La prima domanda viene spontanea: un ristorante dentro un parco divertimenti può davvero meritare una stella Michelin? A Rust, in Germania, la risposta è arrivata quest'anno.
La notizia
Eatrenalin, il progetto più ambizioso di Europa-Park, è riuscito dove molti avrebbero scommesso il contrario, trasformando una cena in un percorso immersivo fatto di dieci ambientazioni, tecnologia, profumi, musica e alta cucina. Il rischio era che gli effetti speciali finissero per oscurare il menu. Succede l'opposto: dopo pochi piatti, ci si dimentica quasi delle scenografie. Un esito che spiega il boom di prenotazioni con turni a partire dalle 17, nonostante il costo del menu degustazione arrivi in taluni casi a sfiorare i 450€.

Ogni servizio accoglie soltanto sedici ospiti. Si inizia con un calice di Champagne e alcuni amuse-bouche, poi entra in scena Lina, l'intelligenza artificiale che accompagna il percorso. Da quel momento nessuno cambia tavolo: sono le Floating Chair, poltrone mobili progettate appositamente per il ristorante, a trasportare i commensali da una sala all'altra. Tutto avviene in modo quasi impercettibile.
Il viaggio attraversa dieci ambientazioni. Davanti a una cascata digitale arriva il tonno con avocado e zenzero, poi la sala Ocean accompagna un hamachi con barbabietola dorata, camomilla e pompelmo. Più avanti il percorso si sposta in Giappone, dove il merluzzo nero con porro giovane, ravanello marinato e consommé dashi conferma il livello della cucina insieme ai gyoza di anatra con funghi shiitake.

È proprio qui che, secondo il reportage pubblicato qui dalla stessa Guida Michelin, avviene il passaggio più interessante. L'ispettore incaricato della valutazione smette progressivamente di osservare l'allestimento e concentra tutta l'attenzione sul piatto. Materia prima, tecnica e precisione bastano a sostenere un progetto che avrebbe potuto vivere soltanto di spettacolo.
Prima della portata principale telefoni e fotografie vengono messi da parte. La sala cambia ancora e si trasforma nell'interno di un'astronave. Dopo un immaginario viaggio fino alla Luna arriva un secreto di Bellota Ibérico con aglio nero e chimichurri che convince anche gli ispettori Michelin. Nel reportage si racconta perfino di uno sguardo d'intesa tra giornalista e ispettore: per qualche istante nessuno dei due presta attenzione agli effetti speciali.

Il dessert mantiene lo stesso equilibrio. Una mousse al cioccolato Caraïbe incontra frutto della passione, banana e pandan mentre un'installazione luminosa sospesa scende lentamente dal soffitto trasformandosi in tavolo grazie a un sofisticato gioco di luci e movimenti.
Più che un ristorante tematico, Eatrenalin sembra un esperimento riuscito su come tecnologia e gastronomia possano convivere senza farsi concorrenza. La cucina non diventa il pretesto per lo spettacolo e lo spettacolo non serve a nascondere il livello del menu. È probabilmente questa la ragione che ha convinto la Michelin a premiare un indirizzo capace di mettere la tecnica al servizio dell'esperienza, senza dimenticare che, anche quando tutto intorno cambia continuamente, il ricordo più importante resta quello lasciato dai piatti.