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Settimo al Sofitel: la cucina fra Italia e Francia che prende Roma per la gola a 7 piani di altezza

di:
Lucia Facchini
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copertina settimo

Sulla terrazza di Settimo si avverte una sorta di microclima protetto, pur avendo di fronte la silhouette poderosa della Cupola di San Pietro: a sette piani di altezza, la cucina dell'unico Sofitel Hotel d'Italia raccorda cultura francese e usi nostrani, tra vitello reso nobile dal foie gras e carbonara come ripieno della pasta fresca. Tutto dal risveglio alle luci della notte.

A osservarla da Via Lombardia, la “faccia ottocentesca” del Sofitel Rome ha l'espressione sorniona di una donna di mondo, o meglio, di una vecchia conoscenza che preferisce svelarsi un passo alla volta anziché tenere banco per il puro gusto dello show. Via la retorica stantìa del grand hotel romano; piuttosto, quel soffio quieto d'eleganza parigina che mette curiosamente pace fra memoria nostrana e cultura francese.

Sofitel Roma Villa Borghese 1
 

Se è la vostra prima volta, oltre l'ingresso avrete la sensazione di veder scorrere una linea del tempo che sale in verticale lungo sette piani: guarda caso, i mosaici in marmo e le piastrelle autentiche dell'edificio sono stati abilmente torniti dagli interventi dell'architetto e interior designer Jean-Philippe Nuel, che nel 2019 ha ripensato gli spazi facendo "entrare" la macchia verde della vicina Villa Borghese sin negli arredi (aspettatevi un'architettura del dettaglio prima ancora che del lusso).

Sofitel Roma Villa Borghese lobby
 
squadra Sofitel Rome
 

Senonché, a muovere i fili della macchina di accoglienza subentra una figura pronta a infrangere gli schemi d'antan: il General Manager Sebastien Antoine. A trentaquattro anni è infatti il più giovane GM nella storia del gruppo Sofitel, canadese di nascita e con un'ammirazione profonda per l'Italia infusa dai racconti e dal ricettario personale della nonna. Parlare con lui significa cogliere l'entusiasmo sincero di chi vede nell'hospitality un "x factor affettivo", citando il ricordo degli gnocchi domenicali con lo stesso candore nostalgico del fanciullino innamorato del bello e del buono.

Sofitel Sebastien Antoine General Manager
 
Sofitel Roma Villa Borghese dettagli
 

Un retroterra che si affianca, però, alla sensibilità attuale, come testimoniato dalle certificazioni Green Key e Breeam: fra impianti 100% elettrici, sistemi per il controllo delle emissioni e il bando totale della plastica monouso, in suite l'etica diventa un paradigma concreto di soggiorno. Eppure, il momento in cui la struttura spalanca del tutto i suoi polmoni avviene prendendo l'ascensore: quando il montacarichi apre le porte sul ristorante e cocktail bar Settimo, la sensazione è di venir catapultati in un giardino pensile open air sospeso sulle antichità cittadine.

Settimo Panoramic Flavour of Rome Hero view
 

Settimo: il salotto aereo per fare aperitivo "con la testa fra le nuvole"

Seduti davanti allo skyline, le vetrate a piena altezza e il tetto mobile che si schiude nelle serate estive ritagliano il giusto margine di distanza col centro storico. Sarà per i velluti color foglia di tè, per le sedute verde lime, per i tavoli smaltati o per le lampade in ottone; sta di fatto che ovunque si avverte una sorta di microclima protetto, pur avendo di fronte la silhouette poderosa della Cupola di San Pietro. Non male, perché il brusio del traffico cittadino appare completamente schermato dalla tranquillità della terrazza. E, accomodandosi con i tetti secolari in bella mostra, colpisce subito la sinergia della sala: che si tratti di un anniversario di coppia -con tanto di torta monoporzione realizzata espressa per la ricorrenza- o di una reunion di amici a caccia di mixology fuori dal coro, la squadra si muove esattamente al passo dell'ospite drizzando le antenne già dal benvenuto.

Settimo Roman Cuisine Terrace 36
 

D’altra parte, è proprio al bancone che la drink list Postcards from Rome prende una piega piacevolmente ludica: nel mese di agosto, per dire, l’happy hour al tramonto ha imbastito un set di citazioni stile “mangia e bevi” -vedi il Pain au Chocolat Negroni, un’illusione liquida in cui il Citadelle Gin Original passa per un'infusione brown butter prima di incontrare il cacao, il bitter e il vermouth dolce. Così, i sentori tostati della viennoiserie d’Oltralpe scaldano le guance per poi dare corda alla spina dorsale amara del Negroni italiano, in una liaison audace e centrata.

Settimo Panoramic Flavour of Rome
 
Settimo Pain au chocolat Negroni
 

Chi preferisce indugiare nelle atmosfere della Dolce Vita dal succo global cederà invece al Trevi Royale, un sorso dove Mezcal, Assenzio e Amaro Montenegro sconfinano nella spuma di Champagne e nella crème de cassis, completati dal gesto teatrale di inserire nel drink una moneta dorata di cioccolato edibile.

Settimo Trevi Royal 1
 

La cucina e i piatti

Quando la luce del crepuscolo sfuma e l'aria diventa complice, iniziano a sfilare anche i piatti dell'executive chef Giuseppe D’Alessio. Grazie a un curriculum scritto tra le retrovie dell'Orrery di Londra e di Jacques Maximin a Vence, il cuoco salernitano ha tracciato da Settimo una linea di cucina che riporta al centro la schiettezza del prodotto onesto, mai oscurato dallo sfoggio tecnico. Ne deriva un menu dalla doppia inflessione campana e romana, ulteriormente raffinata da accenti francesi.

Chef Giuseppe D Alessio 7904 stampa
 

Ed ecco che l'intro del percorso ha la stoffa dei classici a lungo raggio: un mini-maritozzo farcito di tartare di manzo e caviale, di zucchine e cipolle in agrodolce oppure - nell'edizione 100% ittica- di salmone marinato e le sue uova. La scelta segue a ruota uno dei tre menu degustazione, divisi a loro volta fra suolo, paniere vegetale e bottino di pesca.

Settimo Panoramic Flavour of Rome Terrazza panoramica main
 

Del resto, la capacità dello chef di unire le due sponde del Mediterraneo risalta appieno nel Marbré di vitello: una terrina dalla geometria pulita, dove la delicatezza bovina si stratifica con l'opulenza burrosa del foie gras e la parte terragna del tartufo, salvo poi ritrovare immediata freschezza nel crock dei fagiolini e nell'acidità pimpante della cipolla all’agrodolce. Tuttavia, la brigata assesta i colpi più identitari con l'uscita dei primi, svelando via via maggior carattere. 

ALE 2Settimo Marbre di vitello foie gras tartufo fagiolini e cipolla all agro 797
 

A proposito, il passaggio sul Tortello alla carbonara è un piccolo inciso di manualità e goduria: lo chef prende la mascotte della tavola romana e la chiude dentro un involto di pasta fresca stesa a velo. In bocca resta l'impressione di una mantecatura generosa e al contempo resa lieve dalla spuma di pecorino, fermo restando il bis di tartufo di stagione. Un dritto e rovescio serrato fra la veracità della crema d'uovo e la sapienza della sfoglia artigiana.

settimo tortelli carbonara 1
 
settimo tortelli carbonara 2
 

All'estremo opposto, cavalca l'onda umami il Risotto Carnaroli Riserva San Massimo, fiori di zucca, burro e alici di Cetara, riconciliando il "barocco" del condimento alla francese con un garum moderno che lascia comunque respiro all'inserto dell'ortaggio.

settimo risotto fiori
 

Anche il secondo di pesce conferma questa continuità di pensiero: la Triglia dorata viene servita con un ripieno di scamorza affumicata, scarola e uvetta, nonché adagiata su una coulis di pomodoro cuore di bue e yogurt di bufala che richiama la solarità di un'estate in Costiera. 

Cuore di baccala in olio cottura al rosmarino crema di broccoli e cipolle in agrodolce balsamiche S6A9862
 

La chiusura scinde il giudizio in un bivio ideale: da una lato la scia aromatica del dessert La Pesca, che enfatizza i profumi di frutteto, dall'altro una corposa Selezione di formaggi affinati con mostarde e pan brioche da condividere, soffice e punteggiato di noci e uvetta. Sfogliando la carta dei vini, se ne apprezza l'indole internazionale: decisive le referenze delle maison di Champagne e presenti all'appello le cantine di prestigio italiane, da Antinori a Cotarella, fino a Pieropan. In ogni caso ci si alzerà con l'idea di aver vissuto per due ore un ritrovo diverso dal solito, distanti dal fermento urbano che continua a brulicare sotto i piedi.

settimo pesca 2
 

Dal letto “con brevetto” alle suite familiari per 8 persone: quando l’agio ha carattere

Dormire al Sofitel significa entrare a piedi pari in una dimensione del riposo che ammicca continuamente ai simboli della città, poiché le 78 camere e 7 suite svelano quasi un'intimità da "residenza privata" della Roma bene. Nelle Terrace Suite, ad esempio, ci si ritrova ad ammirare soffitti affrescati che ritraggono cieli barocchi, scivolando nell'abbraccio d'ovatta del sistema Sofitel MyBed™, un brevetto che trasforma il sonno in un morbido atterraggio post check-in. Il vero privilegio emerge, tuttavia, passaggiando sulla terrazza in cotto: mentre ci si immerge nel vapore della Jacuzzi esterna riscaldata sotto le stelle romane, è possibile bere un drink rinfrescato dal limone raccolto direttamente dalle piante del proprio giardinetto aereo.

Sofitel Roma Villa Borghese Suite Terrace
 

Va detto che l’albergo presta particolare attenzione a chi viaggia in comitiva o in famiglia, complice l'ampiezza delle Suite Familiari Deluxe comunicanti -pronte a ospitare fino a otto persone mantenendo l'insonorizzazione perfetta e l'intrattenimento ad alta fedeltà garantito dagli impianti BOSE. E per i viaggiatori che cercano la riservatezza negli affari, le sale Lumière o Privée offrono l'approdo discreto del salotto comune, arricchito da appuntamenti d'eccezione quali gli accessi preferenziali alle mostre delle Scuderie del Quirinale o le visite riservate a Villa Medici.

Sofitel Roma Villa Borghese Suite Terrace
 

"Ultimo volo" su Roma: la colazione 

Al risveglio il nostro consiglio è quello di optare per la selezione continentale, composta da un cestino caldo di Pain fusette, Viennoiserie, burro d'Isigny, marmellate, spremuta e bevanda calda. Ma, volendo rimpinguare il banchetto di default, al Sofitel la particolarità della colazione sta tutta nel ventaglio di pietanze espresse alla carta, di cui una automaticamente inclusa nel buffet a 45€. Deliziosa l'omelette cacio e pepe riadattata "alla maniera laziale", non meno del tofu strapazzato in ottica veg e del salmone norvegese con pane tostato, caprino e capperi. Di rimando, l'avvolgenza torna in grande spolvero ordinando il French Toast, con ritorni pronunciati di cannella che spezzano il circolo pane-uova-burro. E, nel caso in cui abbiate necessità di un rimedio detox, corrono in soccorso il Chia Pudding rassodato durante le ore notturne e l'estratto purificante a base di mela verde, finocchio, sedano, limone e zenzero. Gambe in spalla, Villa Borghese è lì a due step -anche se, ad aver la precedenza, resta uno scatto all'acquerello di Settimo col Cupolone screziato dai raggi mattutini.

Settimo Panoramic Flavour of Rome Terrazza
 

Contatti

Sofitel Rome Villa Borghese -Settimo Roman Cuisine & Terrace

Via Lombardia, 47 — 00187 Roma (RM)

Telefono: +39 06 478021

Sito web: settimoristorante.it 

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