Trattoria della Fortuna, quando ricette dimenticate e ricerca regionale sono il mantra e la chiave per entrare in Michelin. Nell’insegna di Monterotondo, Francesca Gervasi ha dato seguito all’attività di famiglia applicando le sue competenze alla bontà degli ingredienti, con la giusta dose di creatività.
Quando la Michelin annunciò l’inserimento in guida di Trattoria della Fortuna (nella categoria Bib Gourmand) lo stupore fu generale. Sia tra gli addetti ai lavori che fra gli appassionati. In pochi sapevano della felicità culinaria che giganteggiava nell’insegna di Monterotondo, piccola località alle porte di Roma dove questa trattoria a conduzione familiare resiste da più di 80 anni. Ma l’arrivo in pianta stabile di Francesca Gervasi nel 2020, chef e patron insieme alla mamma Daniela Allegrini, ha cambiato le sorti di questo indirizzo che oggi vive una nuova fase di vita.

Da trattoria di provincia a meta gastronomica
Sia chiaro: la dedizione per il buon cibo alla Trattoria della Fortuna c’è sempre stata. In primis con i nonni di Francesca (che hanno fondato il locale) sia con la mamma Daniela, portando avanti una cucina di stampo tradizionale che a volte sfociava in qualche guizzo creativo. In queste mura Francesca Gervasi ha cominciato a coltivare la sua passione, ma all’inizio il lavoro si divideva tra sala e fornelli. La curiosità la spinge verso nuove esperienze ed entra in contatto con il mondo del fine dining; è nella brigata di Riccardo Di Giacinto, del ristorante stellato All’Oro, quando la madre la invita a tornare per gestire l’insegna di famiglia.

“Sono tornata con la promessa di lavorare in cucina a 360 gradi” racconta Gervasi e, nonostante il duro periodo del Covid “dove per scelta non ho deciso di fare l’asporto perché sviliva il mio lavoro”, il post pandemia si è rivelato vincente per la chef romana. L’inserimento in Michelin nella categoria Bib Gourmand nell’edizione 2025 (miglior rapporto qualità-prezzo) è la ciliegina sulla torta, il tassello mancante che ha rivelato all’Italia le doti di Francesca Gervasi, capace di attrarre nell’intimo locale di Monterotondo giornalisti e gourmand da Roma e non solo. Un successo ancor più marcato considerando che si destreggia in solitaria ai fornelli, mentre la madre si occupa del servizio.

Ricerca regionale e felicità in tavola
Il piccolo universo della trattoria confina curiosamente con il ciglio della strada provinciale. Un piccolo cancelletto conduce all’intimo giardino piacevolmente curato che precede l’ingresso della sala. L’atmosfera casalinga è la diretta conseguenza della gestione familiare di Trattoria della Fortuna, arricchita da elementi vintage che rivelano la passione della chef per questo segmento. Il tema del ricordo è anche la traccia gastronomica, in cui Gervasi si diverte – e fa divertire – riesumando ricette dimenticate, grandi classici e piatti tipici di altre regioni. “Quando creo il menu spesso mi complico la vita da sola, anche perché non mancano mai piatti giornalieri – rivela la cuoca –. Ma è la mia felicità”.

Un esempio è il confortevole e abbondante Tramezzino alla Veneziana interpretato con carciofini alla cafona, stracchino delle Valli Orobiche e prosciutto cotto affumicato. La tradizione romana oltre a essere rappresentata dagli iconici primi è racchiusa piacevolmente nella Crocchetta ripiena di pollo e peperoni con riduzioni di peperone rosso, giallo e verde. Originale, giocoso e di carattere l’Involtino Primavera ripieno di vignarola, un’idea che lega due emisferi opposti impreziosita dalla sapidità della mousse di Pecorino Romano.



Il divertimento delle portate è amplificato dal cestino del pane (homemade) che passa in rassegna lievitati di altre regioni come la focaccia genovese e barese o la versione arricchita con le coppiette di maiale. Tra i signature conferma le aspettative la Cartellata 36 tuorli alla Nerano, un piatto corroborante dove la nota dolce delle zucchine incontra il profumo del basilico e del limone candito, mentre il Provolone del Monaco dona rotondità. Una ricetta che racchiude l’essenza della filosofia di Francesca Gervasi: la tradizione come incipit per proporre portate inedite e di gusto, in una piazza non facile come Monterotondo.

L’intensità è la chiave vincente del Tortellino alle tre mortadelle – Bologna, Prato e Mannori – che dialoga con la veracità della spuma di formaggio Stravecchio Monticelli. Gusto Italiano. Tra i secondi c’è tanto vegetale (specialmente in questa stagione) come la Cipolla di Cavasso bruciata con caprino, olio al porro e peperone crusco o l’accostamento inedito tra Funghi Cardoncelli e zabaione salato.



“La verità è che io amo l’inverno: le lunghe cotture, i brodi e i brasati. I mesi più freddi sono quelli che mi danno più gioia dal punto di vista culinario”. I dolci sono un altro importante capitolo di Trattoria della Fortuna: Pesche sciroppate all’anice stellato e la Meringa all’italiana alla lavanda raccontano ancora una volta la ricerca della chef tra le ricette dimenticate, della passione che sconfina nell’indagare e studiare il movimento gastronomico italiano in generale. I tanti presidi slow food e i piccoli produttori sono il tassello finale per dare un senso alla ricerca e alla cucina dell’insegna, che gioca la sua partita a tavola contro-pronostico: sempre aperta a pranzo, a cena concede un solo servizio, quello del venerdì sera.


Trattoria della Fortuna
Via Salaria, 57, 00015 Monterotondo RM
t.069004098