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Il Gusto di Xinge, un fenomeno a Firenze: è cinese una delle chef più acclamate della Toscana

di:
Serena Curto
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Arrivata dalla provincia di Hebei per studiare fashion design, Xin Ge Liu ha trasformato la sua creatività in piatti: oggi nel suo ristorante fiorentino la tradizione cinese vive in un microcosmo personale e contemporaneo.

La storia di Xin Ge

Quando incontro Xin Ge Liu si presenta con voce calma, gentile, ma con quella determinazione silenziosa che non lascia spazio alle distrazioni. I suoi bellissimi occhi osservano tutto, con attenzione chirurgica. Nulla le sfugge. È una presenza elegante ed estrosa, e soprattutto sicura: una di quelle personalità che restano nella memoria, come certi abiti ben confezionati. Classe 1993, nasce nella provincia di Hebei - nel nord della Cina al confine con la Mongolia – e arriva in Italia nemmeno ventenne. La scelta della città? Un piccolo caso del destino. Doveva essere la Francia oppure l’Italia: entrambe capitali della moda, entrambe promesse di creatività. Alla fine ha vinto Firenze, complice anche il fascino cinematografico del film Sotto il Sole della Toscana.

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La moda, in effetti, è stata la sua prima lingua. Xin Ge arriva nel capoluogo toscano per studiare Fashion Design al Polimoda, con l’idea di costruire un futuro tra tessuti e silhouette. «Vengo da una città dove non c’era nulla – racconta – e la moda l’ho sentita subito dentro di me. Odio annoiarmi, ho bisogno sempre di stimoli per esprimere ciò che ho dentro». Disegnare, progettare, dare forma alle idee: un processo creativo che non ha mai smesso di appartenerle. Poi è arrivata la cucina. Prima come curiosità, poi come passione sempre più seria. Si iscrive a Le Cordon Bleu, approfondisce le tecniche gastronomiche e parte per Amburgo per lavorare nel ristorante del suo maestro Lou, dove apprende le basi della cucina di Hong Kong. È lì che capisce che il cibo può diventare un altro linguaggio per esprimere creatività. Il passaggio definitivo avviene nel 2019, quando decide di cercare uno spazio tutto suo a Firenze. «Mi piaceva cucinare e volevo provarci davvero». Nasce così il primo piccolo progetto dedicato ai dim sum da asporto, una cucina personale e contemporanea che oggi vive ancora nel format street food Xinge Go-Go.

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Xin Ge ripercorre tutti i suoi 14 anni in Italia e lo fa citando aneddoti, ricordi ma soprattutto le persone che l’hanno guidata nel suo percorso. Tra questi c’è anche – e soprattutto - lo chef Vito Mollica, Executive Chef di Atto (ristorante fine dining 1 Stella Michelin nel centro di Firenze), figura fondamentale per i suoi primi passi nel mondo professionale. «È stato il primo a farmi capire davvero come funziona una cucina. Mi ha dato consigli, mi ha fatta sentire accolta e mi ha supportata, gli devo tanto. Non è scontato oggi, soprattutto nel lavoro, trovare un uomo che ti faccia spazio e ti aiuti così come ha fatto lui con me».

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Il Gusto di Xinge, un microcosmo creativo a Porta al Prato

Oggi l’universo di Xin Ge prende forma in un ristorante che è molto più di un semplice indirizzo gastronomico. Il Gusto di Xinge è un piccolo mondo personale, eclettico e visionario, progettato come una vera passerella urbana. Il locale occupa l’angolo di Porta al Prato ed è stato progettato da B‑Arch Studio. Gli spazi sono immersi in colori saturi e psichedelici: blu elettrico e arancione mattone avvolgono pavimenti, pareti e soffitti creando una dimensione quasi sospesa, dove le linee sembrano dissolversi e tutto appare immerso in macchie cromatiche intense.

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La prima sala è dedicata a Xinge Go-Go Bistro, un ambiente più informale, quasi da ufficio contemporaneo, dove si celebrano le radici dello street food cinese con una leggerezza nuova. Qui la cucina racconta la tradizione attraverso piatti accessibili e immediati. Tra i protagonisti ci sono il riso con anatra arrosto, un omaggio alla classicità preparato con grande attenzione all’equilibrio dei grassi, oppure il pollo di Hainan con riso cotto nel brodo e le salse speziate preparate al momento. E poi naturalmente i dim sum al vapore, simbolo di benessere secondo la visione di Xin Ge, che esaltano ingredienti freschi e sapori puliti.

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Sempre qui, immerso in una macchia vivace di blu elettrico, sorge il cocktail bar DrinXinge: uno spazio dedicato all’alta mixology con incursioni audaci di creatività e un twist di eccentricità. La drink list racconta una storia unica e cucita su misura per chiunque sieda a tavola: la carta del bere è costruita infatti come una ruota zodiacale che associa dodici cocktail ai segni del calendario cinese, suggerendo il drink in base all’anno e al mese di nascita. Non si tratta di consultare un semplice menu ma di intraprendere un piccolo viaggio culturale. La seconda sala cambia completamente registro. Qui i pasti si vivono con meno frenesia, ci si siede al bancone oppure ai tavoli e si entra nella dimensione della degustazione, tre per l’esattezza (oltre ai piatti alla carta). La cucina è a vista e diventa spettacolo quotidiano da cui scorgere fumi, profumi e magnifiche donne a preparare le pietanze. La squadra di Xinge infatti è quasi tutta al femminile e talvolta si può trovare anche sua madre a destreggiarsi con armonia ai fornelli. In questo spazio la tradizione diventa racconto contemporaneo di una cultura millenaria attraverso un linguaggio nuovo che dialoga con Firenze e con il mondo.

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Il menu: seduzione, stile ed emozione

Mangiare da Xin Ge significa entrare nella sua immaginazione, senza riserve. Il percorso inizia con un benvenuto che racconta già la sua filosofia: un bignè di pasta choux accompagnato da uno spring roll con paté di fegatini toscani, gel di cavolo rosso e daikon, servito con una maionese al wasabi fatta in casa. Un piccolo manifesto di contaminazione tra Italia e Cina. Uno dei piatti più emblematici è però Martini lacrime dolci e salate: un’ostrica servita in coppa con gelato di mela verde e cetriolo, granita di scalogno e spuma di Champagne e litchi. Un boccone unico da mangiare al cucchiaio, ispirato alle lacrime che segnano i momenti più intensi ed emozionanti della nostra vita, tra gioia e tristezza, dolce e salato.

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Il branzino affumicato alle cinque spezie di Shangai si gusta a piccoli bocconi di sapore, tenerissimi dentro e croccanti fuori. Poi arrivano i dim sum, nella versione al vapore con gamberi e germogli di bambù accompagnati da spuma di bisque di gamberi e uova di salmone. È il loro momento, le scenografiche polpettine Dream of Red Chambers: gamberi e mozzarella prendono le sembianze di litchi – “le ciliegie cinesi” – avvolti però nel riso soffiato e serviti appesi a rami di ciliegio con salsa piccante alle prugne. Un piatto pensato per la condivisione ma, a dirla tutta, son talmente buone che vien da mangiarle tutte da sé.

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Il momento più inaspettato è però Duck in the Clouds. Il petto d’anatra arriva nascosto dentro un vortice di nuvola di zucchero filato. Quando la si apre si scorge una carne perfettamente rosata, accompagnata da una salsa di arancia, cannella e peperoncini fermentati. Un gioco visivo e gustativo che ricorda l’anatra alla pechinese ma la trasforma in esperienza sensoriale. Si scherza e ironizza con una paperella meringata adagiata in cima al piatto, un po' come se fosse nel suo stagno. Xin Ge lo spiega senza troppi giri di parole: ‹‹Io vivo qui dentro, è la mia vita e tutto ruota attorno a ciò che succede in questo posto. Quindi a volte ho semplicemente bisogno di giocare e divertirmi, di trovare idee fantasiose per intrattenere in primis me e poi i miei clienti››.

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Il finale è affidato al suo personalissimo Mont Blanc: base di meringa, crema al pandan (le foglie del sud-est asiatico usate per aromatizzare il cibo o cuocerlo al suo interno), mirtilli e patata viola. Un dolce nato da un colpo di fulmine gastronomico vissuto a Parigi e reinterpretato con sensibilità asiatica. Il risultato è una cucina che non si limita a raccontare la Cina, ma costruisce una visione personale. «Per me non è difficile trovare il gusto giusto, la vera sfida è capire il perché di un piatto, il suo significato e trovare un’idea vincente» racconta.

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Un equilibrio curioso tra disciplina e libertà, tra precisione e immaginazione. Proprio come lei, che continua a muoversi tra moda e ricette con la stessa irrequieta eleganza. E forse è questo il vero Gusto di Xinge: la voglia di non smettere mai di cercare.

Contatti:

Viale Belfiore 2, 50144 - Firenze (FI);

Telefono: 320 968 1806;

https://ilgustodixinge.com/

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