La Cena dei Mille ha portato la grande cucina nel cuore di Parma, con una tavolata lunga 400 metri e un menu costruito come un racconto del territorio. Ospite d’eccezione Gennaro Esposito, mentre il ricavato sostiene l’Emporio Market Solidale.
Foto di Alessandro Carra
Settembre ha il sapore dei nuovi inizi. Molto più di gennaio, è questo il mese in cui riprendono i ritmi urbani e si avverte il desiderio profondo di ritrovarsi attorno a una grande tavola d'autore. A Parma, questo appuntamento è diventato un'autentica e attesissima abitudine: la Cena dei Mille, un rito collettivo che ormai da 7 edizioni trasforma il centro storico in un ristorante gourmet a cielo aperto. Perché questa è la definizione abituale che meglio indentifica ciò che in sole poche ore prende vita all’incrocio tra il cardo e decumano cittadino. Ed è quello che è accaduto lo scorso 8 settembre 2026, quando Piazza Garibaldi e Strada della Repubblica si sono unite in una monumentale tavolata di 400 metri. L'attesa per l'evento si era respirata già l'8 luglio, con mille biglietti polverizzati in appena sei minuti e una forte presenza internazionale: oltre 80 commensali arrivati da Stati Uniti, Australia, Regno Unito, Svizzera, Irlanda, Olanda e Polonia.


Promossa da Fondazione Parma UNESCO Creative City of Gastronomy e Comune di Parma, la serata continua a celebrare la forza e la proiezione globale della Parma Food Valley, le cui sei filiere simbolo generano un fatturato al consumo di 12,5 miliardi di euro.
UNA CITTÀ CHE SI METTE A TAVOLA
Ma dietro la magia di mille coperti serviti all'aperto, in perfetta sincronia, si nasconde una macchina organizzativa che funziona come un'orchestra ben diretta. A tenere le fila sono Parma Quality Restaurants, i cuochi di Chef to Chef Emilia Romagna e i docenti e gli allievi di ALMA – La Scuola Internazionale di Cucina Italiana, affiancati in sala da trenta sommelier dell'AIS Emilia-Parma, pronti a versare il calice giusto al momento giusto.


Un rito che si ripete, cominciato ancora prima di sedersi. Diciotto postazioni hanno accolto gli ospiti per l'aperitivo, sei delle quali dedicate alle filiere che hanno reso grande il nome di Parma nel mondo: il Parmigiano Reggiano, il Prosciutto di Parma, la pasta Barilla, il pomodoro Mutti e Rodolfi Mansueto, il latte Parmalat, le alici Rizzoli Emanuelli, Delicius, e Zarotti. A completare il quadro, i Consorzi di Tutela del Culatello di Zibello, della Coppa di Parma, del Salame Felino, dei Salumi DOP Piacentini, del Fungo di Borgotaro e dell'Aceto Balsamico Tradizionale. Insomma, un piccolo atlante del gusto emiliano.
QUATTRO ATTI, UN SOLO RACCONTO
Poi ecco il momento di cercare il proprio posto tra i mille, perfettamente calibrati lungo i quattrocento metri di tavolata, e di lasciarsi guidare dal menu. Un menu pensato come una narrazione in quattro atti, ciascuno firmato da una voce diversa. In apertura, la Vellutata di pomodoro, verdure croccanti, gambero e olio al basilico, firmata da Parma Quality Restaurants: una rilettura estiva del gazpacho, in un dialogo tra il pomodoro di “casa”, la croccantezza del cetriolo, il profumo del basilico e la delicatezza del gambero.

Primo piatto con la firma di un ospite d'eccezione, lo chef Gennaro Esposito, che per l'occasione ha scelto di raccontarsi attraverso la sua Minestra di pasta mista con pesci di scoglio. Una portata capace di condensare in pochi cucchiai l'anima della classica zuppa di pesce d'antan, costruita su venticinque tipologie di pesci di scoglio e sulla pasta mista campana. Non è un caso che Esposito l'abbia scelta proprio per Parma. Come ha spiegato lui stesso, dietro quella decisione c'è tutta la sua idea di cosa significhi cucinare per mille persone in un'unica sera. "Non c'è nessun piatto semplice da fare per mille persone al momento. Anzi, più pensiamo a una ricetta semplice e più diviene complesso garantire la perfezione del risultato per tante persone. Quindi io ho voluto preparare qualcosa in grado di raccontare il mio lavoro, il mio territorio, ed essere al contempo diverso”.


Il secondo piatto, Bue bianco, pesca di vigna e tartufo di Fragno, porta l’opera di Chef to Chef Emilia Romagna, in con la collaborazione di Massimo Spigaroli: un omaggio alla memoria contadina e all'antico lavoro dei buoi nelle campagne parmensi. La carne, affettata finemente e arrotolata, è stata servita con una salsa ottenuta dai ritagli e profumata al tartufo nero di Fragno, accanto alle pesche Tardive di vigna sfumate nel vino Fortana: un piatto che sa di terra, di stagioni e di lavoro contadino.

A chiudere il percorso, il dolce di ALMA, La Scuola Internazionale di Cucina Italiana: Oro della Bassa, ispirato ai paesaggi della pianura parmense. Una panna cotta infusa al meliloto con cuore di crema inglese al polline, completata da un biscotto all'amaretto e da un tocco di cioccolato Gold. In altre parole, l'ultimo capitolo di una cena che si legge come un romanzo del territorio.

PARMA VISTA DA FUORI: LA LEZIONE DI GENNARO ESPOSITO
Ospite di questa settima edizione, Gennaro Esposito non ha usato troppe metafore nel descrivere il legame che lo lega alla cucina parmense e ai suoi colleghi del territorio. "Diversi aspetti mi hanno portato a Parma, tra cui la grande passione per i prodotti di qualità, realizzati da grandi artigiani, mossi da una sapienza profonda. Mi piace la trasversalità della ristorazione di questa zona d'Italia: si trovano grandi tavole dove fare esperienze ma, al contempo, grandi trattorie, dove la semplicità viene sublimata e raccontata in maniera straordinaria."

Uno sguardo che si allarga poi al significato stesso della manifestazione, in cui lo chef campano riconosce qualcosa di più di un evento gastronomico. "Questo territorio, con gli chef che ospita, non ha bisogno di nessuna personalità gastronomica. Si trova talmente tanto che, innanzitutto, uno chef invitato a partecipare deve essere solo onorato di far parte di questa famiglia." E ha aggiunto, quasi in forma di auspicio per il futuro della Cena dei Mille: "Credo che questo sia un appuntamento bellissimo che Parma deve difendere, amplificare e rendere, se possibile, in qualche altro momento un po' più trasversale."
LO SCOPO, OLTRE LA TAVOLA
Ma se il buon mangiare rimane senza dubbio in primo piano, rendendo la Cena dei Mille una festa del gusto e dell'identità, non ci si può dimenticare del suo intento concreto destinato a durare ben oltre l’evento. L'intero ricavato dell'edizione 2026, infatti, servirà ad acquistare un mezzo elettrico per l'Emporio Market Solidale di Parma, che grazie a questo nuovo strumento potrà garantire la consegna gratuita della spesa a domicilio a oltre 200 famiglie fragili, impossibilitate a raggiungere autonomamente la struttura. Un modo, forse il più coerente di tutti, per ricordare che la convivialità, quando è vera, non termina mai con la fine di una cena.