Terremoto nel mondo del cioccolato: dopo Pernigotti chiude anche Peyrano

È un mercato globale sempre più competitivo, quello del cioccolato di qualità. Non ha risparmiato neppure l’Antica Cioccolateria Peyrano, in vetrina dal 1915.

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La Notizia

Chiudono l’Antica Cioccolateria Peyrano e Pernigotti

Sarà pure un antidepressivo naturale, il cioccolato. Ma la teobromina e la serotonina sembrano impotenti a sedare un mercato sempre più globale e spietato, dove la qualità (assoluta) non basta. A poche ore dalla chiusura definitiva della più commerciale Pernigotti, a farne le spese è stata un’istituzione torinese: l’Antica Cioccolateria Peyrano, fondata nel 1915 e già fornitrice della Casa Reale.

La crisi in realtà era annosa: correva l’anno 2002 quando il marchio fu ceduto alla famiglia Maione di Napoli, per poi essere rilevato, dopo il suo fallimento, da Bruna e Giorgio Peyrano, pronipoti di Antonio. I conti tuttavia non sono mai migliorati, nonostante una qualità indiscutibile, lontana dai compromessi di tanti famosi “scioglitori”: nel laboratorio di Corso Moncalieri, parzialmente sigillato a maggio per il mancato pagamento dell’affitto al Cottolengo, dopo la chiusura del negozio di Corso Vittorio, la lavorazione si eseguiva ancora bean to bar, cominciando dalla tostatura delle fave (criollo del Venezuela, del Madagascar o dell’Indonesia, talvolta in cuvée con il trinitario per l’acidità e con l’arriba) su legno di ulivo. “Come una volta”. Una lavorazione fedele ai dogmi della tradizione, renitente alla meccanizzazione “infernale” che impoverirebbe il profilo aromatico del prodotto. Per marchio di fabbrica l’aroma di vaniglia.

Nonostante il concordato preventivo, i debiti sarebbero via via cresciuti fino a toccare una cifra di non ritorno, pari a 5 milioni, mentre restano da pagare mesi di stipendi arretrati ai dipendenti. Libri contabili in tribunale, quindi, mentre continua a fare gola il marchio, che finirà all’asta. In controtendenza Guido Gobino, sicuramente più moderno nelle lavorazioni e nella gestione manageriale. Giorgio Armani lo ha appena scelto per firmare al posto di Venchi una linea di cioccolatini Armani/Dolci by Guido Gobino, in vendita nei ristoranti del gruppo e in negozi selezionati all’estero. Con una particolare attenzione per packaging e design.