Attualità enogastronomica

Jesus Soriano: "Un cameriere non può fare turni infiniti perché la gente entra a qualsiasi ora”

di:
La Redazione
|
copertina jesus soriano

“Ristoratori, pensate prima al team e poi ai clienti”. Jesús Soriano, la voce dietro il fenomeno @soycamarero, lancia un monito necessario sulla crisi dell’ospitalità moderna: l’eleganza del servizio non può prescindere dal rispetto del tempo.

L’etica del servizio: perché un cameriere non può fare turni infiniti per un’ultima birra

Nel mondo dell’alta cucina e del convivio, si tende spesso a celebrare il piatto, il vitigno, l’aroma. Eppure, dietro il sipario di un’esperienza gastronomica impeccabile, pulsa il cuore umano di una brigata. Un cuore che, troppo spesso, viene ignorato in nome di un malinteso senso di "ospitalità". Jesús Soriano, noto al grande pubblico digitale come @soycamarero, è tornato a riflettere su un tema che scotta più di una piastra rovente: il diritto al tempo di chi serve.

Il miraggio dell’orario infinito

L’analisi di Soriano, affidata ai microfoni del podcast Soy FOMO, scardina il dogma del "cliente ha sempre ragione". Esiste un’eleganza intrinseca nel sapere quando congedarsi, un’educazione gastronomica che il cliente moderno sembra aver smarrito tra un calice e l’altro. “Il cliente pensa di uscire per ‘qualche birra’ e che il cameriere se ne andrà a casa solo quando lui avrà deciso di aver finito”, spiega Soriano. Questa percezione distorta trasforma il ristorante o il bar in una terra di nessuno, dove l’orario di chiusura diventa un suggerimento facoltativo piuttosto che un confine invalicabile. Il risultato? Turni che si dilatano all'infinito, straordinari che evaporano nel nulla e una stanchezza che logora la dignità professionale.

jesus soriano
 

Una responsabilità condivisa: tra datori di lavoro e avventori

La critica di Soriano non risparmia nessuno, delineando una responsabilità bipolare. Da un lato, il ristoratore, che in molti casi sacrifica il benessere della propria squadra sull'altare di un incasso marginale, non pagando le ore eccedenti e costringendo i dipendenti a un silenzio forzato per paura del licenziamento.

Dall’altro, il cliente, la cui pretesa di onnipotenza sfocia spesso nel ricatto digitale. Soriano cita l’esempio emblematico degli "shottini" offerti: “C’è una regola non scritta: i clienti pensano che il locale sia casa loro. Se neghi un giro gratis, lasciano una recensione negativa, ignorando la qualità del cibo o del servizio ricevuto”. È la dittatura del capriccio che si sostituisce alla cultura del gusto.

L’analisi: verso un nuovo umanesimo dell’ospitalità

jesus soriano libro
 

La situazione evidenziata da queste testimonianze rivela una crisi profonda nel settore dell'ospitalità. Non si tratta solo di economia, ma di ecologia del lavoro.

Anzitutto, l’ospitalità come valore reciproco: se il ristoratore non tutela il proprio team, la qualità dell'accoglienza è destinata a decadere. Un cameriere esausto non potrà mai offrire quell'eleganza e quell'attenzione che rendono un pasto memorabile. Il "Team First" non è un atto di egoismo, ma una strategia di eccellenza. Poi, l’educazione del cliente: è necessario un "galateo del dopocena". Uscire a cena è un atto culturale, e come tale richiede il rispetto per le maestranze. La pretesa di restare oltre l'orario consentito non è un diritto acquisito, ma una mancanza di stile che danneggia l'intera filiera. Il tutto si ricollega, infine, alla sostenibilità umana: in un’epoca in cui si parla ossessivamente di chilometro zero e sostenibilità ambientale, è giunto il momento di parlare di fattore umano. Il lavoro nero o non pagato nel settore della ristorazione è la macchia che rovina anche la mise en place più raffinata.

Il messaggio di Jesús Soriano è un invito alla consapevolezza. Per far sì che l'ospitalità torni a essere un'arte nobile, serve un patto di rispetto: i ristoratori devono riscoprire il valore dei propri collaboratori come asset primario, e i clienti devono imparare che la magia del servizio finisce quando scocca l'ora del riposo per chi quella magia l'ha resa possibile. Perché nessuna birra, per quanto fresca, vale la dignità di chi la serve.

Ultime notizie

mostra tutto

Rispettiamo la tua Privacy.
Utilizziamo cookie per assicurarti un’esperienza accurata ed in linea con le tue preferenze.
Con il tuo consenso, utilizziamo cookie tecnici e di terze parti che ci permettono di poter elaborare alcuni dati, come quali pagine vengono visitate sul nostro sito.
Per scoprire in modo approfondito come utilizziamo questi dati, leggi l’informativa completa.
Cliccando sul pulsante ‘Accetta’ acconsenti all’utilizzo dei cookie, oppure configura le diverse tipologie.

Configura cookies Rifiuta
Accetta