferie: settimana di Ferragosto