Dal campo al piatto: Rantan, l’agriturismo in Val Chiusella con un solo tavolo e una sola camera dove dormire

Un agriturismo immerso nella natura ma dal respiro internazionale, dove scoprire il vero sapore delle materie prime.

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La Storia

Rantan è un modo di essere. Uno stile di vita che chiuque sieda a quella tavola sogna di sperimentare, anche solo per il tempo del pranzo.

Questa neonata farmhouse in Val Chiusella (ha aperto il 14 luglio 2019) è il prodotto di esperienza e passione. Francesco Scarrone e Carol Choi, infatti, arrivano da importanti esperienze internazionali – come le innovative cucine del Noma e del Relæ di Copenaghen – ma hanno deciso di non voler più sottostare ai tempi frenetici dei ristoranti di livello, adeguandosi a ritmi più naturali: coltivare gli ortaggi, trasformarli e condividerli con solo 14 commensali è la dimensione che si sono cuciti addosso.

Intorno a Rantan, quasi solo pascoli: in questa zona infatti si produce ottima toma. Ed è la natura circostante che detta le regole; i prodotti del campo vengono rispettati sia per quanto riguarda i limiti che i tempi, viene servito solo ciò che è di stagione ma le origini coreane di Carol portano in tavola anche metodi di conservazione tipici della sua terra. In Corea, infatti, sono di uso comune le verdure fermentate o sottaceto, che non mancano nemmeno da Rantan in abbinamento a prodotti tipici del luogo, come il lardo.

Rantan non è un agriturismo tradizionale, ma un laboratorio dove anche pane e burro diventano arte. A proposito di pane: quello soffice e fatto in casa con pasta madre e porridge di avena, può essere acquistato alla fine del pranzo, ma vi consiglio di prenotarlo perché va a ruba.

Un solo tavolo da 14 coperti, dicevamo, con i posti assegnati da Francesco e Carol a cui consiglierei di mescolare gli ospiti, per incentivare maggiormente l’interazione. A vista, la cucina dove i due giovani chef creano magie tra cotture, salse e gelati mantecati a mano.

La struttura in pietra della farmhouse è tipica della Val Chiusella, ma gli arredi tradiscono l’esperienza nordica: forme lineari, legno chiaro e poche suppellettili per creare un ambiente caldo e accogliente.

Ma cosa significa Rantan? Un termine piemontese, ma dal gusto internazionale, che significa “pantano” a ricordare i primi passi del progetto, quando la cascina appena acquistata era circondata di fango.

Gli Chef

Francesco Scarrone e Caron Choi, oggi marito e moglie, si sono incontrati tra i fornelli del Relæ di Copenaghen, a metà strada tra le terre di origine.

Francesco, torinese originario del Canavese, ha una preparazione scientifica ma ha scelto di cucinare per stare più a contatto con le persone. Ama definirsi un cuoco contadino, tuttavia la sua esperienza internazionale, dalla Danimarca alla Francia, fa sì che ogni piatto rifletta tecnica e conoscenza delle materie prime. È durante l’esperienza da Manfreds & Vin (il wine bar con cucina di Puglisi) che ha imparato cosa significa avere un rapporto diretto con i produttori. La grande sensibilità di Puglisi sull’argomento, infatti, ha valso al suo ristorante stellato la certificazione bio.

Carol Choi è invece coreana di Seoul, ma viene da New York City. Ama la convivialità e portare a tavola ogni volta storie nuove; specializzata in pasticceria e panetteria, sta imparando a fare la contadina. Quando parla dell’Italia e del suo cibo le si illuminano gli occhi e si sorprende del fatto che, all’estero, del Bel Paese si parli solo dell’aspetto culturale e non di quello naturalistico, che considera di straordinaria bellezza. Sogna di visitare ogni regione per esplorarne i tanti sapori differenti e trarne ispirazione.

Coltivando secondo le regole dell’agricoltura biologica, l’obiettivo del progetto Rantan è di aumentare la fertilità del suolo, per poter ottenere ortaggi più saporiti e ricchi di nutrienti. Le varietà coltivate vengono scelte in base alla bontà e alle condizioni climatiche della valle, in modo da offrire qualcosa di diverso. Come strumenti di lavoro utilizzano solo le mani e alcuni attrezzi manuali, in pieno rispetto dell’ambiente.

I Piatti

Undici portate per un menù ricco di gusto e leggerezza. Predomina infatti la parte vegetale, trattata con delicatezza e rispetto, abbinata a sapori più decisi. Le patate dell’orto bollite e servite con aioli, ne sono uno splendido esempio. Così come le croccanti carotine sottaceto con un fondente strato di lardo fatto in casa.

Sorprendenti la coppa di testa di maiale allevato allo stato brado e il manzo avvolto in variopinte foglie di amaranto. Il gelato di pecora mantecato a mano, accompagnato da una salsa di uva fragola, è poi la degna conclusione di un pasto divertente.

Ma non pensate di ritrovare i medesimi piatti, che cambiano in base alla stagione e alla generosità della Terra. Per quando riguarda il bere, si può scegliere da una lista non lunga ma comunque bene assortita: che si tratti di un calice, una bottiglia o un cocktail anacolico, Francesco saprà consigliarvi al meglio.

3 + 1 motivi per prenotare da Rantan

  1. Per provare un’esperinza internazionale come quella del social table.
  2. Per scoprire che gli ortaggi possono essere più gourmand di un’aragosta.
  3. Per assaggiare il pane di Carol, da spalmare con abbondante burro montato.

Infine, dovreste dormire qui per immergervi nel silenzio e godere poi della colazione a base, tra le altre cose, di granola home made. Rantan però ha solo una camera, prenotate per tempo!

Indirizzo

Via Rueglio 39, Valchiusa fraz. Trausella (To)

Mail info@rantan.it

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