Il Mimosa di Manuel Marchetta, come si mangia nel ristorante più esclusivo di Sanremo

Un ottimo ristorante all'interno del Miramare Palace Hotel rilancia l'alta cucina nella capitale della Riviera dei Fiori.

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La Storia

La Storia del Ristorante Mimosa

Una imponente ristrutturazione di un bellissimo palazzo vista mare datato 1870. Ristrutturazione ancora parzialmente in corso negli edifici contigui, ma il palazzo vero e proprio è ora perfettamente fruibile. Un cinque stelle d’altri tempi, con tracce di Liberty evidenti. Il tutto vista mare, vivendo un’atmosfera senza tempo, circondati dal blu del mare, il verde del giardino, il rosso dei fiori di stagione, il candore del palazzo e una traccia di giallo, il Mimosa Restaurant.

Qui si vive la storia e l’attualità. La storia ci racconta di personaggi che hanno lasciato il segno in queste stanze e in queste sale: la Regina Elena, Evita Peron, Charles De Gaulle, Giacomo Puccini e Antonio Fogazzaro. L’attualità ci porta a personaggi sicuramente meno carismatici come i cantanti del Festival, ma a noi interessa la sostanza e non il gossip.

In controtendenza. Che si investa nell’Hotellerie a Sanremo è già una notizia quando per anni molti hanno cercato di cambiare la destinazione degli immobili, optando per il concetto di residenziale o residence. Che si investa nell’Hotellerie di alta gamma non fa altro che rialzare ulteriormente l’interesse sulla notizia medesima.

Linee essenziali, colori pieni, prevalenza del bianco e del grigio perla, ampi spazi dove il vuoto è protagonista tanto quanto il pieno e dove le trasparenze delle ampie vetrate affacciate sul verde del parco e sull’azzurro della piscina e del mare predispongono al relax. Per gli arredi di questi ambienti essenziali, che si susseguono secondo la scansione originaria, l’inserimento di grandi griffe del design del XX secolo si impongono allo sguardo: poltrone Barcelona, divani Chester, specchiere Philippe Stark, lampadari di Murano, marmi e cristalli in una sequenza che può lasciare a bocca aperta il cliente che esige il lusso sobrio.

Ma non basta, perché dopo l’imponente ristrutturazione del Miramare, immediatamente certificato 5 stelle, saranno oggetto di recupero anche altri edifici che fanno parte del complesso, e che fanno comunque capo alla medesima proprietà, quella che sta creando una sorta di quartierino dell’ospitalità di lusso vista mare, proprio al di sopra delle spiagge del Lido di Sanremo, unica zona a godere di spiaggia di sabbia fine. Piscina a pelo d’erba, ampio parcheggio privato, decine di camere di varia taglia e di vario comfort, che alla fine saranno ben più di 50. Un bar gestito da un professionista che si chiama Stefano Giummarra (altra notizia) e poi quello che più ci interessa, e cioè un ristorante veramente gastronomico incastonato in un lungo salone elegantissimo, che mette quasi soggezione tanto è curato nel minimo dettaglio.

Eccolo il ristorante Mimosa, condotto da Manuel Marchetta da un anno, dopo aver superato a pieni voti altre esperienze di rilievo e di formazione. Il Mimosa è ormai rodato. Ma è ora di entrare al ristorante dopo essere rimasti un poco storditi da tutto quanto lo circonda. Il colpo d’occhio è eloquente. Dal mio tavolo posso tenere d’occhio il giardino, il mare, la piscina e tutto quanto accade in sala.

I Piatti

Parliamo finalmente di cucina, dedicata al mare principalmente, ma anche al territorio, in senso allargato, con uno sguardo incisivo verso la vicinissima Francia, dove Manuel Marchetta ha appreso basi solide di cucina classica che può declinare qui con discrezione ligure.

È Grand Hotel, e quindi i prodotti, le materie prime devono essere tutte presenti, e le migliori, perché il pubblico questo si aspetta, e questo avrà. Astici, caviale, granchio reale, scampi, gamberi di Sanremo, aragoste, foie gras, tartufi e tutto quanto ci si attende all’interno di questo “cadre” esclusivo ma non troppo, nel senso che alla fine le ricette non sono pompose e i piatti assai contemporanei, leggeri, ma dai sapori decisi. In punta di fioretto Manuel raggiunge il centro del gusto.

La cucina di Manuel, che già stava alzando il tiro ancor prima di arrivare qui, si raffina ulteriormente e si fa più da Palazzo, ricordando il classicismo che imparò da ragazzino, quando apprese in Francia come si deve fare in questi casi. Meno vezzi e più concisione, precisione e accostamenti dei sapori che portano a soluzioni gustative a volte sorprendenti ma mai spiacevoli.

Non gli piace il pomodoro. Il coprente pomodoro qui entra timidamente in cucina solo in agosto, perché in fondo la cucina ligure è bianca e verde e quasi mai rossa. Esiste una sola ricetta classica a base di pomodoro a Sanremo. Si chiama “sardenaira”, e consiste in una focaccia arricchita da sette ingredienti, ma dove è il pomodoro a dominare. Per il resto bisogna rifarsi ai piatti dell’entroterra, fino alla spesso dimenticata cucina bianca di Mendatica. Più che una cucina una filosofia di vita fatta di necessità più che di virtù, e comunque piena di personalità e vitalità, che ha poi contagiato le sette vallate circostanti, dove a nessuno verrebbe in mente di proporti una lasagna alla bolognese.

Qui si va di fino, di pesce fresco, di erbe aromatiche come la maggiorana, che domina la scena forse ancor più del timo o del bistrattato basilico. Servizio di alta scuola e carta dei vini importante, perché non deve mancare nulla in un posto così bello, apparentemente esclusivo ma in realtà alla portata di molti.

Indirizzo

Ristorante Mimosa presso Hotel Miramare The Palace

Corso Matuzia, 9, 18038 Sanremo IM

Tel. +39 0184667601

Il sito web